Da Vergarolla a Juraj Dobrila, tutte le novità della toponomastica polese

Nuove intitolazioni per valorizzare e rendere più chiara la «geografia» urbana

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Da Vergarolla a Juraj Dobrila, tutte  le novità della toponomastica polese
Il Cippo in memoria della strage di Vergarolla. Foto: Daria Deghenghi

Il Consiglio cittadino di Pola per la riunione in programma mercoledì, tra tante altre faccende all’odg, si occuperà anche di toponomastica, non precipuamente con l’intenzione di recuperare denominazioni attinte da una ricerca storica in loco, ma in funzione pratica e amministrativa ritenuta utile per la gestione della numerazione civica e l’aggiornamento dello stradario attraverso nuove attribuzioni ufficiali di nomi a delle aree di circolazione finora scarsamente contrassegnate e che si vogliono far uscire dall’ombra, dando maggiore visibilità a personaggi e concittadini ritenuti meritevoli. Subirà pertanto modifiche e integrazione la Delibera inerente all’assegnazione della denominazione dei nomi delle vie e delle piazze cittadine, atto giuridico formale attraverso il quale, volendo, l’amministrazione comunale ha anche licenza di sopprimere nomi ufficiali all’interno del territorio urbano. Ma mercoledì non succederà.

Non è semplicemente bilinguismo
Come da quanto ventilato in precedenza, il pacchetto delle novità vede ufficialmente introdotta pure la proposta ufficiale di ridenominazione del Parco delle vittime di Vergarolla, luogo di pietà e di commemorazione, il tutto in conformità al parere della Commissione per la standardizzazione dei nomi geografici del 19 giugno 2026. Questa la motivazione data: “La correzione del nome del parco, intitolato nel 2012, viene proposta per uniformarlo al toponimo croato Vargarola e per adeguarlo ai nomi Vargarola e Vergarolla, recentemente incisi sul nuovo monumento commemorativo (il cubo di pietra con i nomi delle vittime) collocato nel parco presso la cattedrale”. La spiegazione si esaurisce a questo punto anche se limitativa e non sufficientemente esplicativa. Non è semplicemente bilinguismo. “Vargarola” non è esclusivamente toponimo croato, bensì e soprattutto denominazione istroveneta, specificatamente e prevalentemente locale, d’insediamento tra i polesani, se non predominante sulla forma ufficiale di Vergarolla, da sempre usata nel lungo periodo d’anteguerra e immediatamente post bellico, quando la zona divenne teatro dell’immane tragedia dello scoppio delle mine sulla spiaggia. Al limite, evitando meglio una “falsa esclusiva” o un’appropriazione non corrispondente al vero, si poteva asserire di voler “condividere” una stessa denominazione altrettanto corretta per entrambe le lingue. Nulla di eclatante in tutto questo, quanto solo una faccenda di piccola “sensibilità” e considerazione nei confronti della memoria storica cittadina. Manca un po’ di quell’eleganza, che è segnale di sincera evoluzione civica. Che cosa dice a proposito il vicesindaco italiano Vito Paoletić? “La questione della modifica è scaturita in seguito alla collocazione del nuovo cippo nel Parco dedicato alle vittime, che per la prima volta indica entrambi i nomi del luogo che simboleggia la sciagura, per cui c’è stata la richiesta di introdurre ufficialmente la denominazione Vargarola, in quanto ritenuta corretta nella lingua croata. In accordo con il preposto organo istituzionale zagabrese addetto alla standardizzazione delle intitolazioni si è fatto sì di giungere all’accordo di fissare e continuare a contrassegnare ufficialmente come Vergarolla, la denominazione italiana, aggiungendo Vargarola, come denominazione croata ora ufficiale. Sappiamo che sono corretti e utilizzati entrambi i termini per indicare questa località. L’uso varia semplicemente a seconda della lingua ufficiale o colloquiale”.
La certezza che ora resta è la coesistenza di Vergarolla, (colloquialmente Vergarola) e Vargarola che al di là del “dettaglio” grafico e vocale, custodisce l’identità italiana – storica, linguistica e culturale – di Pola entro un complesso e drammatico periodo della storia.

Il vicesindaco in quota CNI Vito Paoletić. Foto: Giuliano Libanore

Juraj Dobrila, Viktor Klobučar…
Altri toponimi? Ecco le novità che tra qualche giorno entreranno a far parte dello stradario polese e che toccano da vicino, nuovamente l’area attorno alla Cattedrale. Nascerà il Parco Juraj Dobrila, nome da conferire all’area verde affacciata alla Riva, che oggi fa parte di Piazza San Tommaso e affianca la Cattedrale di Pola. Inizialmente, da parte del Comitato per la denominazione dello stradario della Città di Pola, era stata accolta la proposta di contraddistinguerla, con il nome di Parco dei Vescovi istriani. Nel 2025 aveva ottenuto parere favorevole della Commissione per la standardizzazione dei nomi geografici; tuttavia, dopo nuovo esame richiesto è stata accolta l’intitolazione a Juraj Dobrila, vescovo e leader del risorgimento croato in Istria durante la metà dell’Ottocento, figura da inquadrare nel contesto di un’epoca caratterizzata da forti tensioni politiche, e culturali. Poi nascerà anche via Viktor Klobučar, che fu comandante della Stazione sperimentale di aviazione navale, considerato primo comandante dell’aviazione navale austro-ungarica. Sarà a lui dedicata la via/arteria stradale di nuova formazione sull’Isola di Santa Caterina, dove stava insediata l’anzidetta Stazione. Pola riceverà inoltre la via intitolata ad Aleksandar Anzur, attivista sportivo e abile giocatore di bocce, con il quale verrà denominata l’attuale diramazione di Via Pisino. Nato a Cerreto, CT della nazionale di bocce, meritevole di aver promosso lo sport mediante tornei internazionali, che con Pola c’entra soltanto brevemente. Fu cantierino al 1964 al 1970 e dicono che la qualità del gioco sia stata appresa e attinta anche dalla tradizione esistente in loco. Infine, si propone di conferire un nome al tratto che conduce dalla Strada dei partigiani al campo di calcio di Montegrande. Diventerà un’estensione della già esistente via Veljko Zgrablić.

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