«Un ponte di amicizia» con Bibione

Le classi seconde della SEI «Edmondo De Amicis» e della Scuola primaria «Aristide Gabelli» hanno realizzato un gemellaggio dal quale è nato il video «Campana», premiato dalla Giunta regionale del Veneto nell’ambito delle attività per la commemorazione del Giorno del Ricordo

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«Un ponte di amicizia» con Bibione
Bambini, insegnanti e genitori che hanno partecipato al video. Foto: NICOLE MIŠON

Non è mai troppo presto per iniziare a studiare la storia. Ce lo dimostrano gli alunni della classe seconda della SEI “Edmondo De Amicis” di Buie, assieme a quelli della Scuola primaria “Aristide Gabelli” di Bibione, i quali hanno realizzato un progetto volto a ripercorrere le radici comuni che per secoli hanno unito (e continuano a unire) le due sponde dell’Alto Adriatico. Le due scolaresche hanno instaurato un gemellaggio e nel corso dell’anno scolastico hanno lavorato insieme a distanza, condividendo lettere, video, disegni ed esperienze. Il frutto di tanto impegno misto a curiosità ed entusiasmo è il video “Campana”, premiato al concorso indetto dalla Giunta regionale del Veneto nell’ambito delle attività per la commemorazione del Giorno del Ricordo sul tema “La memoria del passato romano e veneziano in Istria, Fiume e Dalmazia non potrà mai essere cancellata perché in questi posti anche le pietre parlano italiano”. Il cortometraggio è stato presentato presso la Comunità degli Italiani di Buie, sempre disponibile ad aprire le sue porte alle scuole, accogliendo gli alunni e gli insegnanti con tanto calore e cordialità, come dimostrato dalla presidente del sodalizio Lena Korenika nel dare il benvenuto a tutti. Alla serata erano presenti pure il vicesindaco in quota CNI Corrado Dussich e il sindaco di Grisignana Claudio Stocovaz.

Un incontro casuale
Tutto ha avuto inizio da un incontro quasi casuale: durante un aggiornamento professionale per docenti organizzato dall’associazione “Le due rive” l’insegnante Simona Morsanutto ha avuto l’opportunità di visitare Buie, rimanendo colpita dalla sua storia e dal suo patrimonio culturale. Da lì è entrata in contatto con la collega Milena Saina della “Edmondo De Amicis”, la quale ha accettato subito la proposta di sviluppare assieme il progetto. Oltre a loro, al gemellaggio hanno lavorato pure Luciana Speretta e Samanta Zammarian della scuola di Bibione e Antea Belli Biloslavo e Vilma Grazia Žmark dell’elementare buiese.
Grazie a questa collaborazione i bambini hanno scoperto che tecnologia e passato possono andare a braccetto, che l’amicizia può nascere anche a distanza, ma anche che è molto bello avere degli amici di penna, aspettare le loro risposte scritte a mano e i loro disegni colorati. Sono stati proprio gli alunni a intitolare il progetto “Un ponte di amicizia”, dimostrando la volontà di unire simbolicamente due realtà simili, ma allo stesso tempo diverse. Gli obiettivi di questo lavoro, che proseguirà anche nei prossimi anni scolastici, è quello di favorire la conoscenza e l’amicizia tra bambini di diverse realtà geografiche e culturali, nonché promuovere lo scambio di esperienze, idee e tradizioni. Senza tralasciare lo sviluppo del senso di appartenenza a una comunità più ampia e lo stimolo dell’interesse e della curiosità per il mondo circostante, il tutto attraverso un apprendimento coinvolgente e divertente.
“Anni fa avevo visitato Buie grazie al seminario ‘Le due rive’. Ricordavo che c’erano i Romani, i Veneziani, si parlava l’istroveneto, quindi ho pesato di scrivere una storia, ma anche di contattare la collega Milena – ha spiegato la docente Simona Morsanutto –. Quando esce il bando di concorso, viene pubblicata una tabella di merito per essere valutati; più cose si inseriscono, più possibilità ci sono di vincere. Uno dei punti necessari è collaborare per costruire un prodotto con un’altra scuola. La collega ed io ci siamo incontrate all’M9 (Museo del ‘900) di Mestre, poi ci siamo sentite per telefono e abbiamo iniziato a scambiarci idee e video”.
Attraverso questi filmati, realizzati con gli smartphone (anche per far capire agli alunni quanto lavoro ci sia dietro a un video di pochi minuti), i bambini delle due scolaresche hanno iniziato a conoscersi, ma anche a entrare in contatto con la realtà di Bibione e Buie. “Mentre guardavamo un video di piazza San Servolo, un bambino ha commentato ‘Maestra, questa è Venezia!’, proprio perché con le sue pietre e i suoi edifici assomiglia molto ai campielli della città lagunare – ha detto Simona Morsanutto –. Abbiamo scritto la storia e l’abbiamo condivisa; poi un giorno Luciana e io siamo venute a Buie con una lettera di accompagnamento per la preside Katria Šterle Zahtila e abbiamo raccontato ai bambini che cosa avremmo fatto”.

Lena Korenika, Milena Saina, Simona Morsanutto e Luciana Speretta.
Foto: NICOLE MIŠON

Coinvolgere i genitori
Il video basato sul gioco della campana è stato realizzato dai bambini e dai loro docenti, coinvolgendo pure i genitori, diventati attori per un giorno. Il gioco è il linguaggio universale con cui comunicano i bimbi, permettendo loro anche di venire a conoscenza della storia. “Grazie a questo progetto i nostri alunni hanno riscoperto il gioco della campana ormai dimenticato, loro nemmeno lo conoscevano – ha affermato la maestra Milena –. Facendo delle ricerche abbiamo scoperto che nel foro romano c’è un percorso simile che veniva usato per far allenare i soldati”.
Il cortometraggio è stato girato negli spazi delle due scuole, a Bibione tra i resti di una villa romana e in piazza San Servolo a Buie. Le due cittadine sono molto diverse esteticamente; quella veneta, adagiata lungo la costa sabbiosa, è nata in seguito alle bonifiche avviate nel 1939 dal regime fascista. Nel corso degli anni ‘50, in seguito all’esodo giuliano-dalmata, molti profughi avevano ricevuto dei lotti di terreno in quella zona, all’epoca considerata di scarso valore, dove sorsero le cosiddette casette degli istriani. Oggi ne sono rimaste in piedi solo alcune, l’area è diventata attrattiva dal punto di vista edile, i terreni vengono comprati da privati che vi costruiscono la loro villa, cancellando così parte dell’identità locale. Inoltre, Bibione è una destinazione turistica importante, sovraffollata in estate, però vuota in inverno, quindi molti bambini non vivono a contatto quotidiano con nonni e bisnonni, cosa che invece è normale nella cittadina buiese.

Due realtà diverse
“Quando abbiamo guadato uno dei video degli alunni di Buie, un bimbo in classe ha esclamato: ‘Ma parlano in dialetto come mia nonna’ – ha osservato divertita l’insegnante Simona –. Da noi il veneto si sta perdendo, mentre qui in Istria è ancora vivo, quindi tramite questo scambio lo apprendiamo anche noi”. Entrambe le classi hanno 17 alunni: presso la “Edmondo De Amicis” tutti sono di madrelingua italiana, mentre quelli della “Aristide Gabelli” appartengono a 7 madrelingue diverse. “Nella scuola primaria lavoriamo molto sull’apprendimento dell’italiano, senza la padronanza di questa lingua gli alunni hanno poi difficoltà anche nelle altre materie, perché la matematica ad esempio richiede la conoscenza dell’italiano – ha chiarito Simona –. Inoltre, per i nostri bambini vedere come si fa scuola qui è fantastico, ci sono due sistemi diversi e anche per noi insegnanti dà più ampio respiro questa cosa”.
Alla serata a Buie erano presenti solo i bambini della “Edmondo De Amicis”, ma le due scolaresche si sono riunite all’M9 di Mestre per la premiazione del loro lavoro, incontrando finalmente tutti quei volti che fino ad allora avevano visto soltanto attraverso uno schermo. I progetti però non sono finiti qui, il gemellaggio va avanti e le prossime tappe sono un primo incontro tra ottobre e novembre a Bibione per godersi la magnifica riviera sabbiosa e poi un altro a novembre a Buie per la raccolta delle olive. “I soldini vinti al concorso li vogliamo investire sia negli incontri tra le due realtà, sia nella realizzazione di altri cortometraggi – hanno spiegato le due maestre –. Un ringraziamento va anche a tutti i colleghi che ci hanno supportato e aiutato e ai genitori che si sono resi disponibili anche partecipando al video”.
Nel corso della serata c’è stato un intermezzo musicale, durante il quale gli alunni della classe seconda di Buie, accompagnati al pianoforte dall’insegnante di musica Vilma Grazia Žmak, hanno eseguito “Sarà perché ti amo” e “Felicità”. Due brani molto amati, conosciuti da tutti, che rappresentano la vivacità e la gioia dei piccoli protagonisti. Oltre ad avere partecipato diverse volte al concorso della Giunta Regionale del Veneto, l’insegnante Simona Morsanutto vorrebbe trasformare una delle casette degli istriani in un museo etnografico per preservarne la memoria e tramandarne la cultura.
Un progetto di ampie vedute, in grado di coinvolgere bambini, docenti e genitori, perché come ricorda De Gregori alla fine del cortometraggio premiato “La storia siamo noi,/ siamo noi che scriviamo le lettere,/siamo noi che abbiamo tutto da vincere e tutto da perdere”.

I bambini giocano a campana.
Foto: SEI BUIE

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