​Fellini, tagliatelle e piadina. Mostra su cinema e cibo

Settimana della cucina italiana nel mondo

Una mostra da... leccarsi i baffi

La “V Settimana della cucina italiana nel mondo”, oltre a presentarsi in tutti e cinque i continenti della Terra, è sbarcata anche a Pola, dove, a dire il vero, la tradizione culinaria del Bel Paese è sempre stata di casa. Le celebrazioni sono state promosse congiuntamente dalla Comunità degli Italiani di Pola e dal Consolato generale d’Italia a Fiume, e corrono su due binari paralleli: intanto dal 21 al 29 novembre dieci pizzerie, trattorie, ristoranti e tavole calde servono piatti della cucina italiana tradizionale e innovativa a prezzi promozionali (alcune ricette sono pure inedite) e in secondo luogo la Comunità degli Italiani, il Cinema Valli e l’ente comunale dei mercati hanno messo a punto due eventi culturali degni di considerazione benché, si capisce, in condizioni severamente restrittive dettate dal protocollo anticovid. “Fellini e il cibo” è il titolo della mostra di fotografie selezionate tra quelle in cui il regista mette a fuoco, appunto, il cibo, la seconda delle sue grandi passioni. L’altra mostra (“Il libro dei sogni”) sarà aperta invece questa sera (alle 19,30) al Cinema Valli. A seguire ci sarà la proiezione del film “Amarcord”.

Tamara Brussich, Robert Perić e Dragana Sapanjoš per le presentazioni

La sana dieta del mare
La presidente della CI di Pola, Tamara Brussich e il console, Davide Bradanini hanno fatto gli onori di casa alla prima delle due esposizioni, la più pertinente al cibo tra le due. “La cucina italiana fa parte del nostro stile di vita, del nostro modo di essere. Tutti amiamo la gastronomia italiana come tutti amiamo Fellini”, ha detto Tamara Brussich, spiacente di non aver potuto produrre un evento maggiormente condiviso, ma soltanto uno “essenziale”. Le circostanze semplicemente non hanno giocato a favore di una partecipazione di pubblico massiccia. Cibo e cinema, le due passioni di Fellini più felicemente interconnesse, sono il filo conduttore di quest’edizione – la quinta – della Settimana della cucina italiana nel mondo. Romagnolo come le tagliatelle, la piadina, i tortellini in brodo, Fellini ha portato la tavola nel cinema e il cinema a tavola, come mostrano bene le immagini riprodotte e presentate alla Comunità degli Italiani. Per il resto, la “Settimana” celebra anche il decimo anniversario del riconoscimento da parte dell’UNESCO della dieta mediterranea quale bene culturale immateriale dell’umanità. “La battaglia per questo riconoscimento – ha ricordato il console Bradanini – è stata portata avanti dall’Italia e dalla Croazia insieme”, Italia e Croazia che, circoscrivendo l’Adriatico, condividono una “porzione di Mediterraneo” di non indifferente volume e portata. Non da ultimo, “mangiare bene significa anche vivere bene”, come riconosce Bradanini. Quando cibo è sinonimo di salute e sostenibilità, come succede appunto nella selezione delle pietanze e dei condimenti nella dieta mediterranea, allora non c’è posto per le “malattie della civiltà” come l’obesità, il diabete eccetera.

Da sin. Elena Puh Belci, Davide Bradanini, Tamara Brussich e Tiziano Sošić

Gusto italo-istriano
Per la cronaca, dopo i saluti delle autorità tra cui anche quelli del presidente del Consiglio municipale di Pola e console onorario a Pola, Tiziano Sošić, l’artista Dragana Sapanjoš è intervenuta per presentare la mostra in maniera molto apprezzabile, narrando cioè alcuni degli aneddoti più caratteristici del Fellini regista e buongustaio. Lo chef Robert Perić ha presentato invece il suo ricettario felliniano essenziale e un filmato che insegna le basi della buona cucina italiana realizzata con ingredienti istriani: la piadina alla ricotta, al prosciutto crudo e agli spinaci, i cappelletti in brodo con manzo istriano, la zuppa di zucca gialla, le tagliatelle con prosciutto e salsiccia, il bollito di manzo con verdure e salsa verde e per dessert la zuppa inglese che, se non è italiana nel nome, lo è certamente nella tradizione e nella selezione degli ingredienti.

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