Una carta d’identità per le olive

L’Agenzia per lo sviluppo di Verteneglio, in collaborazione con l’Istituto per l’agricoltura e il turismo di Parenzo, ha pianificato e realizzato un progetto incentrato sullo studio della diversità biologica delle olive nel comprensorio comunale

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Una carta d’identità per le olive

È noto come le varietà di olive dell’Istria sono una vera e propria ricchezza naturale. Al fine di proteggerla e preservarla al meglio, era necessario conoscere la biodiversità olivicola esistente e le risorse genetiche dell’area. A tale scopo, l’Agenzia per lo sviluppo di Verteneglio, in collaborazione con l’Istituto per l’agricoltura e il turismo di Parenzo, ha pianificato e realizzato un progetto, concluso nei giorni scorsi, per la ricerca sulla diversità biologica delle olive nel Comune di Verteneglio. Una sorta di “carta d’identità” delle olive, che ha fatto emergere numerose curiosità. Proprio come l’essere umano differisce nell’impronta digitale ed è fisicamente caratterizzato dal colore degli occhi e dei capelli, dai tratti del viso, dall’altezza o dalla postura, così lo sono pure le olive. Ogni albero è caratterizzato dalla sua forma e dalle specificità di foglie, frutti, semi e fiori. Come quella umana, pure la molecola del DNA dell’oliva contiene informazioni sulle sue caratteristiche generali. Il codice genetico, tra l’altro, ne determina la suscettibilità alle malattie, la resistenza ai parassiti, alla temperatura e alle condizioni ambientali, la fertilità, la composizione chimica, le caratteristiche aromatiche dei frutti e dell’olio vergine d’oliva, fornendo un materiale ereditario per le generazioni future. Quest’insieme di tratti caratteristici, in poche parole, costituisce ciò che gli esperti definiscono come genotipo. Guidati da questo fatto, gli scienziati dell’Istituto, Marin Krapac e Danijel Poljuh, hanno realizzato una carta personale per ciascuno dei 20 olivi secolari, individuati e contrassegnati in diversi punti del Comune di Verteneglio. Ciascuno è stato monitorato, analizzato e descritto durante tutto il ciclo vegetativo, utilizzando una metodologia prescritta a livello internazionale.

La “carta d’identità” delle olive

9 tipi e 8 ge9 tipi e 8 genotipi diversinotipi diversi

L’analisi morfologica e molecolare degli alberi marcati ha mostrato così che nel gruppo di quelli analizzati, in base alla morfologia, si possono distinguere almeno 9 tipi diversi, mentre l’analisi molecolare ha rilevato la presenza di 8 genotipi diversi. Il database Crolive (https://cpgrd.hapih.hr/gb/fruit/olive) è il primo e finora unico database pubblicamente disponibile dei profili genetici delle varietà di olive in Croazia, mentre il database del Laboratorio di genetica dell’Istituto per l’agricoltura e il turismo di Parenzo, ha stabilito che alcuni di questi alberi appartengono alle varietà “Poreč rosulja” e “Črnica”, o sono loro parenti stretti. Nel caso di altri due alberi si tratta di genotipi finora sconosciuti. Invece, il confronto con i genotipi delle varietà introdotte di Leccino, Frantoio, Arbequina, Carolea e altre, ha dimostrato pochissima somiglianza con i genotipi del Comune di Verteneglio, a dimostrazione delle specificità dell’assortimento autoctono istriano.

”È importante aumentare il livello di conoscenza, registrare e identificare correttamente la nostra gamma, perché soltanto con una buona conoscenza delle risorse da cui partiamo possiamo contribuire alla pianificazione della loro gestione e al miglioramento. Questa descrizione dettagliata è una base di qualità per un’ulteriore valorizzazione dell’assortimento di olive autoctone, che rappresenta il nostro patrimonio naturale. Occorre moltiplicare il prezioso materiale vegetale, studiarne più dettagliatamente il potenziale economico e, se necessario, includerlo nelle Collezioni nazionali dei geni vegetali. Esiste un grande e finora insufficientemente sfruttato potenziale per la promozione delle specificità olivicole nel settore turistico, dove l’unicità del codice genetico delle nostre olive può servire ad arricchire il patrimonio culturale, ma anche le offerte gastronomiche della destinazione”, ha rilevato la ricercatrice Danijela Poljuha. In quale misura e in che modo si utilizzerà questa ricchezza messa a disposizione dalla natura dipende dalla consapevolezza, dall’inventiva e dall’imprenditorialità dei vertici comunali della località. L’olivo è li ad aspettarli.

Un oliveto di Verteneglio

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