Chiedi chiedi, si ritorna sempre a parlare di soldi

Le Società sportive chiedono l’uso della palestra della Martinuzzi e della Dante. Tutto occupato

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Chiedi chiedi, si ritorna sempre a parlare di soldi
L’intervento del sindaco durante l’ora delle interpellanze. Foto: DARIA DEGHENGHI

Le società sportive di Pola hanno urgente bisogno di spazi (palestre) e non è la prima volta che bussano alle porte delle due scuole italiane polesi, l’elementare “Martinuzzi” e la media superiore “Dante Alighieri”, affinché condividano con la cittadinanza la loro palestra come fanno le altre scuole della città nei limiti delle loro disponibilità. La questione torna agli onori della cronaca dopo l’interrogazione al sindaco del consigliere Kristijan Biteri, alla sessione del Consiglio municipale di ieri sera. Il sindaco, Filip Zoričić, ha risposto in questi termini: “Abbiamo già affrontato l’argomento con le presidi delle rispettive scuole italiane in alcune riunioni; l’ultima in giugno, e abbiamo contattato anche il Consolato generale e l’Ambasciata d’Italia con la medesima richiesta di condivisione della palestra. Ci è stato risposto che la palestra non dispone di orari liberi essendo occupata dalle due scolaresche residenti. Tuttavia, la questione può essere riproposta ora che è iniziato un nuovo anno scolastico e sono convinto che si possa costruire insieme un rapporto di partenariato per dare una mano allo sport e agli atleti di Pola”.

Torre, non toilette
Tra le altre interrogazioni di ieri sera ricordiamo “quelle di sempre”, che si ripropongono di volta in volta, con le medesime risposte o quasi: perché non apre l’hospice dopo che ci abbiamo investito soldi a palate; perché sono fermi i lavori di restauro della torre quadrangolare ai Giardini; perché non vengono aumentati gli stipendi degli insegnanti di sostegno e perché non aumentano le sezioni d’asilo se c’è richiesta da parte delle famiglie? More solito, stando al sindaco, l’hospice non apre perché manca l’autorizzazione della Diocesi, che è rimasta acefala, cioè senza vescovo titolare e così tutto rimane fermo contro ogni sollecito inoltrato anche al cardinale Bozanić. Sui servizi pubblici al pianterreno della torre quadrangolare ai Giardini, monumento storico di romana memoria, l’assessore all’edilizia e gestione del patrimonio, Damir Prhat, ha detto che l’80 p.c. della spesa riguarda il restauro del monumento in quanto tale e solo il restante 20 p.c. i servizi igienici. Quindi, non sarebbe il caso di parlare di una “toilette d’oro” in senso dispregiativo. I lavori sono fermi perché la Città ha stanziato allo scopo 780.000 kune, mentre al bando l’unica offerta valida prevedeva un costo di 1,2 milioni di kune. Per cui, niente servizi. Bisognerà tornare a parlare col Museo affinché paghi il restauro in sé e la Città solo i servizi. Vaghe, invece, le risposte dell’assessore Ivana Sokolov circa gli insegnanti di sostegno e le quote d’iscrizione negli asili. Ma c’è sentore che qualcosa scricchioli tra piazza Foro e asili perché, a suo dire, “la direzione di uno dei tre enti ha superato i limiti dei gruppi senza farlo sapere all’amministrazione municipale”.

Tutto gratis? No
Un accenno anche alle merende gratuite per i gli alunni delle scuole elementari, che lo Stato pagherà dieci kune a testa e la città verserà altre due kune in aggiunta perché il costo singolo è di 12 kune. Il consigliere Juraj Kovačević (HDZ) ha proposto di includere nel provvedimento tutti i ragazzi, ma il sindaco ha risposto chiaro e tondo: “Non viviamo più nel vecchio ordinamento socialista e certamente non siamo un ricco Paese nordico che ha molti soldi: la misura riguarda solo i disagiati e se sono solo tanti quanti sono, tanto meglio e grazie al cielo che non ve ne siano di più. Tra l’altro sono contrario alla politica ‘tutto gratis’, sia che si parli di libri, di merende, di trasporti o di asili. Chi ha soldi, può e deve pagare, anche di più; chi non ne possiede deve poter pagare di meno o niente. Dobbiamo stabilire dei criteri di censo chiari e che paghi chi può. Se tutto è gratis per tutti, tornano a rimetterci i più deboli”. A proposito di soldi pubblici spesi, bene o male che sia: il referendum fallito per mancanza di elettori costerà qualcosa come 460.000 kune, ha detto l’assessore alle finanze, Vesna Sajić, rispondendo a una domanda del consigliere Noel Mirković.

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