CI Pola. Chiuso un Bilancio avanti il prossimo

L’Assemblea della Comunità degli Italiani di Pola ha votato i documenti finanziari per i due anni di attività. Guarda al futuro con nuove proposte

Animata discussione su finanziamenti, bilinguismo e “orgoglio nazionale”

Assemblea della Comunità degli Italiani polese in riunione, sabato sera, ormai a poche ore dalla fine dell’anno, il che equivale a dire che è arrivato il momento di far quadrare i conti, approvando cioè la seconda e ultima modifica di bilancio per l’anno in corso, il piano finanziario per il 2020, il programma di lavoro ma anche quel documento che risponde al nome di “Orientamenti programmatici 2019-2023” ed estende la sua validità ai prossimi quattro anni.
Strategie di vita
Le relazioni finanziare e i piani di lavoro sono stati presentati ai consiglieri dalla presidente della Comunità degli Italiani, Tamara Brussich. Il Documento degli “Orientamenti programmatici” si propone, innanzitutto, il mantenimento della sede nel senso di copertura di tutte le spese materiali correnti e la promozione di attività “in grado di aggregare un numero considerevole di utenti, principalmente connazionali”. Tra le priorità del primo gruppo, l’onere permanente di assicurare 300.000 kune l’anno per gli stipendi del personale in rapporto di lavoro, ed altre 300.000 per le bollette, le imposte, le spese materiali ecc., mentre il lavoro dei dirigenti (Giunta e Presidenza dell’Assemblea) rimane, come finora, volontario. Le fonti a cui si vanno ad attingere i finanziamenti finalizzati allo scopo sono quelle comunali, nazionali (Italia, Croazia) e regionali (Friuli Venezia Giulia per il tramite dell’Unione Italiana), senza trascurare gli introiti realizzati in proprio, grazie all’affitto della sede e ad attività commerciali analoghe. In secondo luogo s’insiste sulla necessità di contenere i costi della gestione della sede, pur continuando a investire nell’equipaggiamento della stessa, in primo luogo nel potenziamento della caldaia. Il sistema di riscaldamento e raffreddamento attuale, dopo la chiusura dell’impianto a gas per motivi di sicurezza, semplicemente non assolve alle necessità elementari di una sede di queste dimensioni.
Tra gli obiettivi del secondo gruppo (promozione attività e programmi ad alto indice di aggregazione sociale) si parla di favorire attività di gruppo piuttosto che individuali, individuare nuove forme di partecipazione e rivalutare la selezione dei programmi, il che “costituisce la scommessa fondamentale per ogni ipotesi di sopravvivenza e sviluppo dell’associazione”. Da qui al 2023 saranno supportati i gruppi artistici attualmente in attività (Minicantanti, Coro Carillon, Cammina Pola) e favorite nuove forme di partenariato con le associazioni coinquiline (SAC “Lino Mariani”, Centro Studi di Musica Classica “Luigi dalla Piccola”, comitato locale della “Dante Alighieri”) e con le società partner nella produzione di programmi di elevato valore culturale (Monte Librić e Biblioteca civica per il Festival del libro dei ragazzi col suo programma italiano “Più che una storia”). Si vedrà di continuare con programmi quali “Invito alla lettura” in collaborazione con le scuole italiane, ed estenderlo alla fondazione di un gruppo giornalistico per il ripristino della pubblicazione del periodico “Clivo”, quindi di proseguire con le serate letterarie, fondare un gruppo di filodrammatica, un gruppo di dibattito giovanile, un altro gruppo di “svago” (da definire meglio durante l’anno), un laboratorio di fotografia, un laboratorio sulla mobilità degli studenti in un contesto europeo (Erasmus), sempre in collaborazione con le scuole, e un corso di balli classici e sudamericani (alla luce del fatto che la Comunità degli Italiani è tornata ad organizzare mensilmente le sue serate danzanti, che i soci frequentano assiduamente). Il documento contiene poi un elenco di decine di altre voci programmatiche e buoni propositi per il futuro, per cui il consigliere Fabrizio Radin ha trovato necessario promuoverlo a pieni voti in quanto completo, esaustivo, lucido, ottimistico, e, in una parola, perfetto per inaugurare un nuovo anno e una nuova legislatura.
A proposito di orgoglio
Osservazioni di tono polemico o apertamente contrario sono state formulate solo dal consigliere indipendente Valmer Cusma, secondo il quale la Comunità degli Italiani di Pola non si starebbe adoperando abbastanza per salvare il bilinguismo visivo in ambito pubblico, per cui ne risentirebbe il tenore dell’”orgoglio nazionale”, a suo avviso sempre più fiacco e pallido. Cusma e Bruno Cergnul hanno inoltre sollecitato attività propagandistiche in vista del prossimo censimento della popolazione 2021 (senza meglio precisare di quali attività si dovrebbe trattare). Dopo un’animata polemica sulla necessità o meno di adottare politiche a favore del bilinguismo più aggressive, Ervino Quarantotto ha ribadito che il Consiglio della minoranza, la CI polese, il vicesindaco e i consiglieri municipali di nazionalità italiana stanno già facendo il possibile su questo fronte, e se i risultati paiono pochi, è perché ci sono delle pratiche da osservare e perché non si può avere sempre tutto subito. Fabrizio Radin ha aggiunto che in un clima di crescenti antagonismi su base etnica, “una minoranza nazionale non si può permettere il lusso di essere nazionalista”. Quanto ai due Bilanci (seconda variazione piano 2019 e piano 2020) si somigliano come due gocce d’acqua: l’anno agli sgoccioli si chiude con 1,2 milioni di pareggio di entrate e spese, e a tanto si stima anche il valore del preventivo per l’anno a venire.

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