Zanin: “Stele Bersaglieri ricorda sacrificio vita per la vita”

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Zanin: “Stele Bersaglieri ricorda  sacrificio vita per la vita”
I Medaglieri portati di corsa

Anche a Basovizza, luogo tra Trieste e il confine con la Slovenia noto alle cronache purtroppo per la storia indelebile delle foibe e delle circa 10mila persone a cui qui fu data una morte atroce negli anni a cavallo del 1945,accadimenti che dal 1992 lo rendono un monumento nazionale, c’è posto per parlare di pace. Lo hanno fatto in molti questa mattina, prendendo parte alla cerimonia organizzata dall’Associazione nazionale bersaglieri del Friuli Venezia Giulia (Anb Fvg) per scoprire una stele
di pietra carsica su cui spicca una targa con la motivazione del gesto: “Alle vittime innocenti di un odio cieco – Per non dimenticare”.
“In questo modo, i bersaglieri d’Italia hanno inteso rendere omaggio alla memoria di tutte le vittime delle foibe, militari e civili, italiane e straniere. Dopo tante peripezie burocratiche e uno stop causato dalla pandemia – ha spiegato il presidente dell’Anb Fvg, generale Giuseppe Iacca – siamo riusciti nel nostro intento e abbiamo scelto questa data perché il 18 giugno 1836 fu istituito con regio brevetto il Corpo dei bersaglieri”.
“Scoprendo questa stele alla presenza dei medaglieri del Fvg e del Veneto, dei labari delle associazioni combattentistiche e d’arma e delle autorità civili e religiose di Trieste e non solo, la mia memoria è andat all’ultima medaglia d’oro al valor militare alla memoria assegnata a un bersagliere, Giuseppe La Rosa, che l’8 giugno 2013 in Afghanistan morì interponendosi tra una bomba e i suoi soldati, diede la propria vita per salvare altre vite”, ha evidenziato nel suo discorso il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin.

“Credo che questa memoria di sacrificio finalizzata alla vita – ha aggiunto – debba anche oggi, in questi momenti difficili di guerra in Europa dopo 70 anni ma di tante guerre, anche quelle dimenticate o di cui non parliamo perché non fanno notizia o non destano il nostro interesse, farci ricordare che i conflitti armati sono la sconfitta dell’umanità. Quindi l’azione per poterle fermare è la ricerca spasmodica e ininterrotta della pace, così come ha detto anche il Santo Padre. Per questo credo che anche da Basovizza ci possiamo interrogare sulla richiesta di pace e di fine dell’orrore contro l’umanità che ci arriva da coloro che qui morirono e da coloro che stanno trovando la morte in altre parti del mondo”.

Tra i partecipanti, l’arcivescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, che oltre a benedire la stele ha recitato la preghiera per i martiri delle foibe del 1959 di monsignor Antonio Santin, e il sindaco della città, Roberto Dipiazza, che oltre a ricordare lo zio bersagliere dell’8° Reggimento, ha anche reso noto che ci sarà presto un progetto del Comune per dotare la stele di Basovizza del cappello con le piume simbolo del Corpo dei bersaglieri, oggi mancante.

A unirsi alle congratulazioni per aver organizzato una cerimonia affatto di maniera, perché ricordare gli orrori delle guerre per non dimenticare e non ripetere non è mai né banale né inutile, sono stati anche rappresentanti della Prefettura e della Questura, della 132^ Brigata corazzata Ariete con la fanfara dell’11° Reggimento e del Comune di Pordenone, dell’Anb con Rocco Paltrinieri della presidenza interregionale Nord, della Regione Fvg con l’assessore Fabio Scoccimarro e del libero Comune di Zara in esilio, presente con il ricordo portato da Franca Balliana del figlio bersagliere Pietro Serrentino e del suocero, Vincenzo Serrentino, “ultimo prefetto di Zara italiana, ancora oggi caduto senza tomba ed eroe senza medaglia”, lo ha definito il generale Iacca.

La stele dei bersaglieri
L’intervento del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, a Basovizza

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