Il 6 maggio scorso, il territorio del Comune di Medolino – in particolare i centri i abitati di Medolino e Promontore – è stato investito da un violento nubifragio accompagnato da pioggia torrenziale, forti raffiche di vento e grandine. In sole due ore sono caduti oltre 150 litri di pioggia per metro quadrato, una quantità pari a diversi mesi di precipitazioni. L’improvvisa intensità delle piogge ha messo in crisi il sistema di drenaggio urbano, incapace di assorbire l’enorme volume d’acqua. Di conseguenza, si sono verificati allagamenti in abitazioni private ed edifici pubblici, con danni significativi a infrastrutture, attrezzature, arredi ed elettrodomestici. L’acqua ha invaso cantine e piani terra, danneggiando tra l’altro anche cortili, strade e impianti. A seguito delle numerosissime segnalazioni dei cittadini, i giorni successivi il nubifragio, il sindaco Kirac ha richiesto al presidente della Regione istriana, Boris Miletić, la proclamazione dello stato di calamità naturale. Richiesta che lo zupano ha accolto il 13 maggio, con una dichiarazione ufficiale di calamità per alluvione.
In base a tale decisione, il Comune di Medolino si è messo subito in moto, raccogliendo ben 190 segnalazione di danni subiti da parte di privati ad abitazioni e non soltanto, per un valore complessivo di quasi 1,5 milioni di euro, 1.492.466,68 per la precisione. Tuttavia, la legge croata in materia di gestione dei danni derivanti da calamità naturali prevede che il risarcimento è possibile soltanto se l’ammontare dei danni supera il 20 p.c. delle entrate originarie di un’amministrazione pubblica. Soglia che nel Medolinese non è stata raggiunta visto che nel 2024 il Comune ha incassato oltre 14 milioni di euro, il cui 20 p.c. è pari a 2,8 milioni di euro circa.
Dunque, a Medolino non sono stati raggiunti i presupposti legali per l’erogazione dei risarcimenti da parte dello Stato. Inoltre, anche nel caso in cui i criteri fossero stati soddisfatti, lo Stato avrebbe comunque coperto solo il 5 p.c. dei danni accertati. “Nonostante ciò, l’amministrazione Kirac ha agito tempestivamente, collaborando con l’azienda municipalizzata Med Eko Servis, i vigili del fuoco volontari, gli uomini del servizio comunale di vigilanza, il personale dell’Ente Parco Kamenjak, i tifosi dell’Istria 1961 e diversi altri partner”, sottolineano i responsabili del Comune, ricordando che i giorni successivi il violento nubifragio è stato attivato un numero telefonico dedicato alle segnalazioni urgenti e alle richieste di aiuto per lo svuotamento delle fosse biologiche, il ritiro di rifiuti ingombranti e la fornitura di deumidificatori. Tutti interventi sostenuti dall’amministrazione comunale che per lo svuotamento delle fosse settiche ha speso 8.904,66 euro. Altri 9.559,77 euro sono stati spesi per il ritiro e il trasporto dei rifiuti ingombranti, il cui smaltimento è costato al Comune ulteriori 30.530,51 euro. Inoltre, il Comune ha speso 2.400 euro per il noleggio di deumidificatori, in aggiunta a quelli forniti dalla Croce Rossa e la Città di Pola.
I responsabili del Comune fanno infine sapere che sebbene non vi sia alcun obbligo normativo l’amministrazione comunale (desiderosa si sostenere i suoi cittadini e alleviare almeno parzialmente le conseguenze dell’alluvione) ha già previsto di inserire nel suo bilancio di previsione per il 2026 una voce riservata al risarcimento parziale dei danni causati dagli eventi atmosferici dello scorso 6 maggio. La cifra è di mezzo milione di euro.
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