Veruda. Il rione dove il campanilismo è di casa

«Deve succedere qualcosa di grosso per andare in centro perché non ce n’è alcun bisogno», dicono i residenti di un quartiere ora dotato di tutti i servizi necessari

Il mercarto di Veruda: il cuore pulsante del rione

Pochi quartieri urbani in città vantano la disponibilità di servizi comunali come Veruda. Effettivamente, pochi eguagliano Veruda anche in quanto a campanilismo. Certo, ogni cittadino di Pola è attaccato al proprio rione d’origine. I polesi di Castagner vanno fieri di Castagner, quelli di Siana sono fedeli appunto a Siana, a Grega si nutre un amore sconfinato per Grega, ma si può mettere tutti costoro contro un nativo di Veruda o anche contro un trapiantato a Veruda, entrambi convinti della superiorità assoluta del loro rione sia in termini di posizione (bellezza) sia in termini di possibilità di usufruire dei vari servizi pubblici? Risposta negativa.

Pochi quartieri urbani sono stati trattati così bene da piazza Foro

Aguzziamo la vista e affiniamo l’udito per tastare il polso dei residenti che la mattina gravitano verso il mercato della frutta e della verdura con intorno i chioschi dei latticini, del pollame, del giornalaio, del fioraio e del pescivendolo. Nel raggio di poche centinaia di metri si trovano alcuni asili, la scuola elementare, la Casa famiglia, l’Istituto di riabilitazione per affetti da paralisi cerebrale e altri disturbi motori, le più importanti filiali bancarie, la posta, gli ambulatori di medicina generica con le rispettive infermerie, la farmacia, la biblioteca rionale, le officine della società di cultura tecnica, lo stadio, il bocciodromo, il palazzetto dello sport e da qualche tempo anche le piscine pubbliche. Senza dire dell’assetto di piazza Re Tomislav, che da brutto anatroccolo di Pola è diventata come per miracolo la piazza urbana modello, sempre che si escludano quelle del centro storico, è ovvio.

Caffé a buon mercato

Qui si trova tutto
Quelli del rione che incontriamo strada facendo tra i tavolini, le bancarelle e i chioschi del mercato ci dicono tutti più o meno la stessa cosa: “Deve succedere qualcosa di grosso per andare in centro perché non ce n’è alcun bisogno: qua c’è tutto quello di cui necessitiamo”. Un signore di mezza età confessa: “Tre volte l’anno. Mi sposto in centrocittà non più di tre volte l’anno, e solo se ne ho un’assoluta necessità, altrimenti mi fermo qui dove trovo tutto quello di cui ho bisogno”. Stiamo parlando con un nativo di Veruda? Niente affatto. Il nostro interlocutore confessa l’origine … alloctona e dice anzi che è un “trapiantato a Veruda per scelta e convinzione”: “Sono nato a Castagner. Da ragazzi noialtri ci mettevamo un’ora per raggiungere le spiagge del lungomare o di Verudella: un bel pezzo di strada a piedi, fino ai Giardini, poi in autobus uno attaccato all’altro come le sardine, e dopo questo martirio si poteva finalmente sperare di fare un tuffo. Confesso che ero invidioso dei ragazzini di Veruda che vedevo andare in spiaggia con l’asciugamano intorno al collo in ciabatte, a piedi. Alla prima occasione ho fatto fagotto e mi sono trasferito”.

Il parcheggio gratuito fa da calamita

I conti tornano
Questo sì che si chiama amore per il proprio quartiere d’elezione. Effettivamente noi che veniamo da settentrione siamo costretti a concludere che Veruda gode di una posizione molto favorevole tra Stoia e Monteparadiso ai lati opposti, col Lungomare, Valcane, Valsaline e la pineta di fronte. Il mercato ortofrutticolo non è grande e non è rifornito come quello centrale, ma è molto ben organizzato e di bella presenza. Anche qui a dire il vero la pandemia ha lasciato il suo segno. Alcune bancarelle hanno semplicemente chiuso, altre sopravvivono a stento contro la concorrenza dei centri commerciali. È vero, in alcuni casi i prezzi sono lievemente superiori rispetto a quelli praticati in piazza del Popolo, ma in compenso Veruda ha un enorme parcheggio gratuito e questa è una ragione sufficiente per preferirla al centro storico. Inoltre il caffè è a buon mercato. Così tutto quello che si spende di più in frutta e verdura si risparmia parcheggiando gratis e pagando spiccioli il caffè del giorno. Ma poi è tutta questione d’abitudine. Coloro che amano il centrocittà amano il centrocittà, quelli che amano Veruda amano Veruda. Spingere i primi di là e gli altri di qua sarebbe rendersi colpevoli di profanazione. Anche i polesi hanno le loro piccole manie in fatto di preferenze … rionali.

Bancarelle e chioschi

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