Familiari, amici, conoscenti, collaboratori, rappresentanti della CNI e delle istituzioni locali si sono riuniti oggi, venerdì 12 dicembre, a mezzogiorno a Palazzo Bradamante, sede della Comunità degli Italiani di Dignano per onorare la memoria di Anita Forlani (scomparsa l’8 dicembre) e per condividere ciò che ha rappresentato, i valori, i ricordi e le emozioni che ha lasciato in ciascuno dei presenti e non soltanto. Valori, ricordi ed emozioni che Erika Forlani Cardin ha cercato di riassumere in poche parole, ricordando le tappe fondamentali della vita, i premi e i riconoscimenti assegnati alla poetesse, pubblicista, saggista e appassionata di ricerche etnologiche, Anita Forlani, il cui impegno culturale socio politico, proteso a dare un contributo appassionato e costante all’affermazione dell’identità nazionale dei suoi concittadini – è stato rammentato – si è compenetrato nell’intensa opera creativa sul piano della lirica, della saggistica e della ricerca storica, oltre che nella salvaguardia del dialetto istroromanzo dignanese e nelle tradizioni folcloristiche locali.
Una madre premurosa
La parola è stata, quindi ceduta ad Ennio Forlani, figlio di Anita, che a nome di tutti i familiari, ha ricordato sua madre con profonda commozione, affetto e tantissimo orgoglio. “È stata una madre premurosa, amorevole e pertanto anche molto ansiosa”, ha detto il figlio Ennio, che ha quindi raccontato le difficoltà e i problemi di ambientamento affrontati dalla madre dopo il trasferimento a Dignano da una grande città, Fiume. “Ben presto, però, conobbe il calore dei bumbari, il carattere mite degli istriani e, finalmente incontrò l’amore di Lino, che durò per tutta la vita”, ha ricordato Ennio Forlani, aggiungendo che la scia di questo grande amore l’avvolse e le aprì un mondo inaspettato e incredibile qual’era Dignano, ai suoi occhi uno scrigno che celava immensi tesori, dai costumi agli usi, i canti, le tradizioni, le abitudini. “In breve, a Dignano trovò la vita”, è il commento del figlio della poetessa, che ha quindi ringraziato tutti i presenti, le istituzioni (la CI di Dignano, la Città di Dignano, la Scuola di Dignano, l’Unione Italiana, l’EDIT, il Centro di ricerche storiche di Rovigno, l’UPT…). Ennio Forlani ha voluto quindi concludere il suo sentito e commosso intervento leggendo i versi di una delle ultime poesie scritte dalla madre circa un anno fa, “Nostalgia”.

Figura storica della CNI
Accanto al figlio Ennio sono stati diversi coloro che hanno voluto ricordare Anita Forlani, dal sindaco di Dignano, Igor Orlić, alla vicesindaco CNI di Dignano Manuela Geissa, il presidente dell’UI Maurizio Tremul (che seppur impossibilitato a essere presente a Palazzo Bradamante ha inviato una lettera), il presidente della Giunta esecutiva dell’UI, Marin Corva, il presidente della Comunità degli Italiani di Dignano, Maurizio Piccinelli, il direttore del Centro di ricerche storiche di Rovigno, Raul Marsetič e i rappresentanti dell’Università Popolare di Trieste, Orietta Marot e Fabrizio Somma, tutti concordi nel ricordare la maestra Anita come una figura storica che segnato profondamente la Comunità Nazionale Italiana, per i cui diritti e la cui dignità si è sempre battuta con inesauribile energia, rigore e fermezza, come ha sottolineato Manuela Geissa, aggiungendo che “Dignano perde una delle sue figlie adottive più amate e combattive”. Anche il primo cittadino Igor Orlić ha ricordato con affetto e ammirazione Anita Forlani, definita dal sindaco “una vera operatrice culturale, sempre presente e pronta a lavorare e collaborare con tutti con l’obiettivo di salvaguardare la memoria di Dignano, i suoi costumi e la sua lingua, tutti elementi fondamentale dell’identità dignanese. “La sua vita è stata un dono prezioso per Dignano e in modo particolare per la nostra Comunità”, ha detto, invece, il presidente della CI, Maurizio Piccinelli, aggiungendo che “la maestra Anita, come amavano chiamarla tutti noi, ha saputo tenere viva la nostra identità anche in tempi non facili, per poi trasmetterne i valori a noi tutti: è stata anche una maestra di vita”.
Esempio per le generazioni future
Raul Marsetič si è, invece, soffermato sul contributo dato da Anita Forlani alla fondazione della Sezione storica dell’allora UIIF, nucleo da cui sarebbe poi nato il Centro di ricerche storiche di Rovigno. Illustrato poi l’enorme contributo dato al Centro tramite la sua opera editoriale e scientifica, il direttore ha ricordato la professoressa Forlani come una donna che per decenni ha rappresentato la CI di Dignano, dimostrando che la memoria non è soltanto eredità del passato, ma dovere verso il futuro. Anche Maurizio Tremul, nella sua lettera in memoria di Anita Forlani parla di una grande intellettuale, pedagoga, poetessa, ricercatrice, educatrice, saggista e studiosa che ha scritto un importante pagina della storia della nostra Comunità. “Lo ha fatto con grande garbo e gentilezza, con un approccio quasi sommesso ma appassionato, con rispetto e competenza, con amore e sapere, dedicando la sua intera esistenza a beneficio della nostra Comunità Nazionale il cui interesse e bene è stato sempre al centro del suo agire e del suo pensiero”, sono le parole del presidente dell’UI.
Parole cui si sono aggiunte quelle di Corva, che come Piccinelli vede in Anita Forlani una maestra di vita e una delle colonne portanti della CNI, un esempio per tutte le generazioni che la seguiranno. “Ciò che lascia Anita Forlani ci seguirà per l’eternità”, ha quindi commentato il presidente della Giunta esecutiva dell’UI, secondo cui la maestra Forlani è la dimostrazione di quanto un singolo può contribuire allo sviluppo delle istituzioni. “Anita Forlani è il nostro faro, che nonostante la sua scomparsa continuerà a illuminare la nostra Comunità”, ha concluso Corva. L’ultimo intervento è stato quello di Fabrizio Somma, che ha ricordato con piacere gli incontri e la collaborazione con Anita Forlani. Ieri non è mancato nemmeno il ricordo della responsabile della sezione italiana della Scuola elementare di Dignano, Fabiana Lajić.
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