Camminata sulla storica Via Flavia

Il percorso ha impegnato i soci delle CI di Parenzo e di Castellier-Santa Domenica

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Camminata sulla storica Via Flavia
CI di Parenzo e Santa Domenica sulla Via Flavia. Foto: DENIS VISINTIN

Ultimo appuntamento con la storia e con la natura per i soci della Comunità degli Italiani di Parenzo, che assieme a quelli del sodalizio di Castellier – Santa Domenica hanno visitato il percorso attraversato dalla Via Flavia, l’antica strada romana.
Accompagnati dallo storico dell’arte e archeologo Marino Baldini e dall’appassionato di storia locale Antonio Simonetti, i partecipanti hanno appreso inizialmente la storia di Santa Domenica e di Castellier. Santa Domenica ha un passato veneziano e apparteneva al Comune veneto di Montona. In epoca veneziana era soggetta alle immigrazioni di genti provenienti dalla Dalmazia (XV – XVI sec.), e all’immigrazione di cargnelli e friulani per tutta l’età moderna e nel XIX secolo.
Castellier era abitato fin dalla preistoria. Viene citato nel 983 con il nome di Castellione, di proprietà dei vescovi parentini, che lo affittavano ai feudatari istriani. Di proprietà veneziana dal 1420, fu anch’esso popolato da genti provenienti dalla Dalmazia ma anche dalla Bosnia, dai friulani e dai cargnelli. Dopo la visita alle due località, la comitiva ha raggiunto alcuni interessanti incroci stradali del percorso attraversato dalla Via Flavia, a Babici e a Tadini, raggiungendo la campagna di Verbanovizza, sopra il versante sinistro del fiume Quieto, da cui si possono notare gli abitati sull’altra sponda: Serbani, Villanova, Verteneglio, Buie, Lozari, Punta, Crassizza e Grisignana.
In epoca romana il Parentino era attraversato da una serie di strade, tra le quali la Via Flavia, che univa Aquileia alla colonia polese, indicata nella nota Tabula Peutingeriana del IV secolo. La Via, che deve il nome all’imperatore Vespasiano, aveva carattere militare.
Supponendo che la Via Flavia passava nei pressi di Ponte Porton, il dott. Ante Šonje nel suo libro “Putevi i komunikacije u prehistoriji u antici na području Poreštine” (“Le strade e le comunicazioni nella preistoria e nell’antichità nel territorio Parentino”) descrive il tragitto che i connazionali hanno affrontato: parte dalla Valle del Quieto, giunge all’area di soggiorno di Verbanovizza, all’abitato di Sabadini, prosegue per Castellier e Santa Domenica e termina, per il Parentino, nella Baia di Peschiera a Parenzo. Dopo una breve sosta a Verbanovizza, la comitiva s’è diretta verso la Grotta di Baredine dove ha visitato l’omonima grotta, il Museo della civiltà contadina, l’esposizione di trattori storici Traktor story e la galleria, a titolo gratuito e su gentile offerta del proprietario, Silvio Legović.

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