Anton Kliman: «L’Istria non deve vivere del suo antico splendore»

Intervista al candidato presidente della Regione istriana dell’HDZ

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Anton Kliman: «L’Istria non deve vivere del suo antico splendore»
Anton Kliman. Foto: Srecko Niketic/PIXSELL

Tra i parlamentari che hanno deciso di mettersi in gioco alle prossime Amministrative c’è pure Anton Kliman che è il candidato dell’HDZ all’incarico di presidente della Regione istriana. Già ministro del Turismo si dice pronto per il ruolo al quale aspira. L’abbiamo interpellato per sentire i punti salienti del suo programma preelettorale.

Come mai ha deciso di candidarsi a presidente della Regione in questo momento e non prima di diventare membro del Parlamento nel 2015 e ministro del Turismo nel 2016?
Credo che chiunque prenda sul serio la politica sappia che ogni fase ha il suo decorso. Quando sono diventato membro del Parlamento nel 2015 e poi ministro del Turismo nel 2016, è stato logico per me dare il mio contributo a livello nazionale. Oggi, dopo quasi 10 anni di esperienza, con tanta conoscenza e familiarità con sistemi e istituzioni, sento che posso dare il massimo alla mia Istria. Va aggiunto che sono diventato presidente dell’HDZ istriano soltanto quattro anni fa, anche se a molti sembra che ricopra la carica da molto più tempo, forse perché sono stato eletto due volte con diritto di voto al Parlamento croato, e ciò in Istria, tradizionalmente una delle circoscrizioni più esigenti per l’HDZ.

Si è sempre detto che l’Istria è la locomotiva della Croazia. È ancora così? Quali sono i suoi vantaggi?
Lo è ancora, ma per restare tale deve svilupparsi costantemente e non vivere del suo antico splendore. Il suo più grande vantaggio è la sua gente: laboriosa, tollerante, istruita, umile. Inoltre, abbiamo una posizione geografica eccellente, un clima eccellente, un turismo forte, un’agricoltura fiorente e infrastrutture adeguate. Ma è proprio per questo che non dobbiamo fermarci. L’Istria deve essere ambiziosa e io posso essere il presidente della Regione che ha le capacità per farlo. Dobbiamo essere onesti e ammettere che negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi avanti proprio grazie agli investimenti e alle decisioni del governo della Repubblica di Croazia guidato dall’HDZ. Intendo continuare ad agire in questa direzione. Naturalmente, tutto questo è molto più facile da realizzare dalla posizione di presidente della Regione.

Nella sua campagna elettorale lei cita spesso i collegamenti dell’Istria con il resto della Croazia e dell’Europa, con particolare attenzione al trasporto ferroviario. Come giudica i progetti annunciati in questo campo?
Sono progetti cruciali per l’Istria. Non stiamo parlando solo di traffico: stiamo parlando di pari opportunità per tutti, ovvero della possibilità che qualche abitante di Gimino o Pisino possa lavorare a Pola, che un turista di Monaco di Baviera possa arrivare a Pola senza macchina, che un imprenditore possa spedire le merci in treno. Ferrovie, strade, connettività digitale: tutto questo determina il futuro. E questi progetti che ora vengono realizzati non sono caduti dal cielo: li abbiamo realizzati e portati avanti per anni, e ora finalmente ne vediamo i risultati. Lo sviluppo ferroviario è un progetto strategico con un impatto a lungo termine di cui potremo vedere la piena realizzazione solo nei decenni a venire. Oltre a essere funzionale, si tratta di un’infrastruttura verde ed ecologica, pienamente in linea con la politica europea in materia di clima e trasporti.

Lei è stato ministro del Turismo. Non ritiene che l’Istria è davanti a un punto di non ritorno a causa del turismo di massa?
L’Istria è da anni un esempio di turismo sostenibile, ma naturalmente bisogna stare sempre attenti. La qualità deve sempre prevalere sulla quantità. La soluzione non è un minor numero di turisti, ma una migliore distribuzione geografica, un maggiore sviluppo dell’entroterra e infrastrutture più solide. L’Istria deve continuare a essere una destinazione premium, caratterizzata da autenticità, natura incontaminata e un servizio di alto livello. È fondamentale investire in hotel di fascia alta che generano maggiori ricavi. L’Istria è senza dubbio la regione più turistica della Croazia.

Se venisse eletto su che cosa insisterebbe?
Sullo sviluppo equilibrato di tutte le parti dell’Istria. Sui trasporti, sull’assistenza sanitaria, sull’istruzione e sulla creazione delle condizioni affinché i giovani possano restare e vivere qui. Incoraggerò in particolar modo l’erogazione di borse di studio per le migliori università del mondo, perché vogliamo che i nostri giovani ricevano la migliore istruzione e un giorno tornino con quanto imparato. Insisterò anche sull’agricoltura, sullo sviluppo delle aziende vinicole e dell’olivicoltura, perché questa è la nostra tradizione, sull’efficienza, sull’accessibilità, ma anche sulla cooperazione con tutti i Comuni, le Città, i partiti, le liste indipendenti e le istituzioni. L’Istria ha bisogno di un presidente della Regione che sappia mettere in contatto persone e progetti. Questa è la mia intenzione.

Quali sono i punti deboli dell’Istria? Su che cosa bisogna lavorare maggiormente?
L’Istria ha ottenuto molti risultati, ma c’è sempre margine di miglioramento. Credo che tutto ciò che deve essere sistemato non debba essere visto come un problema, ma come un’opportunità. Ed è proprio per questo che il mio slogan recita: Un’Istria con ambizione, perfetta, con capacità. Dobbiamo investire nell’istruzione, in un’assistenza sanitaria più accessibile e in un maggiore sostegno all’economia e alle aree rurali. L’Istria può fare di più e questo mi motiva.

Che osa offre la vostra lista per l’Assemblea regionale?
Credibilità e persone capaci. Abbiamo esperienza, ma anche energia. Abbiamo candidati apartitici che hanno riconosciuto la serietà del nostro approccio. Uno di loro è Ivan Ipša, un giovane olivicoltore e viticoltore di Portole, che non proviene dalla politica, ma che ha riconosciuto i nostri sforzi. Con queste persone costruiremo un’Istria moderna, realistica e onesta.

A suo avviso a che livello sono i diritti della Comunità Nazionale Italiana in Istria e quanto vengono tutelati?
La Comunità Nazionale Italiana fa parte dell’identità istriana. I suoi appartenenti sono i nostri concittadini, i nostri amici, i nostri vicini. Personalmente non mi piace nemmeno usare il termine “minoranza”, perché insieme stiamo costruendo l’Istria che conosciamo e amiamo. Il governo della Repubblica di Croazia e il premier Andrej Plenković hanno sempre dimostrato grande sensibilità e intrattenuto buoni rapporti con i membri delle minoranze nazionali: questa è la direzione in cui dovremmo procedere. La comunità italiana è una parte importante della vita quotidiana in Istria e, in qualità di presidente della Regione coltiverò e costruirò relazioni basate sul rispetto reciproco, sulla fiducia e sulla solidarietà.

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