Anche i fiori fanno i conti con la crisi

La fiera «Giardino» di quest’anno meno ricca del solito

Una fiera in tono minore

Una pallida ombra di quanto offerto nelle stagioni passate. La sagra autunnale dei fiori ai Giardini si è ridotta nell’autunno 2020 a una sparuta proposta espositiva. Non ci sembra di avere contato più di quattro aziende con la propria produzione floreale. Edizione ridotta e penalizzata dalla crisi epidemica come nel caso di qualsivoglia altro evento pubblico fieristico, concertistico o culturale che sia. In compenso, quel poco che è dato è davvero una festa per l’occhio che si accontenta. In perfetta sintonia con il calendario, esattamente con l’inizio della stagione delle foglie caduche, ritorna comunque la voglia tranquilla di occuparsi di fiori e di natura, quasi per conferire a sé stessi e alla medesima forza di sopravvivenza (ai virus), nella ventura stagione invernale. È per questo che si rimette al servizio degli amanti del pollice verde l’ente Chrissarta, che con il patrocinio della Città di Pola e dell’Ente turistico di soggiorno ripropone “Giardino”, ottava puntata della fiera florale, che viene inserita come appendice alla Settimana della mobilità.

Carattere educativo ed ecologico
Da ieri e fino a sabato prossimo 19 settembre, la piazza alberata dei Giardini si propone con il suo piccolissimo spettacolo di colori. Da ammirare anche senza acquistare. Tanto più perché questo mercatino continua a non privilegiare l’aspetto della vendita a prezzi fieristici, quanto a risaltare il carattere espositivo, educativo ed ecologico dell’happening cittadino, facendo convogliare produttori-espositori di piante e fiori.

Finalità primarie: invogliare i visitatori, pure quelli casuali, a decorare di fiori il circondario di casa e i balconi, ispirandosi ai suggerimenti, ai consigli, di bouquet floreali e alle ikebane creati ad hoc, che si potranno ammirare nell’arco di cinque giornate, quando gli stand saranno aperti dalle 8 alle 19. L’intenzione recondita è anche quella di investire nell’immagine urbana, dal momento che anche la bellezza degli spazi privati contribuisce eccome all’arricchimento dell’aspetto visivo dell’intera città.

L’ibiscus canadese per un giardino istriano

Fiori di ogni sorta
Sugli stand e sulla pavimentazione sono stati disposti fiori di ogni sorta, anche quelli di campagna, tantissimi minuscoli cactus (dalle 20 alle 85 kune), erbe aromatiche (10-15 kune) e peperoncini chili (15 kune). Oltre a piantine autoctone pure varietà nuove, sconosciute o dimenticate e recuperate. Inutile cercare gerani e begonie che appartengono al repertorio primaverile. La stagione di mezzo, prima dell’avvento dei mesi freddi offre i primi crisantemi multiflora, asparagus decorativi (25 kune), moltissimi ciclamini in tutte le sfumature cromatiche e dimensioni (da 15 a 25 kune), violette, mini garofani quale specie profumata (15 kune). Una curiosa scelta non autoctona: l’ibisco canadese (50-70 kune), dagli appariscenti fiori rossi e magenta che, essendo originario da un Paese freddo, garantisce resistenza alle temperature invernali. E per completare l’acquisto, mini giardini in ceramica con piante grasse decorative (100-150 kune). Comunque c’è l’imbarazzo della scelta.

Un quadretto di cactus

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