I servizi socio-sanitari alla terza età sono numerosi, diversificati e validi, in pratica sono adeguati a tutte le tipologie di necessità e vengono forniti sia dalle istituzioni che dalle associazioni non governative, ma bisogna ammettere che non sempre l’utenza a cui sono diretti è sufficientemente informata sulle possibilità che si offrono. Il passaparola funziona fino a un certo punto, l’informazione diffusa attraverso i media tradizionali non sempre raggiunge l’interessato. Il centro di supporto 521 di via Zagabria è stato fondato dalla Città di Pola in collaborazione con la Croce rossa e l’Associazione portatori di handicap per fungere da anello di congiunzione tra cittadino e servizi socio-assistenziali affinché nessuno resti nel bisogno senza aiuto. L’amministratrice Zuzana Hoti Radolović e l’assistente sociale Ana Božić si sono messe a disposizione del Club dei pensionati della Biblioteca civica ai Giardini per popolarizzare ulteriormente il lavoro svolto dal Centro, che a differenza delle organizzazioni governative funziona secondo il principio delle porte aperte e quindi senza l’obbligo di prendere appuntamento, ogni giorno dalle 8 alle 18. Insomma, si tratta di una risorsa da sfruttare meglio.

Rischio emarginazione
Chi è più avanti con gli anni, non ha famiglia o amici, con lo stato di salute che peggiora di anno in anno, la pensione ridotta e le capacità di informarsi limitate, si trova in condizioni di elevato rischio di emarginazione sociale. I poteri nazionali, regionali e locali hanno messo a punto una vasta gamma di servizi dall’assegno mensile alla consegna dei pasti caldi, fino all’assistenza infermieristica a domicilio, e tuttavia per realizzare questi diritti occorre possedere una gamma di competenze che le persone avanti con l’età hanno già perduto. Ecco come funziona il Centro 521 nella spiegazione datane da Zuzana Hoti Radolović: “I pensionati che chiamiamo giovani, gli ultimi arrivati per capirci, hanno lavorato al computer per anni e sono ‘alfabetizzati digitali’ a pieno titolo, per cui possiedono le competenze e l’atteggiamento critico necessari per utilizzare le tecnologie digitali. Sono perfettamente capaci di trovare tutti i servizi di cui hanno bisogno in rete e ne fanno uso volentieri, sia che si tratti di visitare spettacoli di cinema, arte e teatro, sia che si tratti di accedere ai programmi socio-sanitari offerti dalla comunità. Diverso è il caso degli anziani soli e malati. Siamo qui per loro se c’è bisogno di aiuto per inoltrare domande agli uffici di competenza, richiedere l’assegno di inclusione, l’assistenza domiciliare, la consegna dei pasti sull’uscio di casa e cose di questo genere. Se bastano i consigli benissimo, ma se l’anziano o l’anziana non sono più in grado di gestire le pratiche da soli, lo facciamo noi per loro dal primo all’ultimo passo, fino all’attuazione dei diritti garantiti per legge. I diritti naturalmente variano da caso a caso in rapporto all’età, allo stato di salute, al grado di autosufficienza, ma soprattutto al censo. Per esempio, chi non è più in grado di cucinare può farsi recapitare a casa il pasto caldo preparato dalle mense delle case di riposo Alfredo Štiglić o San Policarpo, oppure da locali di ristorazione sociale come Markat o Pirun. Pagherà il servizio o non lo pagherà affatto in rapporto al suo potere d’acquisto. Il servizio è garantito, come la sovvenzione, nel caso in cui i mezzi di sussistenza non dovessero bastare”.

Assistenza a domicilio
Le assistenti domiciliari formate dalla Croce rossa sono un altro tipo di servizio messo a punto per allungare la permanenza degli anziani in casa, perché, bisogna confessarlo, nessuno ha fretta di farsi ricoverare in una struttura di lungodegenza se dispone del benché minimo aiuto in casa. Chi non ha famiglia si mette in lista per avere il supporto delle assistenti domiciliari, che a Pola sono quattro e chiaramente non bastano ma sono pur sempre un valido supporto. Passano dall’anziano ancora relativamente autosufficiente due o tre volte la settimana per badare all’”amministrazione” della casa (bollette, impegnative, ricette), scambiare qualche parola, dare l’idea di esserci e di poter intervenire in caso di bisogno. Ma bisogna mettere in chiaro alcuni presupposti, come insiste per l’appunto Zuzana Hoti Radolović: “L’assistente domiciliare non è una donna delle pulizie, non è un assistente personale né una cuoca privata. Può fare la spesa e sbrigare faccende casalinghe di poco conto, ma non è tenuta a fare le pulizie”. Quando la situazione si fa seria, entrano in gioco altri criteri e altri servizi e vengono coinvolti tutti i livelli dell’organizzazione socio-sanitaria: il medico di base, il Centro di assistenza sociale, gli enti locali e regionali.

Carta anziani
La Carta anziani della Città di Pola è un altro servizio validissimo da allargare possibilmente a un’utenza quanto più ampia perché combatte seriamente il rischio della solitudine e dell’emarginazione. Ne hanno richiesto il rilascio in 1.800 mentre i pensionati di Pola sono ben 16.000, quindi, una fascia della popolazione anziana piuttosto modesta. Chiaramente non tutti sono interessati né devono esserlo, ma è un peccato non farne uso perché la carta offre un accesso praticamente illimitato e prezzi sensibilmente ridotti ai programmi destinati alla categoria, dalle matinée al Cinema Valli (il film del mese con croissant e caffè nella hall della sala al piano) alle sessioni di acqua gym nella piscina calda per fisioterapia e riabilitazione in acqua al Polo natatorio di Veruda. Per tutte le domande pertinenti ai casi individuali, si consiglia però di chiamare il numero 052/521-522 oppure rivolgersi direttamente al Centro in via Zagabria 18 ogni giorno dalle 8 alle 18 perché tutte le soluzioni pertinenti al caso sono strettamente personalizzate e non è possibile avanzare ipotesi generiche che accontentino tutti.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.










































