La Giornata del ricordo delle vittime della Guerra patriottica e del ricordo del martirio di Vukovar e Škabrnja sono state celebrate ieri e il giorno precedente pure nei principali centri della Bassa Istria, ossia a Pola, Dignano, Medolino e Fasana. Nella città dell’Arena le commemorazioni sono iniziate già alle 10 al Cimitero cittadino con la posa di corone di fiori e lumini ai piedi della grande Croce centrale da parte delle rappresentanze dell’Associazione degli invalidi di guerra (HVIDRA) di Pola (con il suo presidente Janko Žužić) ed altre nate dopo il conflitto bellico, della Città di Pola (con il vicesindaco Siniša Gordić e il presidente del Consiglio cittadino Valter Boljunčić), della Regione istriana (con lo zupano Boris Miletić, la vicepresidente della Regione istriana, Gordana Antić, e il capo ufficio del presidente, Ivan Glušac), delle Forze armate, della Marina militare, della Polizia, delle associazioni dei Combattenti antifascisti, dei deputati al Sabor Dalibor Paus e Dušica Radojčić, dei familiari delle vittime e tanti altri. È seguita la cerimonia in parco Francesco Giuseppe in Riva, dinanzi al monumento ai difensori caduti nella Guerra patriottica, dove ad intervenire è stato Žužić, il quale ha puntualizzato che Vukovar e Škabrnja non sono soltanto delle località su una cartina geografica, bensì dei simboli del nostro dolore e anche della nostra forza, intessuti nell’amore verso la Patria. “La libertà è stata pagata con il sangue – ha detto il presidente della HVIDRA -, e ancora oggi, a 34 anni di distanza, siamo alla ricerca delle vittime scomparse nel conflitto. In merito voglio porgere i ringraziamenti al ministero dei Difensori, che sta facendo il possibile per ritrovare i 1.470 scomparsi e dare loro un degno riposo. Voglio ringraziare pure l’Istria, una regione esempio di pace e convivenza, che non è stata direttamente coinvolta nel conflitto, ma che ha dato, però, il suo cuore per la liberà e l’indipendenza della madrepatria. Un grazie enorme infine a tutti i combattenti caduti, che hanno dato la propria vita per una Croazia libera”, ha concluso Žužić, approfittando dell’occasione per ricordare che dopo 87 giorni di assedio da parte dell’Armata popolare jugoslava e delle milizie paramilitari serbe la difesa di Vukovar è caduta il 18 novembre del 1991. Nei combattimenti e nei bombardamenti hanno perso la vita 1.624 difensori e civili, e oltre 2.500 sono rimasti feriti.
“La Giornata del ricordo del martirio di Vukovar e Škabrnja anche quest’anno viene celebrata in un’atmosfera dignitosa – così il presidente della Regione istriana Boris Miletić – con un enorme rispetto nei confronti di coloro che hanno dato la propria vita per la libertà della Croazia. Vukovar è un simbolo del nostro coraggio, dolore e dell’irremovibile spirito del nostro popolo. Il nostro dovere è quello di tutelare la verità e il ricordo, coltivare la pace e l’unione tra le nuove generazioni”.
Nel tardo pomeriggio, con inizio alle 18, si è svolto il tradizionale corteo della memoria “I u mom gradu svijetli Vukovar” (Anche nella mia città splende Vukovar), organizzato dalla VHIDRA polese, con il raduno dinanzi alla scuola elementare “Tone Peruško” e successiva processione fino a via Vukovar.
A Medolino la commemorazione si è svolta alle 16 sulla nuova passeggiata, dalla spiaggia Bijeca sino al campeggio Kažela e al campo di calcio di Medolino. A Dignano invece la Giornata è stata celebrata lunedì, con la posa di una corona di fiori e lumini dinanzi all’olivo all’entrata della città (simbolo di pace ed eternità) da parte del sindaco Igor Orlić, del presidente del Consiglio cittadino, Cristian Biasiol, e altri consiglieri municipali. “Con profondo rispetto ricordiamo tutte le persone coraggiose che a Vukovar e Škarbnja hanno dato la vita per la libertà del nostro Paese. Entrambi sono dei luoghi di immenso dolore e tristezza, però anche dei simboli di indescrivibile coraggio e resistenza. Il loro sacrificio ci obbliga a mantenere la pace e la dignità di ogni persona” ha detto il sindaco. “Che questa corona sia un segno di gratitudine e un ricordo a lungo termine. Allo stesso tempo, che ci ricordi che la comunità e la responsabilità sono le basi su cui costruire una società giusto affinché simili tragedie non si ripetano mai più. In silenzio e con umiltà, la Città di Dignano dimostra riconoscenza promettendo che il sacrificio delle vittime sarà sempre portato nei nostri cuori”, ha concluso Orlić.
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