All’Estivo della CI di Pola l’usato va di moda

Dopo un anno di sosta è tornato lo «Štrik butik», ovvero il mercato d’abbigliamento e altro di seconda mano

L’estivo della CI di Pola trasformato in “boutique”

Dopo un anno di pausa-Covid è tornato redivivo anche il mercatino del second hand all’Estivo della Comunità degli Italiani di Pola, il primo di altri appuntamenti pianificati per il periodo a venire. Non ressa esagerata, ma un continuo viavai ha caratterizzato la manifestazione che evidentemente piace a tantissime ricercatrici del vintage, stanche degli indumenti piazzati ai Mall di Pola dalle solite grandi catene di fast fashion. A dire il vero questo “Štrik butik” ha ben poco di vintage vero, ma merita di lasciarsi rovistare, perché tra tanto riciclaggio d’abbigliamento economico e di bassa qualità limitato alla moda di una stagione passata, è persino possibile ripescare l’usato quasi nuovo e intramontabile, il capo jeans griffato Anni ‘90, qualche rara stoffa di qualità oggi trovabile unicamente nei negozi di lusso. Basta entrarci nella taglia. Il modo per provare a indossare è compiendo manovre tra le bancarelle, nascosti da vestiti appesi, oppure come si è potuto constatare, mettendosi in fila davanti ai servizi igienici della sede comunitaria. Uno spogliatoio generale, per una sorta di allegria collettiva di tanti acquirenti resuscitati e invogliati a procacciare qualcosa dal vivo e non su ordinazione in Rete.

 

Spese contenute

Dal digiuno da chiusura epidemica si esce più euforici e in vena di rinnovare il guardaroba con il vecchio-nuovo senza spendere un granché: gonne e pantaloni sulle 40-50 kune, camicie sulle 30-40, foulard a 20. E si ha l’impressione che l’acquisto non ispiri soltanto le persone dalle poche possibilità economiche sbarcate in questa boutique di nicchia all’aperto, ma anche tanti clienti che si sono finalmente liberati dallo stigma di comprare usato, come se fosse cosa da artisti e bohémien. Pare che acquistare abiti smessi sia diventato un gesto riscattato e alla moda, in risposta all’omologazione imperante dettata dai centri commerciali con proposte da outfit a prezzi accessibili. Comprare usato consente di pescare qualcosa di personale e originale, che non ricalchi lo stile di tutti. Basta tenere gli occhi aperti e non lasciarsi convincere da certi spropositi che in definitiva suscitano ilarità (“Signora, questo che io le offro è un vestito di Max Mara!”, per una robetta da grande magazzino). Tuttavia, la maggior parte degli espositori ha investito energia e serietà nel piazzare di tutto e di più (anche scarponi, sandali, bigiotteria fai da te, manufatti, borsette e altro ancora). Mentre il Covid dà tregua è sembrato pure evidente il desiderio di sbarazzarsi di un guardaroba che ha stufato o è diventato più stretto causa qualche chilogrammo di troppo guadagnato in lockdown. C’è chi ha persino esposto costi irrisori (10 kune per capo), pur di liberare l’armadio dagli stracci di troppo. Molto bene per tutti i coinvolti nell’operazione compravendita. Gli organizzatori della boutique hanno intenzione di riproporre un appuntamento ogni mese, felici del fatto che il pubblico non manca e che gli espositori stiano facendo a gara per includersi. Le prenotazioni per i futuri mercatini si possono effettuare tramite indirizzo mail [email protected]

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