A Dignano non c’è spazio per divisioni e intolleranza

In occasione del compatrono San Lorenzo con la seduta solenne del Consiglio è stata celebrata la Giornata della Città. Tra i benemeriti l’ex presidente della locale CI Livio Belci

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A Dignano non c’è spazio per divisioni e intolleranza
Tutti i benemeriti della Città di Dignano

Dignano in festa in occasione del compatrono San Lorenzo assurto a ricorrenza civile, nella Giornata della Città. Il presidente del Consiglio municipale Cristian Biasiol ha convocato la sessione solenne del massimo organo di rappresentanza politica locale, sessione non lavorativa ma, appunto, celebrativa, che fa da sunto alle iniziative prese e realizzate durante l’anno e approfitta dell’occasione per premiare i cittadini benemeriti. “Al di là delle differenze politiche, – ha detto Biasiol, – ci accomuna un disegno politico condiviso: quello di ridare ai cittadini un sentimento di fiducia verso le istituzioni e in particolare verso l’amministrazione cittadina. Non ci si appropria della fiducia con proclami solenni ma col lavoro, con il dialogo, la trasparenza, i risultati”. Il giudizio di Biasiol sul primo anno al servizio di Dignano? “Sono fiero soprattutto che non ci sia mancato il coraggio per affrontare situazioni complesse per anni evitate o completamente snobbate, dal procedimento arbitrale relativo alla controversia sui confini con la Città di Pola al potenziamento delle infrastrutture. Sottolineo che le decisioni della massima importanza sono state prese all’unanimità. Al di là dunque delle differenze politiche, quando si tratta dell’interesse della nostra Città abbiamo dimostrato responsabilità, rispetto reciproco e spirito di collaborazione esemplare”. Ma il vero valore che Dignano festeggia il giorno di San Lorenzo è un altro. “Da secoli la nostra località è un luogo di incontro di culture, lingue e tradizioni diverse. Persone di identità nazionali differenti hanno costruito questa comunità con lo stesso desiderio di vivere in pace e lasciare alle generazioni future un luogo migliore. Per questo dobbiamo continuare a coltivare il rispetto reciproco, l’unità e la tolleranza. A Dignano non c’è spazio per divisioni e intolleranza. Solo una comunità unita e rispettosa lavora per il progresso”, ha concluso Biasiol.

Il sindaco Igor Orlić
Il presidente del Consiglio Cristian Biasiol

Una comunità che cambia
Il sindaco Igor Orlić è sceso nei dettagli e ha messo le cose in chiaro: un programma politico non è scolpito nella pietra in saecula saeculorum. Deve invece crescere e adeguarsi alle esigenze di una comunità che cambia, che chiede di stare al passo con i tempi. “Il successo di un’amministrazione politica non si misura in parole, ma in metri quadrati di strade asfaltate, asili attrezzati, controversie legali seppellite in fondo ai cassetti riesumate per avere una soluzione, e soprattutto nella capacità di fermarsi per strada ad ascoltare i cittadini”, ha detto il sindaco per confessarsi: “Dal primo giorno abbiamo deciso di non gettare fango sulle amministrazioni passate ma di rimboccarci le maniche per fare la differenza con i fatti. In un anno sono stati realizzati diversi interventi comunali anche con le casse vuote: gli arredi per la scuola elementare di Gallesano, l’asilo e le sedi dei Comitati locali, la strada Gallesano-Fasana, la mensa scolastica di Dignano, il parcheggio di Peroi. Dietro a ogni progetto ci sono centinaia di ore di lavoro di progettazione, preparazione, allestimento, bandi di gara, espropri, dialogo con i ministeri della Repubblica, iniziative di riforma dell’amministrazione municipale per renderla efficiente e sensibile alle istanze dei cittadini”.

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I progetti in cantiere
Che cosa vuole Dignano nei prossimi tre, cinque o sette anni? Sempre a detta del sindaco, vuole il potenziamento della rete idrico-fognaria per tutto il territorio municipale, una palestra moderna per tutte le società sportive locali, uno sviluppo policentrico di tutte le località, un livello di qualità della vita superiore per tutti, scuole e asili, cultura, sport, impresa, agricoltura e tutela del patrimonio verde. Vuole la riqualificazione del centro storico da carrabile a pedonale da via Merceria a piazza della Parrocchia e una riforma agraria che consenta a chiunque di vivere della terra comune del proprio lavoro. Nell’attesa che questo avvenga, il sindaco può già dire di aver mantenuto una prima promessa: “Tutto quello che è stato possibile emendare e migliorare è stato migliorato ed emendato, e per tutto quello che non è stato possibile fare sul momento, ci siamo messi d’impegno per cambiare le circostanze in vista di traguardi futuri. In un solo anno abbiamo preparato progetti che superano le capacità finanziarie del nostro bilancio per i prossimi quattro anni. Ma questa è una buona notizia cui seguiranno altre per il prossimo quadro finanziario pluriennale degli Investimenti Territoriali Integrati che scatta nel 2027”. A quel punto Dignano non subirà più l’umiliazione di aver perso soldi europei o nazionali per non essersi preparata in tempo.

Nel pubblico diversi ospiti

Ad ascoltare il sindaco e il presidente del Consiglio municipale, consiglieri, autorità politiche, religiose e diplomatiche, sindaci e vicesindaci dei comuni istriani limitrofi e delle città gemelle, anche i vertici dell’Unione Italiana (presenti il presidente e deputato CNI Marin Corva e il presidente della Giunta Esecutiva Paolo Demarin) che con Dignano coltiva buoni rapporti di cooperazione. Tra quanti hanno preso la parola la vicepresidente della Regione in quota CNI, Jessica Acquavita: “Dignano – ha detto – racchiude nel suo piccolo gran parte del fascino della nostra intera Istria. È il fascino che viene dal patrimonio storico, dall’architettura, dalle bellezze naturali, da mani valorose e genio imprenditoriale, dalla convivenza di identità, di culture e di lingue diverse, dalla collaborazione fondata sul rispetto reciproco, ma anche dall’onestà che nasce dalla coscienza di sé e dalla consapevolezza di una presenza secolare radicata in questa terra. Un fascino che si alimenta al tempo stesso dalla modestia e dal grande potenziale di sviluppo che si esprime al meglio tanto in una corsa degli asini o nel migliore extravergine d’oliva quanto in una rivoluzione digitale”.

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I benemeriti
In chiusura il sindaco Orlić e il presidente del Consiglio Biasiol hanno consegnato ai benemeriti le onorificenze della Città di Dignano a Livio Belci che in tre mandati di presidente della Comunità degli Italiani di Dignano, dal 2010 al 2022, ha promosso con dedizione la cultura italiana, il dialogo interetnico e i legami con l’Italia per cui è stato insignito anche anche dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana; Zdenko Glavaš, per la conservazione del patrimonio musicale e strumentale della tradizione, l’impegno nelle società folkloristiche e in particolare nella Comunità degli Italiani di Gallesano, Davorka Glavaš, imprenditrice e commerciante per l’eccezionale contributo all’economia e al commercio dignanese, alla dottoressa Doria Leonardelli che ha curato generazioni di dignanesi come medico di base e medico di fiducia, una dedizione al paziente e un sentimento umanitario impareggiabili. Il titolo di cittadino onorario è stato attribuito a Vidoslav Bagur (proposto dalle CI di Dignano e Gallesano) per l’impegno profuso nella promozione della tradizione folkloristica. Le benemerenze assegnate direttamente dal sindaco sono andate in buone mani: a Karlo Mijatović, per il coordinamento delle operazioni di spegnimento dell’incendio presso Dignano fino all’arrivo dei vigili del fuoco di Pola.

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