Un Ospedale d’eccellenza grazie anche allo Stato

Il premier Andrej Plenković in visita all’Ospedale di Pola, assieme al presidente ad interim della Regione Fabrizio Radin e ai ministri Oleg Butković, Gari Cappelli e Vili Beroš. Foto HINA/ Daniel SPONZA/ ml

Una giornata tutta all’insegna dell’Istria ieri per il presidente del governo della Repubblica di Croazia, Andrej Plenković, affiancato dal ministro della Sanità Vili Beroš, dal ministro del Turismo Gari Cappelli e dal capo del dicastero del Mare, del Traffico e delle Infrastrutture Oleg Butković, nonché da diversi parlamentari. La tappa principale è stata quella a Pola per una passeggiata in anteprima all’interno delle nuove strutture ospedaliere in fase di completamento e soprattutto per le firme conclusive da apporre al contratto di assegnazione dell’ultima tranche di 150 milioni di kune necessari all’ultimazione del progetto di costruzione, arredamento ed equipaggiamento dei nuovi edifici in funzione della più grande istituzione sanitaria dell’Istria. Il documento contrattuale per la messa a frutto di quello che è l’investimento più importante nella Regione istriana negli ultimi 25 anni, per un valore complessivo di 788 milioni di kune, presentava già le sottoscrizioni del ministro delle Finanze Zdravko Marić e del ministro della Sanità Vili Beroš; ieri si sono aggiunte anche le firme del presidente della Regione istriana ad interim Fabrizio Radin e della direttrice dell’Ospedale di Pola, Irena Hrstić. In tal modo è stato formalizzato fino in fondo l’atto di finanziamento alla presenza del capo del governo.

Andrej Plenković, Fabrizio Radin e Boris MIletić.
Foto HINA/ Daniel SPONZA/ ml

Un progetto strategico
Come da termini contrattuali si tratta di una copertura finanziaria assicurata nella misura del 75 per cento dal Ministero della Sanità e del 25 per cento dalla Regione istriana, mentre l’istituzione beneficiaria risulta titolare del prestito. Nell’esprimere la propria soddisfazione per il traguardo raggiunto, Andrej Plenković, si è detto convinto che ciò rappresenti “una conferma della volontà governativa di sostenere l’Istria nella concretizzazione dei suoi progetti strategici e di sviluppo dell’infrastruttura sanitaria”, ma anche di “supportare un sistema sanitario efficiente e confacente ai 1.300 impiegati della struttura sanitaria regionale e ai 210mila abitanti dell’Istria che ricorrono a questi servizi e che in piena stagione turistica diventano 400mila, per cui si deve essere in grado di fornire un servizio di assistenza sanitaria adeguato e degno di un Paese membro dell’Unione europea“.
Riassumendo gli antefatti, per assicurare la copertura finanziaria alla costruzione dell’ospedale da parte dello Stato e della Regione, Fabrizio Radin ha sottolineato che l’Assemblea istriana a suo tempo aveva deciso all’unanimità di farsi carico di parte dell’investimento a favore di un’istituzione di cui si è gli unici fondatori. “Tanto era scaturito dalla convinzione che il settore pubblico sanitario sia insostituibile nonostante tutte le privatizzazioni in corso. Il medesimo – ha detto ancora il presidente della Regione ad interim – va sviluppato e rafforzato per quanto attiene agli aspetti infrastrutturale, finanziario e dell’assicurazione delle risorse umane professionali, perché a tutti è ormai chiaro, soprattutto oggi – con l’epidemia di coronavirus che non è esterna, ma dentro all’Europa – che soltanto un sistema sanitario pubblico ben organizzato ed equipaggiato può rappresentare una garanzia per la salvaguardia della salute dei nostri cittadini“. Fabrizio Radin ha quindi sottolineato che per il completamento della costruzione dell’Ospedale, la Regione istriana ha incontrato il pieno sostegno e la comprensione del presidente del governo e dei ministri della Sanità e delle Finanze. Un ringraziamento è quindi doveroso per ragioni di “elementare correttezza politica”, affinché non risulti che si è sempre critici nei confronti del governo, bensì si è pronti pure a un riconoscimento pubblico nei casi quando si incontra il supporto e l’aiuto dello Stato. Poi l’augurio affinché i cittadini dell’Istria possano fruire dei servizi di assistenza sanitaria nelle nuove strutture dotate di moderne attrezzature mediche quanto prima, al massimo entro un anno. Pur non essendo condotta del tutto a termine, l’impresa di costruzione dell’Ospedale è già per la direttrice Irena Hrstić un obiettivo raggiunto e un buon motivo di grande gioia; da qui la necessità di aggiungere parole di gratitudine nei confronti del capo del governo e di tutti coloro che hanno reso fattibile una progettazione da considerarsi all’avanguardia dall’aspetto tecnico-tecnologico. Agli auguri collettivi si sono aggiunti pure quelli del ministro Vili Beroš, per cui si spera che l’unica istituzione ospedaliera specializzata in cure acute della Regione istriana contribuisca ad elevare lo standard medico-assistenziale e diventi un Centro d’eccellenza sanitaria dell’Istria e della Repubblica di Croazia. Ora, l’apposizione delle ultime firme contrattuali dà il vento in poppa agli sforzi per l’ultimazione dei lavori e il trasferimento definitivo dei reparti ospedalieri.

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