Visinada. Il futuro del turismo si veste di tradizioni

Facendo leva sulle molteplici e variegate potenzialità del territorio, Visinada guarda con interesse a una crescita pianificata e sostenibile del settore dell’ospitalità

La chiesa parrocchiale di San Girolamo con in primo piano la Cisterna del Battistella. Foto Željko Jerneić

La competitività, la globalizzazione e le esigenze di chi parte per un viaggio comportano la continua evoluzione del settore turistico. A Visinada, l’industria dell’ospitalità è in fase di accelerazione, per cui s’è inteso capire quali dovrebbero essere i percorsi da intraprendere. Le statistiche turistiche per gli anni 2007 – 2018 indicano una crescita delle presenze e dei pernottamenti. Nel 2007 i turisti erano 371, due anni fa 5.044. Nello stesso periodo i pernottamenti sono passati da 2.826 a 40.733. Considerato l’apporto dell’industria dell’ospitalità, il Consiglio comunale ha approvato il Piano strategico di sviluppo turistico di Visinada per il periodo 2018 – 2025.
“Per il nostro Comune – così il sindaco di Visinada, Marko Ferenac – il Piano è molto importante; definisce le direttrici basilari ed evolutive future, finalizzate all’aumento delle capacità ricettive e della spesa, alla creazione di nuovi contenuti e al prolungamento della stagione turistica. Tendiamo a un turismo pianificato e sostenibile, focalizzato più sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Riteniamo che agli ospiti debba essere offerta un’esperienza completa, con massimo beneficio per i residenti. Sono lieto che molti nostri concittadini siano stati coinvolti nell’elaborazione del documento, compresi i ristoratori, le aziende a conduzione familiare, gli artigiani e affittuari che nobilitano il nostro territorio. Abbiamo cosi identificato i problemi esistenti, le misure da attuare e gli obiettivi da raggiungere”.

Neda Šainčić Pilato

Un ricco ventaglio di offerte
Il Visinadese è ricco di ottimi vini, pregiati oli d’oliva e lavanda, i cui produttori sono noti anche fuori dell’ambito regionale. Il versante nordorientale è coperto dal Bosco di Montona, riserva forestale tutelata, poiché vi crescono specie vegetali particolari. Vi è pure il corso del fiume Quieto, parco regionale, con la vallata del torrente Chervaro, suo affluente di sinistra, tutelata quale paesaggio significativo. Ciò fa ipotizzare tendenze turistiche di tipo naturalistico e ricreativo. In quest’ottica, Visinada si presenta già con alcuni percorsi ricreativi e tematici, tra cui eccelle quello della Parenzana, ma potrebbero aggiungersene altri.
Ci sono a disposizione pure campi sportivi e di bocce, mentre la Società venatoria offre la possibilità di vivere anche un’esperienza di questo tipo. Al di fuori dall’alta stagione si può usufruire di alcuni eventi ricreativi e d’attrazione: la “Parenzana – MTB”, la maratona “Parenzana” e l’incontro “I guerrieri”, che rievoca la celebre pellicola filmata a Visinada.
Gran parte delle capacità ricettive visinadesi è di tipo familiare. Alla rinomata offerta di ristorazione e agrituristica s’affianca quella degli olivicoltori e delle cantine vinicole.
A passeggio nella storia
Il territorio propone pure alcune pregevoli testimonianze storiche artistiche e architettoniche: la chiesa di San Barnaba con i suoi affreschi, il santuario della Madonna dei Campi, la chiesa parrocchiale di San Girolamo e il vicino campanile, le chiese di San Giovanni Battista e di San Rocco, la Casa Maraston, il Fontico con in rilievo il leone alato, la Cisterna di Simone Battistella. Le basi per avviare un turismo di stampo culturale ci sono.
Nei mesi estivi si svolgono alcune manifestazioni note ben oltre i limiti regionali: l’incontro poetico “Versi sulla cisterna”, l’evento dolciario “Dolce Istria”, la ricorrenza dell’Assunta, la Serata da ballo dedicata a Carlotta Grisi, la famosa ballerina che qui ha avuto i natali.

Il sindaco di Visinada, Marko Ferenac

E ora, quale futuro?
Considerando tutto ciò, il 39 p.c. dei soggetti intervistati propende per uno sviluppo enologico e gastronomico, il 29 p.c. per quello sportivo, il 16 p.c. favorisce quello di tipo rurale ed ecologico. Un buon 10 p.c. pensa all’attività culturale e ricreativa, il 6 p.c. all’attività da campeggio.
Emerge l’insistenza verso le iniziative educative e gli investimenti innovativi, utili a moltiplicare gli effetti economici e di tutela ambientale. Facendo leva sulle novità operative e produttive, Visinada può offrire una visione completa dei suoi valori autentici ed elevare la competitività, implementando le attività gestionali dilatando la riconoscibilità e la qualità dell’offerta. Si mira ad aumentare del 10 p.c. le capacità ricettive entro il 2015, aumentando il loro sfruttamento del 18 p.c., ossia alla loro occupazione annua per 66 giorni. Tutto ciò dovrebbe comportare un aumento annuo dei pernottamenti nella misura del 6 p.c.
Questo percorso va edificato considerando ciò che il territorio offre. Partendo da questi presupposti, si aspira al turismo culturale e ricreativo. Un obiettivo che impone il recupero del nucleo storico visinadese, particolarmente della piazza antistante la chiesa parrocchiale, l’avvio delle attività al Centro per i visitatori di Casa Maraston, la presentazione dell’offerta storico–culturale, l’inclusione dei turisti nell’attività offerta dalle aziende a conduzione familiare e la promozione di eventi vari.
Un settore in trasformazione
Tendendo a un prodotto di tipo integrale, Visinada potrebbe sviluppare un turismo di trasformazione, superando la concorrenza collegando i soggetti e sviluppando un’offerta sostenibile basata su creatività, attività e salute, ponendo in primo piano il turista e le sue esigenze.
Emerge nel documento la proposta di sostenere la creazione di alberghi a conduzione familiare, come previsto dal “Programma nazionale di sviluppo dei piccoli alloggi domestici”.
Nuova vita per i centri disabitati
Il Piano strategico pone in evidenza pure la necessità di recuperare alcuni abitati della zona: Trombal, Mastelici e Piscovizza, ora disabitati e che potrebbero risorgere quali alberghi diffusi con capacità massima di 60 posti letto. Le rovine indicano ancora i segni dell’architettura tradizionale istriana.
In sostanza, a Visinada si punta a improntare la destinazione turistica di carattere distintivo, che offra ai visitatori al primo impatto un’area ordinata, in sinergia con il paesaggio e le sue vedute panoramiche, riflettendone lo spirito e l’immagine.
A ciò concorreranno anche numerosi connazionali. Così la presidente della Comunità degli Italiani e del Consiglio comunale di Visinada, Neda Šainčić Pilato: “Tra i nostri soci ci sono diversi produttori di vino, olio d’oliva e affittacamere. Il Piano strategico di sviluppo turistico porterà loro certamente dei vantaggi. I risultati non saranno immediatamente visibili, ma trattandosi di gente operosa e ingegnosa, a lungo andare sono certa che i riscontri porteranno soddisfazioni. I propositi prefissati tendono a una crescita equilibrata di tutto il Visinadese e all’integrazione dell’offerta. Siamo di fronte a un grosso salto verso il futuro, e Visinada è pronta a farlo”.

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