Castion. I rifiuti finiranno a Varaždin

In attesa della riparazione della gru autocomandata trovata una soluzione provvisoria alquanto costosa

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Castion. I rifiuti finiranno a Varaždin
Il Centro di raccolta e smaltimento dei rifiuti di Castion. Foto: SRECKO NIKETIC/PIXSELL

Da oggi le immondizie generate nella Regione istriana e dagli impianti turistici della stagione vacanziera già decollata alla grande, dovrebbero viaggiare alla volta di Varaždin. Colpa del guasto all’impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti a Castion, precisamente della gru autocomandata dovuto a un problema elettronico capitato nello scorso fine settimana. Pur trattandosi di un brutto guaio provvisorio, ieri il Centro regionale di smaltimento dei rifiuti si è visto arrivare gli scarti alla gola al punto da non poter caricare nei box di bio-essicazione, fagocitare più nulla e da dover chiudere e lasciare fuori dalle porte d’ingresso i contingenti di rifiuti pronti per venire dirottati verso l’estremo nord della Croazia. Quest’avaria, che stando agli esperti sarebbe riconducibile a problemi di cablaggio, costerà una sonora stangata per cui a subirne le conseguenze saranno i fornitori del servizio e soprattutto l’utenza: gli scarti verranno caricati sui camion della ditta “CE-Z-ar”, la più grande consociata del gruppo C.I.O.S. di proprietà di Petar Pripuz, il magnate della spazzatura, che si farà pagare la bellezza di 1.780 kune per tonnellata da far “traslocare” in direzione della discarica di Varaždin. Servizio a peso d’oro, perché Castion non trova alternative.

Riparazione in corso
Il contratto d’assicurazione con il Centro di smaltimento di Marišćina, non ha aiutato a cavarsi d’impaccio: la discarica della Regione litornaeo-montana ha comunicato che di rifiuti ne ha fin troppi per conto proprio e di non essere in grado di accumulare e trattare anche quelli prodotti nella penisola istriana. Da quanto ha ufficializzato Koviljka Aškić, presidente del Comitato di controllo di Castion (finora consigliere del sindaco in materia ecologica), per l’Istria non ci sarebbero percorsi alternativi da seguire. Sarà così, finché gli esperti in manutenzione di reti elettriche della società italiana Valtorta S.r.l., non avranno riparato il guasto alla gru di loro produzione, e, in base a valutazioni del momento, ci sarà da attendere almeno fino a mercoledì prossimo. Ogni giorno che passa sono costi milionari, perché la quantità da trasportare, e scaricare è di dimensione talmente grande, da valutare la necessità di pagare in complessivo nientemeno che 3 milioni di kune. Senza mezzi termini, Koviljka Aškić già annuncia il rincaro dei costi del servizio di smaltimento per tutti gli utenti dell’Istria, mentre i suoi fornitori soffrono di emicrania: data la natura del guasto le spese di riparazione di Castion dovrebbero essere coperte dalla polizza assicurativa, ma manca ancora la conferma dell’ente assicuratore. La gru autocomandata si è spezzata, probabilmente a causa di difetti del materiale di fabbricazione, e si spera di non dover andare incontro a ulteriori spese. D’altra parte, le riparazioni starebbero procedendo secondo il previsto e durante il fine settimana dovrebbero arrivare a buon punto.

Un’ennesima spesa
Chi pagherà i costi di smaltimento capitati tra capo e collo e tanto di conseguenze derivanti dall’avaria è una domanda che, almeno per ora, non trova risposta concreta. Nè si conosce la misura di partecipazione alle spese da parte della Città di Pola, che detiene il 51 per cento di proprietà su Castion, nè da parte della Regione istriana proprietaria al 49 p.c., nè delle altre Città e Comuni del territorio che spediscono nel sud-Istria tutti i loro contingenti di spazzatura. L’unica certezza saranno le cifre di prossima apparizione sulle bollette degli utenti istriani. Peggio ancora per quelli di Pola e di Medolino nel cui territorio sorge il Centro che è da sempre zona tellurica, oggetto di critiche, denunce e osservazioni, battaglia politica ed ecologica mentre, anche senza mettere i guasti in preventivo, si riaccende la paura dell’impossibilità di Castion e dell’intera Regione istriana di fagocitare i rifiuti che sicuramente frutterà la stagione turistica 2022. Basta ricordare lo stop allo scarico imposto lo scorso luglio e agosto ai rifiuti biologici e biodegradabili selezionati in maniera negligente da alberghi, campeggi e ristoranti istriani. Ora, questo tipo d’impianto di smaltimento, dall’enorme valore tecnologico, unico esistente in Croazia, oltre a quello funzionante nella Regione litornaeo-montana, fa anche cilecca pur avendo imboccato la strada della modernità e dello smaltimento sostenibile dei rifiuti con sistemi all’avanguardia. E i timori di chi abita nelle zone vicine a Castion si (ri)accendono, anche in ricordo del malodore che l’impianto usava espandere nel periodo più caldo dell’anno. Si spera che le misure adottate nel frattempo sortiranno gli effetti voluti per Castion: efficienza, tranquillità e aria salubre.

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