Una marea di bellissime mascherine si è riversata ieri nell’Anfiteatro polese per prendere parte al tradizionale e immancabile Carnevale dei bambini del Polese, giunto alla 25ª edizione. All’appuntamento, organizzato dalla società “Naša djeca – Nostra infanzia”, con il patrocinio della Città di Pola e del Museo archeologico dell’Istria, si sono presentati sul palco, hanno gioito, ballato, danzato e quant’altro ben 60 gruppi di mascherine, di cui 58 asili nonché due scuole elementari, l’italiana “Giuseppina Martinuzzi” e quella di Stoia, per un totale di circa 1.300 bambini. Accompagnati ovviamente dalle rispettive educatrici e insegnanti, nonché immortalati in questa circostanza dai propri genitori, nonni, parenti, amici e via dicendo.

Ad agevolare il divertentissimo appuntamento, tra l’altro animato dall’associazione “Svijet zabave” (“Mondo del divertimento”), finalmente è stata una mattinata soleggiante, dopo numerosi giorni di pioggia insistente e fastidiosa. Nella lunga carovana di mascherine, a presentarsi tra le prime sono state quelle dell’Ente prescolare italiano Rin Tin Tin. Per la precisione la sezione prescolare dei “Delfini” con le “Api” (che facevano zum-zum), congiuntamente le sezioni “Cip e Ciop” e “Calimero” vestiti da “Ciambelle” (con la dolcezza garantita quindi), la sezione periferica di Veruda “Pinguino” con “Le note musicali” (in perfetta armonia), e infine la sezione “Titti” con i “Pacchi regalo” (ciascuno con dei doni inaspettati e pieni di meraviglie). Va detto che i costumi sono stati creati a casa dai genitori dei bambini, e poi “perfezionati” nel corso di un laboratorio in asilo.
Imponente inoltre l’allegra compagnia della “Giusepprina Martinuzzi”, con addirittura circa 120 ragazzini mascherati (delle 8 classi delle Inferiori) sul tema “La brigata del Mare Adriatico”, con pesci, cavallucci marini, granchi e meduse.

A metà programma, a salire sul palco è stato il sindaco di Pola Peđa Grbin, al quale la sezione “Zečići” dell’asilo “Centar”, vestita da “Orchestra musicale” e sulle note del valzer ha simbolicamente restituito le Chiavi della Città, che nel periodo di Carnevale… erano in possesso delle mascherine. Il primo cittadino ha salutato tutte le mascherine complimentandosi per i bellissimi e inventivi costumi, e augurando loro un buon divertimento. Che non è certamente mancato, e in primo luogo hanno suscitato un enorme interesse dei ragazzini mascherati le continue spruzzate di bolle di sapone (prodotte da uno speciale macchinario), che con la leggera brezza si sono sparse ed estese per tutto il parterre dell’Arena, con i ragazzini pronti e rincorrerle e a farle scoppiare.

sono mancati le inciampate quindi, con le piccole botte subite immediatamente dimenticate per trovare qualche nuova bolla da… far esplodere. Non è mancata la piccola sosta comunque, in quanto le mascherine, come al solito, si sono rifocillate con i krapfen, e ad ogni gruppo è stato dato un buono del valore di 30 euro. Ritornando ai temi scelti dai gruppi, ciascuno accompagnato dalla musica a seconda dei costumi, qui la fantasia si spreca. Infatti, si sono potute vedere le “laboriose formiche”, i “fusi istriani”, i “gladiatori e le romane”, gli “indiani”, i “girasoli”, gli “astronauti e i razzi”, gli “uomini delle caverne”, gli “arlecchini”, i “dottori”, le “coccinelle”, la “segnaletica stradale” e chi più ne ha più ne metta. L’atmosfera in generale, solita in simili appuntamenti certamente tra i più graditi dai bambini nel corso dell’anno, è stata indescrivibile e gioiosa, e lo hanno confermato i sorrisi raggianti all’uscita dell’Anfiteatro sia dei più piccoli accompagnati dalle maestre che dai parenti giunti a vederli, fotografarli e applaudirli. Arrivederci all’anno prossimi quindi, per un altro festivo incontro con le mascherine del Polese in Arena, uno spazio unico e particolare dove pure i bambini, almeno per Carnevale, hanno modo di proporre… il loro show.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.







































