Chi la dura la vince. Dopo avere spinto continuamente l’argomento aeroscalo di Pola in diverse sessioni del Parlamento croato e dietro alle quinte, previa stesura di documentazione comprovante la necessità di investire nel traffico aereo in direzione del sud Istria, l’emendamento inoltrato dal Club della Dieta Democratica istriana (IDS-DDI), è stato accolto. La magna charta dell’erario di Stato 2026 vedrà inserita la voce di previsione pari a 2 milioni di euro con cui procedere a titolo di riqualifica dell’aeroscalo di Altura. Un bel bottino, anche insperato, essendo spesso abituati all’atteggiamento del rigetto nei confronti di determinate proposte che arrivano dalle file dell’opposizione.
Gli argomenti serviti al Sabor hanno decisamente convinto essendo originari dalla Regione di Croazia, che con l’industria dell’ospitalità meglio foraggia l’economia nazionale, Altrimenti detto quella copertura del 30 per cento sul totale del turismo nazionale, fatto presente dal parlamentare Dalibor Paus, non può che mostrarsi ghiotta, quando va cucita la finanziaria, con sufficiente disponibilità di introiti da incanalare. E stavolta l’incanalatura va in nostra direzione, anche se sotto forma di alcune modifiche. Correzioni o meno, la voce aeroporto dovrebbe passare attraverso le dotazioni del Ministero del mare, traffico e infrastrutture.
“Sono molto soddisfatto che – ha dichiarato Paus – il Ministero abbia riconosciuto quelli che sono degli investimenti necessari per l’aeroporto di Pola. Dal 1989 non vi sono stati rinnovi per queste strutture, che senza esagerare imbarcano acqua ad ogni pioggia, mentre la pista di decollo/atterraggio versa in cattive condizioni. Sappiamo quel che un aeroporto significhi per una regione turistica, che rappresenta un terzo del settore della villeggiatura in Croazia”. Spetta adesso anche alle autorità regionali e all’aeroscalo di Pola il compito di continuare a premere velocemente per non lasciarsi sfuggire di mano la preziosa disponibilità statale, che in mancanza di concorsi pubblici, progetti, permessi vari bell’e pronti, potrebbero finire trascritti (se non cancellati), nelle future leggi di bilancio.
Serve ancora tanta intraprendenza, per un aeroporto, il cui funzionamento e fatturato, non si dimostrano più altrettanto brillanti, come quelli di altri di Croazia e nemmeno produttivo al pari degli anni che avevano preceduto la crisi pandemica. La DDI, per voce del suo presidente Loris Peršurić ha già battuto la strada della promozione del recupero uscendo con considerazioni rafforzate dalle cifre. “L’aeroporto di Pola detiene un grosso potenziale che purtroppo è molto trascurato. Mentre altri aeroscali croati stanno registrando crescite con pecentuali in doppia cifra in fatto di viaggiatori e investimenti milionari, Pola dai precedenti 709mila passeggeri avuti nel 2019, si è ridotta ai 509mila dell’anno scorso. È per tale ragione, che nell’ora della stesura del bilancio di previsione ho insistito sull’importanza di aumentare il numero dei voli, di modernizzare e ampliare la capienza al fine di collegare meglio l’Istria con il resto dell’Europa e del mondo. Oltre che assicurare ai nostri cittadini un miglior collegamento e viaggi più veloci, ne gioverebbe il prolungamento della stagione turistica”.
Continuando a parlare in cifre. La statistica aggiornata per l’ultimo mese turistico dell’estate, vale a dire di settembre, aveva registrato 89mila sbarchi per Pola, contro i 256 mila di Zara, mentre in Istria si assicura che l’aeroporto potrà continuare a gestirsi senza ammanchi, soltanto quando si tornerà a superare la soglia, pre Covid, degli oltre 700mila passeggeri all’anno, non certo restando nella categoria delle strutture più malmesse di Croazia. Va specificato che l’edificio aeroportuale era stato costruito su di una superficie da 8.000 mila metri quadrati con punto sosta per 10 velivoli esattamente tra il 1987 ed il 1989, e da allora, a parte manutenzioni isolate, non c’è mai stata una vera e propria opera di ristrutturazione generale. É cosa grave, ed altrettanto risaputa, che una parte delle attrezzature dell’aeroscalo soffrano ormai dell’usura del tempo, tanto che presto non potranno soddisfare le esigenze delle compagnie aeree. D’altra parte, con l’entrata in zona Schengen, gli aeroporti dei paesi confinanti si sono organizzati altrimenti, generando dirottamenti ed una concorrenza impari per Pola. Due sono le alternative: o reagire o perire.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.












































