Autosilo in via Mutila. Opera complessa, ma non impossibile

Il direttore della Pula Parking Branislav Bojanić ha illustrato in Consiglio i risultati del sondaggio geomeccanico

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Autosilo in via Mutila. Opera complessa, ma non impossibile
La seduta di ieri del consiglio cittadino. Foto: DARIA DEGHENGHI

“Complessa, ma non impossibile”. Questo, in estrema sintesi, l’esito del sondaggio geomeccanico in zona Campo Marzio per la costruzione dell’omonimo autosilo lungo via Mutila, in prossimità di piazza della Repubblica. Ha snocciolato la perizia il direttore dell’azienda municipale Pula Parking, Branislav Bojanić, su sollecitazione del consigliere Milan Rašula durante l’ora delle interpellanze dell’ultima sessione del Consiglio municipale. L’opera sarà dunque complessa perché le acque sotterranee, la melma e la ghiaia, arrivano fino a una profondità di venti metri e solo sotto c’è la roccia. Venti metri di terra molle senza fondamento roccioso sono tanti. Ogni intervento edilizio è a rischio di crollo in queste condizioni. Questa, insomma, la cattiva notizia. Quella buona è che l’autosilo si può realizzare comunque, piantando appunto a una profondità di venti metri una quarantina di piloni a fondamento della struttura che potrà reggere il peso di sei livelli per 92 posti macchina ciascuno. Questo tipo di fondazione dell’autosilo ha solo un difetto: è costosa. Un palo di fondazione di questa portata costa 5.000 euro, quindi quaranta devono costare necessariamente 200.000 euro, ha detto Bojanić. Ma nemmeno questo è un problema senza soluzione. Sta di fatto che dopo l’aumento dei prezzi del posteggio nel centro storico, l’azienda ha realizzato un avanzo d’introiti dell’ordine di cinque milioni di kune, che sono stati depositati e vincolati in banca non tanto per realizzare l’interesse quanto per fungere da garanzia al finanziamento per il futuro autosilo, che si farà e presto.

La sorveglianza delle aree pubbliche
Tra gli altri argomenti affrontati durante l’ora delle interrogazioni la presunta inutilità della sorveglianza esterna delle aree pubbliche appaltata all’azienda di servizi di vigilanza Sokol Marić. Secondo Miha Paus della piattaforma Možemo! si tratta di “soldi spesi male perché gli eccessi, i pestaggi e il vandalismo capitano comunque, e le guardie esterne non hanno la facoltà di trattenere eventuali trasgressori nemmeno se colti in flagrante”. A smentire il consigliere è stato il braccio destro del sindaco, Anja Ademi, assessore all’Amministrazione locale: “Sbagliato. I dipendenti della società Sokol Marić sono autorizzati a richiedere il documento d’identità e anche a trattenere eventuali sospettati fino all’arrivo della Polizia. Lo possono fare e lo hanno già fatto e in genere il loro apporto al lavoro dei Vigili urbani si è dimostrato utile e un buon modello da seguire”. Altre critiche alla gestione dei parcheggi sono state mosse dai consiglieri in merito al sistema “Holders only” che “favorisce i residenti del centro ma penalizza tutti gli altri, tra l’altro a spese considerevoli perché l’azienda realizza il servizio con collaborazioni esterne”. Pronta la smentita del direttore Bojanić, secondo il quale “sono stati ingaggiati dei pensionati residenti e i loro stipendi mensili non superano le 4.500 kune”. Critiche a raffica, come sempre, alla gestione dei rifiuti su tutti i fronti: dalle emissioni di polveri sottili che occasionalmente superano la soglia di guardia, al fatto che sono passati altri due anni senza che il Centro regionale di Castion sia stato dotato di impianti per la separazione dei rifiuti e il compostaggio, per non parlare dell’impianto di essiccamento dei fanghi da fognatura. Il direttore di Castion Dražen Stilinović, Anja Ademi e il sindaco Filip Zoričić hanno cercato di tranquillizzare la platea spiegando che si lavora sodo per risolvere tutti i problemi di Castion che sono molti e di tutt’altro che facile soluzione, per cui “le attività richiedono il loro tempo”.
Infine da segnalare che seduta stante, il consigliere connazionale della lista civica del sindaco, Vito Paoletić, è subentrato alla consigliera Ivana Mohorović che ha chiesto un congedo provvisorio per ragioni private.

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