Nei giorni scorsi Villanova si è animata per il tradizionale (e attesissimo!) giro di Carnevale nei paesi limitrofi, orchestrato con cura dalla locale Comunità degli Italiani. L’entusiasmo era alle stelle: un mix esplosivo di gioia e trepidazione che covava da tempo tra i corridoi del sodalizio. Ma la vera “star” di quest’anno, la novità che ha fatto brillare gli occhi a grandi e piccoli, è stato un fantastico trenino colorato! Noleggiato grazie ai fondi dell’Unione Italiana, il convoglio della felicità ha dato il via alle danze già di prima mattina.
A bordo si respirava un’aria magica: musica, risate e un mare di colori pronti a inondare le strade. Come si faceva una volta, la carovana ha bussato di casa in casa, portando il buonumore davanti alle porte dei vicini. E per quanto riguarda i costumi? Niente regole rigide o temi assegnati: a Carnevale ogni scherzo vale e ogni travestimento pure! Ognuno ha dato sfogo alla propria fantasia, e per i ritardatari o i “senza maschera”, ci hanno pensato gli attivisti più anziani, che hanno aperto i loro “bauli magici” mettendo a disposizione travestimenti e maschere per chiunque ne avesse bisogno.
Ad accompagnare l’allegra brigata di circa sessanta partecipanti, con una nutrita e vivacissima schiera di bambini, c’è stata tantissima musica dal vivo. Le note hanno trasformato le strade in una pista da ballo a cielo aperto, attirando una folla di curiosi che non ha saputo resistere al passaggio della carovana festante.
Rispettando la tradizione fino all’ultimo… boccone, il gruppo ha fatto incetta di leccornie e prelibatezze locali. Nulla andrà sprecato: tutto il “bottino” sarà il protagonista di una festa venerdì sera presso la sede del sodalizio. La sfilata non si è fermata alla periferia, ma ha raggiunto anche il centro di Verteneglio, portando un’ondata di vivacità nella piazza principale e trasformando la località in un palcoscenico festoso.

Radici profonde e cuori giovani
“Il giro dei villaggi vicini affonda le sue radici secoli addietro – spiega con orgoglio la presidente della CI di Villanova, Lorena Lubiana Bellè –. È una ricorrenza cucita nel nostro tessuto sociale. Dopo una piccola pausa post-pandemia, il sodalizio ha preso in mano le redini dell’organizzazione per evitare che questa bellissima tradizione vada perduta. Vogliamo che i più piccoli imparino il valore della condivisione e la bellezza dello stare insieme, magari proprio mentre sono a bordo di un trenino o a caccia di coriandoli.”
A proposito di bimbi, la festa non è finita qui. Ieri pomeriggio, la sede comunitaria si è trasformata nel regno del divertimento con un ballo in maschera tutto dedicato a loro. Tra canti, balli scatenati e una pioggia di coriandoli, i piccoli hanno anche sfidato la fortuna con una ricca tombola dai premi simpaticissimi.
E siccome sappiamo tutti che il Carnevale non è tale senza il profumo dei dolci, le instancabili e bravissime socie del sodalizio hanno passato la serata tra farina e zucchero. Risultato? Fritole e crostoli a volontà, preparati con amore per rendere il ballo ancora più dolce. Perché a Villanova la tradizione non solo si rispetta, ma si mangia con gusto!
Insomma, tra un trenino che fischia, i coriandoli lanciati al vento e il profumo irresistibile delle fritole appena fatte, Villanova ha dimostrato ancora una volta di avere un cuore grande e tanta voglia di stare insieme. Mentre le ultime maschere vengono riposte con cura nei bauli e le piazze tornano silenziose, resta nell’aria l’eco delle risate dei bambini e quella sensazione di calore che solo una Comunità unita sa regalare. Il Carnevale giunge alla sua conclusione, ma l’appuntamento è già fissato per il prossimo anno, perché finché ci saranno voglia di ballare e tradizioni da tramandare, a Villanova la festa non finirà mai davvero. Evviva il Carnevale!

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.









































