Si è spenta Anita Forlani, figura di spicco della Comunità Nazionale Italiana; poetessa, pubblicista, saggista, appassionata di ricerche etnologiche sul folclore istriano, in particolare su quello dignanese, ma non solo. Nata a Fiume nel 1930 da famiglia operaia, ha frequentato tutte le scuole nella sua città natale per diplomarsi nel 1963 alla Scuola superiore di Pedagogia di Zagabria. Il suo primo incarico scolastico la porta a Dignano, nel 1949: qui inizia a insegnare nella locale scuola elementare e nella stessa istituzione scolastica si snoderà tutta la carriera lavorativa. Dignano diventa così la sua città adottiva, che ha amato profondamente.
È stata autrice di preziosi manuali scolastici, ma la sua personalità poliedrica l’ha portata a spaziare nella ricerca e nella letteratura. Le sue opere sono state pubblicate nei quaderni letterari del Circolo dei Poeti, dei Letterati e degli Artisti dell’Unione italiana dell’Istria e di Fiume, nella Voce del popolo, su Panorama, nella Battana, nelle Antologie di Istria Nobilissima, concorso del quale è stata più volte vincitrice, negli Atti e in altre pubblicazioni del Centro di ricerche storiche di Rovigno. È stata corrispondente della Voce del popolo, di Panorama, della Battana, ma anche di Trieste oggi, Radio Capodistria e Radio Pola.
Ha pubblicato numerosi saggi incentrati per la maggior parte sul Dignanese, sugli usi e le sue tradizioni, alcuni dei quali pubblicati dall’EDIT, ed è stata insignita di numerosi riconoscimenti. Nel 1964 ha ricevuto l’Ordine al merito per il popolo con stella d’argento, e cinque anni dopo L’Ordine del lavoro con corona d’argento. Nel 1984 ha ricevuto il riconoscimento per il 40esimo anniversario dell’Unione Italiana dell’Istria e di Fiume per “l’attività e lo sviluppo nell’ambito delle istituzioni” e per i 30 anni della “nuova” UI nel 2021. Nel 1985 ha ricevuto il massimo riconoscimento per l’attività pedagogica, il premio “Ivan Filipović”. Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti per l’attività artistica, di ricerca e di divulgazione culturale, tra cui nel 1990 l’Onorificenza al merito della Repubblica Italiana, con il titolo di Cavaliere d’Italia.
A Dignano Anita Forlani ha svolto per anni un ruolo trainante nel campo pedagogico-didattico. È stata un punto di riferimento per i giovani allievi ai quali ha trasmesso la passione per la creatività artistico-letteraria e per la ricerca etnografica. Ha iniziato come insegnante e in seguito è stata direttrice dell’istituzione scolastica dignanese dal 1965 al 1985, dove ha raggiunto il pensionamento nel 1989. Parallelamente per diversi anni è stata presidente della locale Comunità degli Italiani ed è stata pure attiva in seno agli organismi dell’Unione Italiana.
Così direbbe una biografia stringata, brevi appunti per ricordarne la figura. Ma una persona va sempre ben oltre questi limiti. Chi ha avuto modo di conoscerla dirà del suo instancabile impegno, della sua caparbietà per trasmettere a generazioni di alunni (per tutti è stata “La maestra Anita”) l’amore per il sapere e la conoscenza, la curiosità di conoscere in primis il luogo natio, la necessità di salvaguardare le radici e il passato. Momenti questi caratterizzati dal rigore scientifico e dalla pazienza nei confronti di chi si appresta a muovere i primi passi nel campo della ricerca. Di tra i banchi che hanno accolto i suoi alunni sono usciti insegnanti, ricercatori, scrittori, artisti, ma anche ottimi e preparati operai, ai quali ha dato le basi su sui costruire la professione.
Come ricordare Anita Forlani? Certo, in ogni campo in cui si è cimentata ha lasciato un segno indelebile. Gli operatori scolastici la ricorderanno per il lavoro svolto a scuola e in genere per il mondo scuola; poeti e scrittori ne ricorderanno l’animo poetico, gli attivisti per il suo apporto nella crescita della locale CI, ma anche per quanto dato in seno all’Unione Italiana. La si ricorderà anche perché non si è risparmiata nella vita della comunità locale.
Questa sua silenziosa scomparsa mette tutti nell’impossibilità di ricordare con precisione dati e fatti, complice la sorpresa, che ci trova impreparati. Mancano le parole e i ricordi si rincorrono. Certi sono condivisi, altri appartengono alla famiglia, ai figli e ai nipoti, amatissimi. Piace ricordare Anita Forlani con alcuni suoi versi. Semplicemente così.
Il gusto della vita
fa parte del gioco
se ti accorgi di vivere
un momento felice.
In quel momento
diventa grande il mondo
e qualcosa di vano sfiora
dolcemente l’aria.
Così un giorno
sognai di misurarmi
con gli Oceani;
e ancora vivo impaziente speranza.
(Frammento)
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