Addio al cipresso vicino all’Arena

Lunedì l’albero ormai pericoloso per l’incolumità delle persone e dei veicoli verrà abbattuto

Il cipresso davanti alla Casa dei dottori

A volte le architetture e gli alberi passano alla storia. La salvezza è arrivata per tempo nel caso della signorile ed enorme Casa dei dottori che fa angolo in via dell’Istria, costruita nel 1938-39 su progetto del noto architetto Alberto Turina, per offrire allora comodità a famiglie appartenenti a una classe sociale borghese e benestante. Il recupero della palazzina, ancora oggi sede di ambulatori medici e dentistici, l’ha resa rediviva e utilizzabile nel futuro a venire. Purtroppo, però, il programma cittadino salvafacciate “Dolcevita” e il Fondo alla tutela ambientale ed efficienza energetica non sono in grado di compiere miracoli e di fare altrettanto per gli alberi cittadini di secolare memoria. Dal parchetto di forma triangolare, antistante la casa e vicinissimo all’Arena di Pola, dovrà sparire per sempre il cipresso gigante, bellissimo fino a pochi anni fa, ma ora diventato completamente secco dando forma con la sua chioma ad una tetra e ingombrante visione marrone scuro. Non vi è altro rimedio che abbattere. La “pena capitale” verrà eseguita lunedì mattina (29 novembre), dagli stessi alpinisti in collaborazione con gli orticoltori dell’impresa municipale Herculanea di Pola. L’eliminazione del Cupressus sempervirens che ha provveduto ad appassire già da sé, verrà rimandata soltanto in caso di pioggia e maltempo. L’intervento degli esperti in alpinismo e del settore addetto all’orticoltura urbana è stato richiesto dalla Città di Pola dopo aver tenuto conto del fatto che il fusto si trova in zona cittadina altamente frequentata e che in quanto tale rappresenta già un pericolo per le persone e i beni materiali. La cittadinanza è invitata a prestare attenzione in caso di necessità di attraversare la zona a piedi o in macchina durante i lavori, anche perché è prevista una temporanea chiusura (parziale o totale), del traffico stradale. Al fine di non ridurre il numero degli alberi in città, è prevista la messa a dimora di un altro giovane fusto nelle aree verdi limitrofe, nel corso di quest’autunno o nella prossima primavera. Pur rimanendo monca del vecchio figuroso cipresso, la città potrà consolarsi con questo suo parchetto dove continuerà a fare la sua bella figura, un esemplare pezzo d’archeologia – il dolio (dolium) romano gigante di terracotta che si usava per contenere derrate alimentari di liquidi (vino, olio, ecc.) o anche di aridi (grano, legumi) da trasportare e poi conservare nei magazzini. Oltre a tanto, la stessa minuscola area verde si fregia sempre della presenza altamente simbolica dell’alberello d’olivo che dieci anni or sono fu messo a dimora da due Capi di Stato, il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano e il Presidente della Repubblica di Croazia, Ivo Josipović, nel nome di un futuro di pace tra i due Paesi, insieme nell’Unione Europea.

L’olivo piantato da Napolitano e Josipović 10 anni fa

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