Umago. Il lungomare, una bella realtà

Realizzato il primo tratto che va da Spina a San Pellegrino. Demolite le recinzioni illecite

Un tratto del lungomare tra Spina e San Pellegrino

Quando la Città di Umago aveva deciso di procedere alla realizzazione di una passeggiata costiera lunga quasi quaranta chilometri, l’idea principale era quella di abbattere tutte le barriere che impedivano l’accesso al demanio marittimo e dunque garantire la libera circolazione della gente lungo la riviera umaghese.

 

Allora gli scettici non erano pochi, perché questo significava abbattere non soltanto qualche albero, ma soprattutto i muretti e le recinzioni delle villette che da Spina a San Pellegrino arrivavano fino al mare. Ne sono proprietari soprattutto cittadini stranieri, perché nelle zone citate gli abitanti locali si possono contare sulle dita di una mano. La trascuratezza del sistema aveva permesso dunque l’usurpazione di parte della costa, ma ora che la passeggiata nella sua prima fase è stata realizzata, tutti sono soddisfatti. O almeno quasi tutti, perché i proprietari delle villette hanno dovuto rinunciare a quella parte della costa che avevano “privatizzato”.

Il nuovo tratto della passeggiata è riservato ai pedoni e ai ciclisti: l’ideale per la ricreazione e lo svago. In alcuni punti è stato necessario costruire dei muri di sostegno, provvedere al riassetto della spiaggia e delle aree verdi. Allestite pure due aree di sosta con delle panchine, come pure vari contenuti sia per i bambini che per gli adulti. Il percorso è stato dotato dell’illuminazione pubblica Led ed arricchito di nuove piante.

Un percorso per pedoni e ciclisti

L’usurpazione del demanio marittimo, comunque, ancora oggi è presente su chilometri di costa. Una sua parte, però, è stata liberata e la costa ora è accessibile a tutti. Ma la strada da fare è ancora tanta, con la seconda fase di costruzione del lungomare da San Pellegrino fino all’ex cementificio e poi fino a Muiella e Salvore. La municipalità, tramite l’Ufficio del sindaco Vili Bassanese, fa sapere che le difficoltà non saranno poche, perché le procedure sono lunghe.

Collegare con una passeggiata il campeggio Park Umag e Monte Rosso, per un tratto di 36 chilometri è cosa ardua. Di mezzo ci stanno l’ex cementificio, oggi Terra Istriana, poi il tratto dal molo del cementificio a Muiella, Pozioi e al conservificio di pomodoro, le cui recinzioni non entrano in mare, ma toccano il demanio marittimo. Se un domani la fabbrica dovesse chiudere e al suo posto dovesse sorgere un impianto turistico, allora qualcuno potrebbe chiedere la concessione della costa e questo sarebbe un problema. A rappresentare l’ostacolo più grande è Monte Rosso, dove ci sono numerose case di villeggiatura, quasi nella totalità di proprietà di cittadini sloveni, che si sono spinti fino al mare, privatizzando anche i sentieri d’accesso: le tabelle “Privatni pot” in passato hanno sollevato infiniti scandali.

Una quindicina d’anni fa, l’idea di un lungomare a 4 stelle era venuta all’allora sindaco di Umago Vlado Kraljević (DDI), ma il progetto è stato avviato soltanto molti anni dopo dall’attuale sindaco Vili Bassanese (SDP), il quale si è detto deciso ad andare fino in fondo.

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