Amici e artisti tutti insieme per ricordare Sergio Endrigo

Hommage all’artista nel parco che porta il suo nome

Era un caldo e soleggiato giorno di settembre del 2008 quando a Pola ebbe luogo la cerimonia di inaugurazione della scultura dedicata a Sergio Endrigo, liberamente ispirata alla sua canzone “L’arca di Noè”. Sono tornati a rievocare l’evento (e a rendere il dovuto omaggio all’artista) gli amici e i soci dei Rotary club di Pola e di Porto San Giorgio che coltivano la memoria del cantautore. Triplice evento, dunque, sabato sera, in omaggio a Endrigo. In primo luogo i promotori della celebrazione si sono dati appuntamento nel minuscolo parco dedicato all’esule polese più famoso in Italia. L’amico Sergio Moretti ha ricordato l’evoluzione del progetto e la genesi stessa della scultura, nata da un’idea dell’artista Ciro Maddaluno e realizzata materialmente dallo scultore polese Eros Čakić, alla quale hanno contribuito con gli indispensabili progetti di collocamento gli architetti polesi Davor Matticchio e Zvonimir Vojnić. Il monumento si compone di alcuni elementi distinti (l’arca, il cane e il gatto, la panchina), è realizzato in pietra d’Istria e funge da gioco non meno che da memento, perché i bambini possono attraversarne gli scompartimenti nella parte inferiore, ed è come se attraversassero la stiva di una nave. Sui gradini superiori, poi, ritrovano i simboli degli animali che rievocano il carico dell’arca (cavallo, mucca, gallina, gabbiano, farfalla, elefante, pappagallo), animali carissimi a Endrigo e quindi personaggi frequenti dei suoi versi e delle sue canzoni. Infine le due sculture di maggiore impatti visivo: il cane e il gatto, simboli di fedeltà, di casa, di focolare, di richiamo domestico, d’amore per il luogo natio.

Una targa sulla casa natia

Seconda tappa del pellegrinaggio in ricordo a Endrigo, lo scoprimento della targa affissa all’entrata dell’edificio in via dell’Istria che fu la casa natale del cantautore, cosa che molti polesi, italiani compresi, e in particolare i giovanissimi, continuano a ignorare. Un’iniziativa, dunque, che contrasta l’oblio e favorisce la memoria. Il terzo e ultimo appuntamento di questo modesto ma sentito omaggio all’autore, è stato il concerto alla Biblioteca civica che ha visto l’esibizione del duo “Saboriso”, del trio Signore-Cisbani-Milovan, del duo Tomo Divić e Alen, e infine del poeta polese Daniel Načinović. I brani scelti per l’esibizione sono stati numerosi: “Del destino infortunato”, “Tutto l’amore del mondo”, “Che importa”, “Perché”, “Mille lire”, “Chi sei”, “I tuoi vent’anni”, “Via Broletto”, “Teresa” e “Altre emozioni” per l’esecuzione del Duo Saboriso, quindi “Mani bucate”, “Lontano dagli occhi”, “Io che amo solo te” e “Te lo leggo negli occhi” per il trio Cisbani, Signore, Milovan, nonché “La prima compagnia”, “Kud plovi ovaj brod” e “Tamo da putujem” per il Duo Tomo Divić e Alen, mentre Danijel Načinović ha dato voce alla celebre filastrocca “Ci vuole un fiore”.

Gran finale con l’«Arca di Noè»

In chiusura un toccante assieme per riproporre l’immancabile “Arca di Noè”. Stando a quanto ci ha informato Sergio Moretti, il percorso in omaggio al cantautore avrebbe dovuto includere anche un quarto appuntamento, e precisamente la presentazione del libro della figlia, Claudia Endrigo, ma l’evento è saltato per una vertenza relativa alla stampa dei volumi in corso tra l’autrice e l’editore, la Feltrinelli.

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