Verteneglio. Un intreccio di voci e tradizioni

Nella chiesa di San Zenone si è svolto il concerto «Armonie di Natale» che ha riunito diverse realtà della CNI

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Verteneglio. Un intreccio di voci e tradizioni
Foto CI Verteneglio

Sotto la navata della chiesa parrocchiale di San Zenone, il tempo è sembrato fermarsi per lasciare spazio alla forma d’arte che più di ogni altra incarna lo spirito dell’Avvento: il canto corale. In una Verteneglio avvolta dall’abbraccio delle festività, si è rinnovato l’appuntamento con il concerto “Armonie di Natale”, trasformando il tempio in un cuore pulsante di musica, cultura e fratellanza.

Ad aprire la serata è stato Eric Persel, presidente della CI locale, che ha accolto il pubblico e le autorità con calorose parole. “È un piacere darvi il benvenuto in questa serata dedicata alla condivisione e all’amicizia,” ha esordito Persel, portando anche i saluti del Sindaco Neš Sinožić e ringraziando don Željko Rajičić per l’ospitalità. Il presidente ha voluto sottolineare il valore sociale del canto: un ponte che unisce Comunità vicine e lontane attraverso il filo rosso delle tradizioni comuni.

Dalle giovani promesse ai maestri

La serata è entrata nel vivo con il gruppo vocale dei giovani della CI di Verteneglio. Le ragazze, dai 14 anni in su, dirette dalla maestra Dionea Sirotić, hanno “rotto il ghiaccio” con freschezza ed energia, portando in scena classici come “Joy to the World” e “Deck the Halls”, a cui si è aggiunta “Što mi je milo”. Una dimostrazione di come la tradizione sappia rinnovarsi nelle voci delle nuove generazioni.

Da Visignano, il Coro misto della CI “Dott. Silvio Fortuna”, guidato dalla maestra Jovana Vučević, ha incantato i presenti con quasi venticinque anni di esperienza alle spalle. Il loro passaggio dalla dolcezza spagnola di “A la Nanita nana” al solenne “Božji sin”, senza tralasciare “Bianco Natale” ha toccato le corde più profonde dell’animo dei fedeli.
È stata poi la volta del coro “VoCI di Abbazia”. Sotto la sapiente direzione del maestro Petar Čučak Migliaccio, l’ensemble ha offerto un repertorio eclettico che ha visto brillare la commovente “Astro del Ciel” e la vibrante “Jesus”, affinacate da “Puer natus” e “L’italiano”, confermando la passione che li ha portati quest’anno fino a Budapest.

L’incanto delle “Ad Libitum” e il coro misto

Il canto “a cappella” è proseguito con il gruppo “Ad Libitum”. Le sette voci, cresciute tra le mura della Comunità locale, hanno dimostrato una tecnica impeccabile. Brani come “Ave Maria” di Elda Krajcar Percan, il tradizionale inglese “God rest ye Merry gentlemen”, “Pastori venite” e la suggestiva “Crown of Roses” di Čajkovski hanno creato un’atmosfera di pura introspezione, grazie anche alla direzione di Dionea Sirotić. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche a Chiara Bonetti per la collaborazione.

Infine, il padrone di casa: il Coro Misto di Verteneglio, diretto dalla maestra Karina Oganjan. Con una ventina di elementi, il coro ha spaziato dal canto natalizio medievale “Gaudete” a “Mentre il silenzio” di Marco Sofianopulo e alla tradizionale spagnola “A la Nanita nana”, dimostrando quella maturità artistica che lo ha reso protagonista nei festival internazionali dalle Dolomiti all’Ungheria.

Il culmine dell’emozione è stato raggiunto quando tutti i cori si sono uniti per l’esibizione collettiva del brano “In notte placida”. In quel momento, le barriere tra pubblico e artisti sono svanite: un’unica voce ha riempito la navata di San Zenone, suggellando una serata che non è stata solo un concerto, ma una vera e propria preghiera laica per la pace.
Con gli auguri finali del presidente Eric Persel a tutte le famiglie, Verteneglio ha spento le luci della chiesa portando con sé il calore di una tradizione che, anno dopo anno, continua a ricordare a tutti che la musica è il linguaggio universale del Natale.

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