Dalle criptovalute al futuro dell’euro digitale, passando per l’inflazione e le tensioni geopolitiche globali. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro dei governatori delle banche centrali della regione, organizzato oggi, venerdì 15 maggio, dalla Banca centrale croata (Hnb) a Pola, insieme alla Facoltà di Economia e Turismo “Dr. Mijo Mirković”.
Il dibattito, intitolato “Dall’esperimento all’infrastruttura: gli asset digitali nel mondo della finanza tradizionale”, ha riunito i principali responsabili delle politiche monetarie dell’Europa sudorientale in un momento di forte trasformazione del sistema finanziario globale.
All’evento hanno partecipato il governatore della Hnb, Boris Vujčić, il vicegovernatore della Banca slovena Primož Dolenc, il governatore della Banca centrale del Kosovo Ahmet Ismaili, la governatrice montenegrina Irena Radović, la governatrice della Banca centrale della Bosnia ed Erzegovina Jasmina Selimović e il governatore della Macedonia del Nord Trajko Slaveski.
Finanza digitale e stabilità monetaria
Nel corso della tavola rotonda, si legge in una nota della Hnb, i governatori hanno discusso delle modalità con cui gli asset digitali possano essere integrati nel sistema finanziario tradizionale senza compromettere la stabilità economica, la tutela dei consumatori e la sovranità monetaria.
Un punto condiviso da tutti i partecipanti: la questione non è più se la finanza digitale entrerà nel sistema tradizionale, ma come questo processo verrà governato. Secondo i governatori, il rischio maggiore sarebbe lasciare che l’integrazione avvenga in modo frammentato o in assenza di regole comuni.
Particolare attenzione è stata dedicata agli stablecoin e alle valute digitali private, considerate una sfida strategica soprattutto per la forte predominanza del dollaro americano nel settore. Vujčić ha sottolineato che, sebbene nell’eurozona non rappresentino ancora un rischio sistemico immediato, la loro espansione potrebbe influire sulla trasmissione della politica monetaria e sul ruolo dei depositi bancari.
Il governatore croato ha ricordato che la capitalizzazione globale degli stablecoin è salita da circa 130 miliardi di dollari alla fine del 2023 a oltre 300 miliardi nei primi mesi del 2026, mentre gli strumenti denominati in euro restano marginali.
Il progetto dell’euro digitale
Ampio spazio anche al progetto dell’euro digitale promosso dalla Banca centrale europea. Vujčić ha precisato che il nuovo strumento non sostituirà il contante, ma fungerà da complemento digitale ai pagamenti tradizionali.
Secondo il governatore, l’introduzione dell’euro digitale rafforzerebbe inoltre l’autonomia strategica europea, riducendo la dipendenza dalle grandi piattaforme tecnologiche e dai circuiti di pagamento extraeuropei.
Inflazione ancora elevata in Croazia
Nel suo intervento Vujčić ha anche affrontato il tema dell’inflazione, spiegando che in Croazia il rialzo dei prezzi ha accelerato dall’inizio dell’anno soprattutto a causa dell’aumento dei costi energetici legato alla guerra in Medio Oriente.
L’inflazione dei servizi continua a rappresentare la componente più problematica, sostenuta da salari in crescita, bassa disoccupazione e consumi interni ancora robusti. Più contenuta invece l’inflazione alimentare, rallentata al 3,7% nel mese di aprile.
Verso una maggiore integrazione europea
Guardando ai prossimi dieci anni, Vujčić ha indicato nei pagamenti istantanei e nelle piattaforme paneuropee uno degli elementi chiave per una reale integrazione finanziaria dell’Unione europea.
“L’Europa può avere infrastrutture avanzate”, ha spiegato, “ma senza soluzioni comuni per cittadini e imprese rischia di restare dipendente da sistemi frammentati o da operatori globali non europei”.
L’incontro di Pola si è concluso con una sessione di domande degli studenti presenti, incentrata sulle sfide future della politica monetaria e della trasformazione digitale della finanza.
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