Bilinguismo, un argomento complesso e delicato

Intervista a Jessica Acquavita, vicepresidente della Regione istriana in quota CNI

Jessica Acquavita, vicepresidente della Regione istriana in quota Conunità Nazionale Italiana

Rispetto dei diritti acquisiti dagli appartenenti alla Comunità Nazionale Italiana, impegno per l’affermazione del bilinguismo e della pariteticità della lingua italiana con quella croata, della convivenza in Regione e via elencando, sono stati i cavalli di battaglia nella campagna elettorale con cui Jessica Acquavita è riuscita a conquistarsi il ruolo di neo vicepresidente della Regione istriana, eletta come indipendente in quota CNI. Sarà anche troppo presto per ricavare delle considerazioni dopo un brevissimo periodo trascorso espletando gli incarichi iniziali, ma, ad ogni modo, è già lecito chiedere che cosa significhi assumere una funzione ancora più esigente dopo quella di vicesindaco italiano della Città di Buie.

Jessica Acquavita insieme al presidente della Regione, Boris Miletić

Sono passati quasi due mesi dalla sua elezione a vicepresidente della Regione istriana. Come si trova in questo suo nuovo ruolo? Può darci un bilancio del suo operato iniziale?

Per quanto riguarda il mio nuovo ruolo devo ammettere che mi sto ancora abituando a quest’incarico, ai tanti impegni ma sopratutto alle responsabilità che comporta. Questi primi due mesi sono passati molto velocemente e sono stati un po’ come una perturbazione estiva, decisamente caotici. Sopratutto all’inizio, quando attendevamo la conferma dei risultati del ballottaggio. In quelle prime settimane, io che ero stata eletta al primo turno, ho subito affrontato i primi impegni istituzionali, di rappresentanza, ma non solo. Un battesimo di fuoco, per così dire, che mi ha permesso di conoscere sin da subito alcuni degli assessorati e dei progetti portati avanti dalla Regione.

Incontri formali e informali

Ci sono già stati incontri con i rappresentanti dell’Unione Italiana, della CNI e i connazionali presenti ai vertici delle autonomie locali istriane?

Si, ho già avuto diverse riunioni, informali e formali, con le nostre istituzioni. Ho incontrato i presidenti dell’Unione Italiana e della Giunta Esecutiva dell’UI, Maurizio Tremul e Marin Corva con i quali abbiamo discusso di alcuni progetti e dell’impegno per instaurare una collaborazione costante tra UI e Regione. Ho partecipato poi alla seduta del Consiglio regionale per la CNI, una serata in cui, oltre a premiare i vincitori di un bel concorso artistico letterario indetto dal Consiglio stesso, si è discusso delle problematiche che più stanno a cuore alla nostra Comunità Nazionale: bilinguismo e tutela dei nostri diritti in primis.

Si è svolto poi anche il primo coordinamento del mio mandato con i sindaci e vicesindaci connazionali. Oltre a presentare, insieme alla f.f. assessore Tea Batel, le attività che il dicastero per la CNI ha in programma per il periodo a venire, abbiamo parlato del Censimento che è alle porte e che sarà per noi un momento delicato e importante. Insieme a Iva Vitasović, responsabile del settore regionale Affari generali, Anagrafe e Stato civile abbiamo indicato ai vicesindaci quelle che potrebbero essere le difficoltà di questo Censimento che sarà sui generis. Infatti una prima parte prevede l’autocensimento dei cittadini tramite il sistema e-građani. Abbiamo cercato di capire insieme come muoverci per sensibilizzare i nostri connazionali sull’importanza del Censimento e sull’importanza di dichiarare la propria nazionalità.

Da questo, e dagli altri incontri avuti finora, è emersa la necessità e soprattutto la volontà di collaborazione, e questo mi rende felice, e mi fa ben sperare per il lavoro futuro che aspetta tutti noi.”

Sorpresa positivamente

Come giudica l’applicazione del bilinguismo in Istria? Ha avuto modo di appurare quella che è la situazione del momento?

Quello del bilinguismo è un argomento complesso e anche molto delicato. Che la situazione non fosse proprio rosea lo sapevo già prima, per esperienza personale e per le molte segnalazioni dei nostri connazionali. Con queste premesse ammetto che ero partita un po’ prevenuta anche per quel che concerne lo status del bilinguismo nell’ambito dell’amministrazione regionale. E invece sono stata positivamente smentita, soprattutto per quanto riguarda la percezione dell’italiano da parte dei dipendenti e il loro impegno per rispettare il bilinguismo nei documenti, negli avvisi, nelle comunicazioni. A livello locale invece sappiamo bene che ogni cittadina è una realtà specifica, ma sono sicura che con l’aiuto dei vicesindaci e di tutti gli altri attori della nostra CNI riusciremo a migliorare la situazione.

È soddisfatta della collaborazione instaurata con il nuovo presidente della Regione istriana, Boris Miletić?

Siamo solo all’inizio di questo mandato, abbiamo davanti a noi quattro anni, tuttavia devo ammettere che le premesse che si sono create in questo primo periodo sono veramente buone. Con il presidente Boris Miletić, ma anche con l’altro vicepresidente, Tullio Demetlika c’è un rapporto di fiducia e di stima. Loro hanno grande esperienza sia in campo politico sia esecutivo. Io sono la più giovane del “trio”, ho ancora molto da imparare, ma imparo in fretta. Per quanto riguarda la mia parte di competenze, il presidente mi ha più volte ribadito il suo sostegno e mi ha fatto capire di comprendere le difficoltà e le questioni che stanno a cuore alla nostra Comunità Nazionale, che è parte importante e un valore per la Regione. Chi ben comincia è a metà dell’opera, e, ripeto, sono convinta che ci sono le basi per un’ottima collaborazione.

Diverse iniziative in agenda

Quali sono le iniziative messe in campo da vicepresidente e da realizzarsi in collaborazione con l’Assessorato per la CNI e gli altri gruppi etnici?

”Di iniziative ce ne sono diverse in agenda. Alcune avranno bisogno di un impegno ampio e della collaborazione di tutte le istituzioni della CNI. Tra queste vi è sicuramente la questione dell’insegnamento dell’italiano nelle scuole della maggioranza. Quello che tutti noi auspichiamo è che l’italiano ritorni a essere lingua dell’ambiente sociale. La realtà però è tutt’altra: ci è stato fatto capire che sarà una missione quasi impossibile, ma dobbiamo trovare un modo per raggiungere almeno in parte il nostro obiettivo.

Per quanto riguarda la collaborazione con l’Assessorato, sono diverse le iniziative interessanti: corsi di lingua italiana per i dipendenti delle istituzioni pubbliche, corsi d’aggiornamento per i docenti. Vorrei poi ricordare il progetto pilota dell’insegnamento dell’italiano negli asili della maggioranza, per i gruppi prescolari. È un proposito che si è bloccato a causa della pandemia e che speriamo si realizzi a ottobre. Ma l’assessorato ha in programma anche altre iniziative che realizzeremo sicuramente.

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