Una forza istituzionale per richiedere la tutela del vitigno e del bicchiere

Seduta costitutiva dell’Associazione dei viticoltori «Bujska Malvazija – Malvasia di Buie»

Un vigneto del Buiese

“Bujska Malvazija – Malvasia di Buie”, questo il nome dell’Associazione dei viticoltori fondata con l’obiettivo di valorizzare la Malvasia buiese, vitigno della tradizione secolare e varietà autoctona di quest’area, per conquistare il marchio DOP, di origine protetta. Si è svolta nella sala del Consiglio, negli ambienti dell’UPA, l’Assemblea costitutiva dell’Associazione, alla quale ha partecipato pure il sindaco di Buie, Fabrizio Vižintin.

L’Assemblea costitutiva dell’Associazione

Gli esperti dicono «sì»
“Sono estremamente lieto di essere presente alla fondazione di quest’associazione. L’obiettivo è valorizzare al massimo il nostro prodotto vitivinicolo, individualmente riconosciuto a livello internazionale con importanti attestati. L’iniziativa è nata dai produttori di vino locali per proteggere la sua autenticità a livello europeo, come è stato fatto per il Moscato di Momiano. Vogliamo fare lo stesso per la nostra Malvasia di Buie, elevando la qualità dell’offerta. Abbiamo ricevuto conferma dall’Istituto per l’agricoltura e il turismo di Parenzo, un Istituto di ricerca pubblico, che opera alle dipendenze del Ministero della Scienza, dell’Istruzione e dello Sport della Repubblica di Croazia, che la nostra Malvasia fornisce un vino di qualità superiore e che quindi possiamo richiedere il marchio DOP”, ha dichiarato Vižintin confermando che la Città di Buie sostiene pienamente questo progetto.

Il segretario dell’Associazione, Valter Bassanese

Dal paglierino all’oro
Dal punto di vista storico, il vitigno della Malvasia istriana ha una tradizione antichissima, risalente addirittura a prima del Trecento. La Malvasia dell’ex Buiese, precisamente quella dell’Istria settentrionale, è nota per il suo colore, che varia dal giallo paglierino al giallo dorato ed è in grado di fornire uve di eccellente prelibatezza che si riflettono in vini di grande struttura e notevole raffinatezza, secchi, aromatici e molto armonici.

Il presidente Ireneo Celega con il suo vice Luciano Visintin

Valter Bassanese, direttore dell’Ente turistico locale, nonché segretario della “Malvasia di Buie”, ha dato il suo sostegno contribuendo alla parte burocratica inerente la costituzione dell’Associazione, mettendo a disposizione pure la sede, che sarà allo stesso indirizzo della Pro Loco locale, in via 1.maggio.

A presidente e vice sono stati eletti rispettivamente i connazionali Ireneo Celega e Luciano Visintin, quest’ultimo promotore dell’idea, che assieme ai viticoltori Josip Franković, Gianfranco Kozlović e Moreno Degrassi, formano pure la Giunta esecutiva dell’Associazione. Gli altri viticoltori, membri dell’Assemblea, sono Goran Vižintin, Patrik Sinković, Marino Markežić, Rino Prelac, Josip Vorić, Alen Labinjan, Robi Vuković, Franco Dešković, Milan Budinski e Andrea Bassanese.

Marijan Bubola

A caccia dell’etichetta
Marijan Bubola, dell’Istituto per l’agricoltura e il turismo parentino, ha spiegato che: “L’obiettivo è proteggere il marchio originario di Buie. Se si vuole realizzare una tipologia di vino che arriverà sul mercato dove vigono determinate regole, allora è necessario farlo attraverso la tutela del marchio d’origine. È positivo il fatto che gli venga assegnata un’etichetta con la quale potrà presentarsi ufficialmente. In questo modo tuteliamo anche il nome e nessun altro potrà usarlo”.

La Malvasia buiese

Attenti ai criteri
L’esperto dell’Istituto parentino ha fornito inoltre numerosi suggerimenti sui criteri che possono essere utilizzati per far rientrare un vino in questa categoria. Il criterio più importante è sicuramente la territorialità, ovvero il luogo in cui si trova il vigneto e dove si produce il vino. Come possibilità, viene menzionato il territorio con terra bianca (Buie, Santa Lucia verso Villanova, Verteneglio, Crassiza, Grisignana e alcune aree verso Portole). È stato particolarmente sottolineato che i criteri devono essere definiti con precisione nella prossima riunione e che sarebbe bene non essere troppo restrittivi. Si è parlato pure della resa minima prodotta in un anno, del metodo di conservazione, della posizione geologica del vigneto, delle proprietà organolettiche, dei riconoscimenti ottenuti da ciascuna varietà e di molto altro. I parametri specifici saranno definiti nella prossima riunione, che si svolgerà in aprile, mentre il procedimento per ottenere il marchio DOP a livello UE richiederà più tempo, in quanto dipende da vari fattori, istituzioni e commissioni. In ogni caso è un processo lungo. Ne è un esempio il Moscato di Momiano, il cui percorso iniziato ben otto anni fa dovrebbe essere completato nei prossimi giorni.

Il sindaco Fabrizio Vižintin

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