Una conquista civile: celebrata la Giornata dello Statuto istriano

Bilinguismo e convivenza al centro della celebrazione regionale

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Una conquista civile: celebrata la Giornata dello Statuto istriano
Foto di gruppo per i premiati e le autorità

È stata celebrata solennemente, nella storica Sala della Dieta Istriana — culla del parlamentarismo regionale, le cui origini risalgono al 1861 — la Giornata dello Statuto Istriano. Una cerimonia che non ha solo ricordato un atto normativo, ma ha ripercorso una vera e propria battaglia di civiltà che ha contribuito a definire il volto moderno di questa terra di confine.

Approvato il 30 marzo 1994, lo Statuto regionale nacque nel segno del pluralismo e del multiculturalismo. Il suo percorso verso il pieno riconoscimento fu però irto di ostacoli. La prima battuta d’arresto arrivò appena due settimane dopo l’approvazione: il 14 aprile, quando il Governo croato cassò ben 36 articoli. Un parziale riequilibrio si ebbe il 2 febbraio 1995, quando la Corte costituzionale riabilitò metà delle norme contestate, confermandone tuttavia l’abolizione per altre 18. Una decisione che colpì duramente i pilastri del bilinguismo e l’uso ufficiale della lingua italiana, limitando i diritti identitari della Comunità nazionale italiana. Solo con la seduta dell’Assemblea del 19 novembre 2001 furono definitivamente riaccolti gli articoli precedentemente aboliti, nel frattempo confermati dalla Corte costituzionale.

Oggi lo Statuto regionale rappresenta al contempo un documento giuridico e un vero e proprio manifesto culturale. Ha dato forma alla multiculturalità, alla tolleranza interetnica, alla convivenza pacifica e ai valori dell’antifascismo, anticipando i tempi e trasformando questi principi in una risorsa. Un patrimonio che si rivela attuale anche nell’Europa di oggi, nella consapevolezza che tali valori non costituiscono traguardi statici, ma processi quotidiani da alimentare attraverso il dialogo.

Ad aprire la cerimonia è stato il presidente dell’Assemblea regionale, Valter Flego, che ha ricordato il contesto storico in cui nacque lo Statuto: mentre la Croazia era ancora in guerra, in Istria si combatteva una battaglia civile e politica per il riconoscimento di un documento capace di unire memoria, presente e prospettiva futura.

La vicepresidente regionale in quota CNI, Jessica Acquavita, ha sottolineato il valore del bilinguismo quale elemento distintivo e arricchente della multiculturalità istriana. Il presidente della Regione istriana, Boris Miletić, ha definito lo Statuto una conquista fondamentale per i valori basilari del territorio. Concetti ribaditi anche da Monika Udovičić, segretaria di Stato al Ministero del Turismo e dello Sport, intervenuta in rappresentanza del premier Andrej Plenković; da Furio Radin, deputato della CNI al Sabor e vicepresidente del Parlamento, presente a nome del presidente Gordan Jandroković; e da Nikša Peronja, consigliere del presidente della Repubblica Zoran Milanović per i rapporti con le unità di autogoverno locale e regionale.

Tra gli ospiti figuravano il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, il presidente della Giunta esecutiva Marin Corva, il vicepresidente della Regione litoraneo-montana Toni Štimac, oltre a sindaci istriani, consiglieri regionali e numerosi rappresentanti istituzionali.

I riconoscimenti
La Giornata dello Statuto istriano è stata anche l’occasione per premiare enti e persone distintisi nella promozione dei valori regionali. Il riconoscimento della Regione istriana è stato conferito alla Banda d’ottoni della Società artistico-culturale “Matko Laginja” di San Lorenzo del Pasenatico, al Club di canottaggio “Istra” di Pola e all’Associazione dei non vedenti della Regione istriana. Un riconoscimento alla memoria è stato inoltre assegnato alla maestra Linda Milani, ritirato dalla figlia Serena Bonassin.
Il programma musicale è stato affidato alla cantante pisinese Iva Gortan e alla Big Band di Pola, che ha eseguito anche l’inno nazionale e quello regionale.

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