Visinada. «Iniziative che rendono orgoglioso il Bel Paese»

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Visinada. «Iniziative che rendono orgoglioso il Bel Paese»

Il Console generale d’Italia a Fiume Davide Bradanini ieri pomeriggio ha fatto visita alla Comunità degli Italiani di Visinada, dov’è stato accolto dalla presidente del sodalizio, nonché vicesindaco connazionale Neda Šainčić Pilato, dai membri della presidenza del sodalizio e dal sindaco Marko Ferenac.

Durante il piacevole incontro, al quale ha partecipato anche l’assistente del Console generale, Ileana Jančić, Neda Šainčić Pilato ha fatto la cronistoria del sodalizio, fulcro culturale della località e di tutto il comprensorio, che a giugno celebrerà il trentennale della fondazione, mostrato la sede e presentato le attività della CI, tra le quali pure quella avviata di recente del corso d’italiano per l’infanzia. A salutare l’ospite, pure i membri della banda d’ottoni e i minicantanti, impegnati nelle prove. I minicantanti, diretti dalla Maestra Diana Bernobić Sirotić, per l’occasione hanno interpretato alcune canzoni.

Di seguito il sindaco Ferenac ha rimarcato l’ottima collaborazione tra la Comunità degli Italiani, il Comune, la scuola – dove il 90 p.c. degli alunni frequenta le lezioni facoltative di lingua italiana – e l’asilo, ponendo l’accento sullo spirito di convivenza che caratterizza l’area e l’importanza riservata alla Comunità Nazionale Italiana, presente pure nel Consiglio comunale con un suo rappresentante. Per Davide Bradanini l’impegno profuso a Visinada per la conservazione e la promozione della lingua e della cultura italiane rende orgoglioso il Bel Paese; si tratta d’iniziative preziose, soprattutto quelle rivolte all’infanzia. Da parte sua la promessa di tornare a Visinada per conoscere meglio il sodalizio e la realtà locale.

All’incontro era presente pure lo storico dell’arte e archeologo Marino Baldini, che, invitato a prendere la parola, ha presentato le peculiarità del territorio e la sua offerta culturale ed economica. Di quest’ultima, il Console Bradanini ha avuto un “assaggio” nella cantina vinicola del connazionale Franz Arman, a Narducci, dove la delegazione è stata accolta dal figlio Oliver e da sua moglie, rappresentanti della settima generazione di una tradizione vinicola pluricentenaria.

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