Veralda, dove il vino è più dolce e armonioso

La pluripremiata famiglia Visintin vanta il certificato di produzione ecologica. «Se lasci che la vite si difenda con i propri meccanismi, diventa più resistente e l’uva è più buona»

Una veduta sui vigneti e sulla Cantina Veralda

Una famiglia con antiche tradizioni vitivinicole che salvaguarda queste e altre tradizioni, tipiche della cultura istriana, attraverso la Cantina Veralda. L’amore e la passione per la vitivinicoltura, a Luciano e Ketty Visintin, sono state tramandate dal nonno, con il quale sono cresciuti, aiutandolo già da bambini nei lavori in campagna. La svolta è avvenuta però nel 1998, quando passando per Castagnari, Luciano ha notato una grande superficie di vigneti abbandonati, che lo ha incantato per la meravigliosa posizione, ma nello stesso tempo abbattuto per le condizioni nelle quali erano ridotti i vigneti. Dopo meno di 24 ore ha preso quei vigneti in affitto e trasformato la sua vita in “vitivinicoltore al 100%”. Oggi produce annualmente circa 200mila le bottiglie di vino, principalmente Malvasia istriana e Refosco. Dopo numerosi premi, che tra gli ultimi vedono il “Best in show” conquistato con l’”Xtrian”, valutato come il miglior vino rosso monovitigno alla più grande competizione di vini a livello mondiale “Decantar World Wine Awards” di Londra e il titolo di “Boccale d’oro” assegnato alla “Malvasia prestige” dall’Associazione “Cavalieri di San Vincenzo”, la Cantina vinicola Veralda ha ottenuto pure il certificato di produzione ecologica. Il completo passaggio al sistema di produzione ecologico è iniziato sei anni orsono e da quest’anno il certificato ottenuto conferma che tutti i 26 ettari di vigneto e la cantina, oltre a sei ettari di oliveto, si trovano in un sistema certificato e controllato di produzione biologica e che i prodotti finali, vini e oli d’oliva, possono portare con orgoglio il riconoscibile marchio ecologico europeo di colore verde sulle loro etichette.
La parola ai… padroni

Olga e Ketty Visintin e Marina Diminić Visintin

“Non l’abbiamo fatto per noi, ma per i nostri figli e nipoti. Ci siamo resi conto non solo che la produzione biologica è la nostra strada, ma che semplicemente non ce n’è un’altra. Lavoriamo rispettando la natura come un’opera d’arte; non dovrebbe essere trattata 10-12 volte a stagione. Abbiamo concluso che come un bambino non ha bisogno di un antibiotico se ha solo il raffreddore, anche la vite dovrebbe essere autorizzata ad autodifendersi. Se lasci che la vite si difenda con i propri meccanismi, ottieni molto di più. Dopo sei anni di passaggio graduale all’eco-produzione, le viti sono diventare più resistenti e l’uva più buona e bella. E se nel vigneto cresce qualcosa che non dovrebbe, lo combattiamo con la zappa e non con il glifosato”, raccontano Luciano Visintin e sua sorella Ketty, soci dell’azienda vinicola di famiglia, della quale fanno parte pure la moglie di Luciano, Marina Diminić Visintin, che si occupa dell’amministrazione e delle vendite, mentre la loro figlia Olga, ancora studentessa, aiuta la zia Ketty, enologa, a lavorare in cantina.
Un iter lungo ma non impossibile

Luciano Visintin

Quindi nel vigneto si ha una produzione di uve biologiche, coltivate senza l’aiuto di sostanze chimiche di sintesi, quali concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere e senza l’impiego di organismi geneticamente modificati, mentre in cantina la vinificazione si esegue utilizzando soltanto i prodotti enologici e i processi autorizzati.
Ottenere il certificato ecologico per il vigneto, la cantina e l’oliveto è stata una procedura lunga e complicata, ma non impossibile, il cui risultato finale è la possibilità e il diritto di apporre un’etichetta ecologica su tutti i vini della vendemmia 2019. Sebbene non sia la prima in Istria ad adottare la produzione biologica, la cantina Veralda è stata una delle prime a farlo al 100%, con tutte le sue risorse, continuando così il proprio impegno pionieristico nella vinificazione istriana, che dura da quasi due decenni.
Degli attuali 26 ettari di vigneti di Veralda, il 50% è Malvasia, il resto Terrano, Refosco, Cabernet Sauvignon e Moscato bianco, che assieme producono ben dieci etichette di vini differenti. Quindi il nome Veralda è garanzia di un’azienda di tradizione familiare, che ha puntato decisamente sulla produzione di qualità riscoprendo antichi vitigni autoctoni. Veralda è il nome del luogo, nome degli antichi conti veneziani a suo tempo proprietari di queste terre, che hanno avuto una storia travagliata, ma hanno mantenuta intatta la dolcezza del paesaggio e la vocazione all’ospitalità e ai ritmi lenti della vita di campagna.
I vigneti della famiglia Visintin si estendono nel raggio di due-tre chilometri intorno al paese, quasi tutti su terra bianca, a base di arenaria, che dà origine a vini più eleganti ed equilibrati; prodotti che hanno ricevuto numerosi riconoscimenti e che vengono esportati in Giappone, Finlandia, Inghilterra, Ucraina, Germania, Ungheria, Slovacchia, Olanda e nelle vicine Slovenia e Italia.

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