Comunità degli Italiani di Sissano. Settant’anni in difesa dell’identità italiana

Susanna Isernia, Maurizio Tremul, Paolo Palminteri, Paolo Demarin, Giuseppina Rajko, Marin Corva, Marko Ravnić, Anita Detoffi Giudici. Foto: Željko Jerneić

La Comunità degli Italiani di Sissano ha festeggiato settant’anni di vita. Davvero un grande orgoglio per i tanti affezionati soci del sodalizio di via Dobran; una piccola, ma grande comunità, la cui caparbietà, la fantasiosa inventiva e l’amore per il luogo natio, il rispetto per le proprie origini e l’attaccamento alla terra e alle tradizioni hanno contribuito a mantenere viva l’identità italiana di Sissano e dell’Istria intera. I settant’anni della locale Comunità degli Italiani non potevano passare inosservati. Così non è stato. Infatti, giovedì sera la CI di Sissano ha organizzato una grande festa solenne di compleanno, con invitati e tanti ospiti illustri come il console generale d’Italia Fiume, Paolo Palminteri, il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, il presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Marin Corva, la responsabile del Settore Cultura, Arte, Spettacolo e Comunicazione dell’Università Popolare di Trieste, Susanna Isernia, la vicepresidente della Regione istriana, Giuseppina Rajko, il direttore del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, Raul Marsetič, il sindaco di Lisignano, Marko Ravnić, i presidenti di diverse Comunità degli Italiani della Bassa Istria e tantissimi altri. Tutti hanno voluto essere presenti alla grande festa di compleanno della CI di Sissano. Anche il deputato CNI e vicepresidente del Sabor, Furio Radin, che impegnato oltreoceano per motivi istituzionali non ha potuto festeggiare assieme agli amici di Sissano. Perlomeno no di persona. Radin ha infatti fatto recapitare tramite Corva un messaggio di auguri carico di affetto.

La filodrammatica dei piccoli della CI di Sissano. Foto: Željko Jerneić

Gli italiani a Sissano
L’onore e l’onere di dare ufficialmente inizio alle celebrazioni è comunque spettato al coro misto del sodalizio, che diretto dall’instancabile maestra Franca Moscarda, ha intonato gli inni nazionali croato e italiano. Un attimo più tardi è stato proiettato un video che ripercorre la storia degli italiani di Sissano, dall’esodo – il momento più buio per i sissanesi e, naturalmente, per gran parte della popolazione italiana di queste terre – alla nascita nel 1948 del Circolo italiano di cultura del piccolo borgo dell’Istria meridionale. Il filmato ripercorre pure le fasi storiche che nel 1952 hanno portato alla chiusura della scuola italiano di Sissano e ricorda la battaglia e gli sforzi dei sissanesi poi ripagati nel 1967 con la riapertura dell’elementare italiana locale. Il breve docu-film ricorda pure gli anni ‘70, quelli del risveglio della CI, che soltanto una decina d’anni dopo diventerà la vera protagonista della vita cultura del luogo. Un altro avvenimento importante riportato nel documentario riguarda l’inaugurazione della nuova sede comunitaria, avvenuta nel giugno del 2008. Con la nuova sede, la CI di Sissano intensifica le proprie attività e, così, nel 2010 il sodalizio assume anche il ruolo di promotore delle antiche tradizioni contadine del posto. Tradizioni alle quali i sissanesi sono molto legati.

Paolo Demarin e Anita Giudici. Foto Željko Jerneić

La dedizione degli attivisti
La parola è poi passata all’attuale presidente della CI nonché presidente dell’Assemblea UI, Paolo Demarin, che da buon padrone di casa ha salutato e ringraziato tutti per la presenza. Nel suo intervento ha successivamente ripercorso le varie tappe che hanno portato alla nascita del Circolo prima e della Comunità poi, ricordando che è soltanto grazie agli attivisti – che hanno avuto la capacità di costruire insieme, mantenendo vivo il proprio sentimento di appartenenza, anche in tempi difficili – senza la cui dedizione non sarebbe stato possibile festeggiare oggi i primi settant’anni di vita della Comunità, i cui soci non hanno mai perso la volontà di esprimere il proprio pensiero e la propria identità, tramandando la propria lingua, gli usi e i costumi di generazione in generazione. Nel prosieguo del discorso, il presidente ha dichiarato che “per troppo tempo abbiamo visti negati i nostri diritti”, ma anche che “la convivenza di tre comunità etniche autoctone ha plasmato le abitudini e la mentalità delle persone e favorito la comprensione e il rispetto reciproco”.

La targa in memoria di Antonio Borme. Foto: Željko Jerneić

Una targa in onore di Borme
Concetti, quelli espressi da Demarin, che ci riportano alle idee del compianto prof. Antonio Borme, illustre esponente del gruppo nazionale italiano, presidente della prima UI e, almeno per quanto riguarda i sissanesi, guida indiscussa di tante battaglie per la sopravvivenza. Per questa e per moltissime altre ragioni, la CI di Sissano ha deciso di dedicare a colui che ha saputo trasformare i vecchi circoli italiani di cultura in soggetti con un loro specifico peso anche politico una targa di riconoscimento. Targa che è stata scoperta da Paolo Demarin e dall’amico e compagno di numerose battaglie di Borme, Giovanni Radossi, il quale ha ricordato alcuni aneddoti di quegli anni passati al fianco del professore, prima in qualità di studente e poi di collaboratore e amico. La festa non si è conclusa qui. Anzi. Tra un’esibizione del coro e un’altra della filodrammatica degli adulti e dei bambini e dei gruppi folk e tra una mantignada e l’altra non sono mancati gli interventi dei diversi ospiti presenti in sala.

Giovanni Radossi. Foto: Željko Jerneić

La dignità e l’identità nazionale
Il primo a rivolgere un saluto e un augurio di buon compleanno ai sissanesi è stato il console Paolo Palminteri. Il rappresentante della Repubblica d’Italia ha quindi colto l’occasione per complimentarsi con i sissanesi per tutte le attività portate avanti negli anni e per ringraziarli per avergli fatto scoprire ancora di più cosa siano la dignità e l’identità nazionale. Il microfono è poi passato nelle mani del presidente dell’UI, Maurizio Tremul, il quale ha tenuto a dire che gli anniversari come quello festeggiato giovedì sera a Sissano non servono per ricordare i traumi del passato, ma per ricordare il nostro essere radicati qui, a casa nostra, e per celebrare la nostra identità, la nostra cultura e la nostra presenza che si volevano segnate dal destinato ma che hanno ritrovato la forza di resistere grazie anche ai sissanesi. Anche Marin Corva ha voluto ringraziare i sissanesi di ieri e di oggi, che hanno lavorato con abnegazione per mantenere viva l’italianità di questo territorio. Non sono mancati nemmeno gli auguri di Giuseppina Rajko, Raul Marsetič e Marko Ravnić, che hanno ringraziato la CI di Sissano per la collaborazione. Ascoltate le parole degli ospiti il presidente della CI è stato chiamato nuovamente in causa consegnando un premio di merito ad Anita Detoffi Giudici, l’unica dei fondatori del sodalizio sissanese ancora in vita. Naturalmente i premi di merito sono stati consegnati anche ai familiari degli altri fondatori, ossia Marcello Tromba, Giuseppe Petrich e Lodovico Dobran. Altri premi di merito sono stati consegnati a tutti gli ex presidenti della Comunità: Onorato Tromba, Augusto Dobran, Claudio Grbac, Aldo Demarin, Bruna Kaić Delcaro, Lina Grubissa, Antonio Dobran e Antonietta Benčić Petercol. Riconoscimenti speciali sono stati poi consegnati ai rappresentanti delle Istituzioni, tra le quali il Consolato generale d’Italia a Fiume, l’Unione Italiana, la Regione istriana, l’Università Popolare di Trieste e diverse altre.

Il nostro giornalista Marko Mrđenović ritira la targa di merito alla nostra casa editrice. Foto: Željko Jerneić

Un riconoscimento di merito per il costante sostegno alle attività della CI di Sissano è stato assegnato anche alla nostra Casa editrice “Edit”. Chiusa la parte formale, la festa è proseguita con il taglio della torta, un brindisi e un rinfresco.

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