Altri cinque restauri di facciate storiche vanno ad aggiungersi alla lista delle opere promosse da Dolcevita, il programma di ristrutturazione e conservazione dei palazzi d’epoca con contributi pubblici che premia gli investimenti privati condivisi. L’azienda Pula Usluge i Upravljane (Pola servizi e amministrazione), nata dalla fusione di quattro delle vecchie municipalizzate, rende noto che sono terminati con successo cinque restauri della lista prioritaria e precisamente (in ordine decrescente per valore complessivo dell’investimento): l’edificio in via dell’Istria 32 per un valore totale di 159.746 euro, con contributo della Città di Pola di 29.580 euro per le spese di conservazione degli elementi architettonici di valore storico (Dolcevita) e altri 78.240 euro di partecipazione alle spese in rapporto alle quote di proprietà; l’edificio in via Arsia 7 del valore di 118.673 euro con contributo pubblico di 19.186 euro per gli elementi distintivi e altri 25.269 euro per la quota di proprietà; la facciata lunga di via Marulić 7 e 9, restaurata con investimento complessivo di 106.178 euro e contributo della Città di Pola dal fondo Dolcevita di 51.712 euro (senza partecipazione alle spese edilizie ordinarie); lo stabile di via Herman Dalmatin 3 da 85.000 euro con contributo di 35.600 dal Fondo Dolcevita e altri 24.200 per la quota di proprietà; e via Massimiano 4, un restauro in pieno centro storico del valore di 69.554 di euro di cui 18.190 a carico di Dolcevita per gli elementi storici e 22.125 per la proprietà detenuta dalla Città di Pola. Gli ultimi cinque “brutti anatroccoli” tramutati in splendidi cigni allungano così la lista delle opere che anni fa ha aveva interessato edifici storici in via Venezia, via Flanatica, via Flavia, via Tartini, campo San Martino, via Dobrich, via Stanković, via Motika, clivo Cvečić, Massimiano, Petrović, Rakovac, Mutila, della Centuriazione romana, Croazia, Trieste, Giardini ecc. Ormai sono tante che non è più possibile ricordarle.

Foto: DARIA DEGHENGHI
Dolcevita ha 15 anni
Il successo non piove dal cielo. L’avvio di Dolcevita risale a quindici anni fa su iniziativa dell’allora sindaco Boris Miletić, ma l’esordio è stato limitato da una serie di condizioni restrittive, vincoli di spazio, tempo e denaro. Gli ha dato nuova linfa solo l’amministrazione Zoričić, rivisitando il vecchio Programma di recupero e dotandolo di maggiori finanziamenti. Le nuove disposizioni risalgono al dicembre del 2021. Da allora il perimetro urbano interessato da “Dolcevita” è stato allargato anche a certe vie “storiche” di periferia, e gli incentivi pubblici sono stati sensibilmente maggiorati. Il risultato è sorprendente. Chi prima e chi poi (ma comunque tutti nell’arco di pochi mesi), gli amministratori di condominio si sono mossi in grande numero per concorrere ai contributi municipali così da ridurre le spese a carico dei proprietari con risultati percepibili a vista d’occhio: se prima le facciate in deperimento erano la norma, oggi sono piuttosto l’eccezione. Se prima la media annua dei restauri non si è spinta oltre le sei o sette facciate l’anno, ora sono il doppio. L’ultima serie di contratti stipulati risale al maggio di quest’anno e prevede un ciclo di altre cinque ristrutturazioni preparate da tre amministratori di condominio: via Cankar (Pula usluge i upravljanje), clivo De Ville, via Vincenzo da Castua e via Venezia (Eki inženjering) e via Zara (Stambeni inženjering). E sono solo le prime delle complessive 17 pratiche avviate quest’anno.

Foto: DARIA DEGHENGHI
Dopo l’imbarazzo, l’orgoglio
Insomma “Dolcevita” è decollata con lungimiranza nel 2010 con interventi d’esordio nelle piazze Foro e Capitolina, in clivo al Castello e nelle centralissime vie Sergia e Massimiano, ma ha spiccato il volo con più audacia solo dieci anni dopo con la riforma del 2021 per arrivare a “50 facciate ristrutturate in una sola legislatura, contro i 66 restauri dei 10 anni precedenti”. Oggi certi panorami di Pola non sono più motivo di imbarazzo ma piuttosto ragione d’orgoglio. L’isolato di via Marulić che comprende il Centro di coworking, i numeri civici 7 e 9 e il palazzo ad angolo dai caratteristici balconi con parapetto, colonne, capitelli, cornice e fregi ristrutturati, è un caso emblematico. Fino a una decina di anni fa via Marulić è stata un’accozzaglia di ruderi industriali, investimenti falliti e facciate in condizioni di estremo degrado. Oggi è completamente risorta con la sola eccezione del Pattinaggio che resta in sala d’attesa ma ha già le carte in regola per entrare nel novero delle opere pubbliche del prossimo ciclo. A meno che la nuova amministrazione municipale non si decida a tirare il freno a mano sui restauri per deviare la rotta dei finanziamenti a favore di altre cause. Per il momento da piazza Foro non arrivano ancora segnali in questo senso.

Foto: DARIA DEGHENGHI
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