Castion, spese infinite

La direzione del Centro regionale di gestione dei rifiuti chiede agli enti fondatori l’autorizzazione per accendere un mutuo da 20 milioni di kune finalizzato a dotare l’impianto di nuovi macchinari necessari per migliorare le prestazioni

L’impianto è vicinissimo alle località turistiche meridionali

La direzione del Centro regionale di gestione dei rifiuti di Castion chiede agli enti fondatori l’autorizzazione per un finanziamento bancario di 20 milioni di kune finalizzato a potenziare l’impianto, dotarlo cioè di nuove strutture, macchine e mezzi per migliorarne le prestazioni, alla luce del problema degli eccessi di rifiuti (e odori) nei tre mesi della stagione turistica di punta che vanno da giugno ad agosto. Pertanto alla prossima sessione del Consiglio municipale di stasera con inizio alle 17, i consiglieri saranno chiamati a dare il proprio assenso alla manovra finanziaria di imminente esecuzione. Come sappiamo fin troppo bene, il Centro accusa diverse carenze di progettazione e costruzione, ma anche difetti strutturali all’epoca imprevedibili, senza contare il fatto che sul mercato nazionale dei rifiuti non c’è posto per l’RDF polese (il combustibile ottenuto dai rifiuti solidi urbani nel processo produttivo). Ma questo è un problema più europeo e globale che locale, per cui facciamo il modo di ignorarlo, almeno per il momento.
Piuttosto diciamo che l’attuale autorizzazione del prestito bancario è collettiva. A consentirla sono tutti gli enti locali, regionali e governativi che partecipano alla proprietà dell’impianto in varia misura. Si ricorderà infatti che dal 31 dicembre del 2016, Castion non è più finanziato direttamente dall’EU, ma è diventato una nostra responsabilità. Da allora le quote di proprietà e quindi l’obbligo dei finanziamenti ricadono sul Ministero dell’Ambiente (nella misura del 40 per cento), sul Fondo nazionale per la tutela ambientale e l’energetica (40 p.c.) e sugli enti locali istriani, tra cui la Città di Pola (il 20 p.c.). Ora, gli investimenti necessari nell’imminente opera di potenziamento dell’impianto ammontano a 19,72 milioni di kune, ma il Ministero e il Fondo nazionale non hanno a disposizione per l’opera che 12,62 milioni di kune, sicché la Regione e gli enti locali istriani dovranno fare il modo di restituire alla banca la bellezza di 7,1 milioni di kune del prestito, vale a dire il 36 p.c. del valore dell’investimento. In parole povere, o si fa così o non se ne fa nulla.
Il problema dei miasmi
Uno dei tanti problemi di Castion è la puzza che l’impianto diffonde in estate alle località limitrofe meridionali, sicché Pola, in un certo senso, è salva. Le cause dei miasmi sono l’enorme crescita del settore alberghiero, l’aumento degli arrivi e delle presenze, la conseguente moltiplicazione del rifiuti in pochi mesi l’anno, le temperature elevate e il prolungamento dei tempi di stoccaggio tra un ciclo e l’altro del trattamento. Come verranno spesi questi 20 milioni per migliorare le prestazioni della fabbrica? Una parte dell’investimento riguarda l’acquisto di veicoli di trasporto e trituratori per rifiuti ingombranti, ma anche investimenti nel bioreattore. L’impianto necessita tuttavia di investimenti a tappeto anche nelle sue strutture fisse. Secondo un giudizio espresso dalla direzione in seguito alla polemica sul malfunzionamento della fabbrica, il piano di interventi necessari a media e lunga scadenza prevede di installare un sistema di barriere d’aria all’entrata del capannone per il trattamento meccanico-biologico, intorno alla fossa per la raccolta dei rifiuti, quindi, di costruire altri due box per l’essiccazione biologica con sistema di aerazione modificata. Come terzo proposito era stata ventilata la proposta di potenziare i filtri biologici, in modo da aumentarne la capacità da 120.000 a 140.00 m3/h. Il quarto provvedimento prevedeva l’acquisto e il montaggio di un migliore sistema di ventilazione con condizionamento dell’aria nella sezione “biologica”. Come quinto ed ultimo provvedimento si propone di modificare i parametri della fossa di raccolta dei rifiuti, per eliminarne le cosiddette zone non accessibili e aumentare lo spazio di stoccaggio.

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