Valter Boljunčić su economia, industria, innovazione e pianificazione del territorio per attività produttive nel ruolo di candidato sindaco in rappresentanza della Dieta Democratica Istriana. La scelta della location per la conferenza stampa (davanti all’entrata del cantiere navale) non è stata un caso. Lo stabilimento navalmeccanico polese dopo 150 anni di onorato servizio, fama europea e prestigio internazionale è caduto in disgrazia, per non dire in miseria, per cui oggi è fuori uso più del 70 per cento dell’area che occupa, e ne occupa tantissima, praticamente un terzo del bacino portuale. Contemporaneamente – dice Boljunčić – l’amministrazione municipale si prepara a investire la bellezza di 16 milioni di euro nel restauro delle strutture smilitarizzate di Vallelunga per aprire un parco tecnologico-industriale con incubatore e acceleratore aziendale, centro universitario di ricerca e quant’altro. Il fatto assurdo è che si va creando un secondo “cantiere” a poche centinaia di metri di distanza dal cantiere navale abbandonato, mentre sarebbe opportuno esaurire prima il potenziale di quest’ultimo visto che è abbondantemente dotato di infrastrutture in grado di sostenere la produzione industriale, ma anche l’innovazione tecnologica. “È vero – ammette Boljunčić –, la proprietà è un altro paio di maniche ed è una faccenda complessa. Bisognerebbe condividere il potere decisionale col governo in circostanze non sempre propizie alla rapidità dell’azione, ma il proposito risulta comunque fattibile”.
Una parte dello stabilimento potrebbe un giorno tornare a produrre navi tecnologicamente avanzate, un’altra dovrebbe restare in mano ad aziende di successo come la TEMA che produce motori elettrici marini di notevole complessità. Si ricordi inoltre che in passato c’è stata una TESU che sfornava generatori elettrici. Insomma, l’industria navale e il suo indotto potrebbero un giorno tornare a occupare questi capannoni, mentre aziende di nuova fondazione potrebbero spuntarci intorno se incentivate alla giusta maniera. In condizioni avverse, invece, gli stabili, le macchine, gli attrezzi, le infrastrutture non faranno altro che deperire e perdere quota fino al punto che l’unica soluzione sarà quella di smantellare tutto, demolire tutto e lasciare il posto ad alberghi e appartamenti turistici. “Io non vedo la Pola del futuro come una Monte Carlo ma come una città dell’industria, di gente che lavora e produce, una città del rock’n’roll se volete”, ha concluso Boljunčić invitando gli elettori alla riflessione.
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