Umago. Cimitero di Sant’Andrea: un raggio di speranza

Per il suo recupero la Città ha stanziato 750mila kune

La chiesetta del cimitero di Sant’Andrea

Ci sono buone notizie per il recupero del cimitero dismesso di Sant’Andrea di Umago. Si è infatti in attesa di un finanziamento di 750mila kune da parte della Città, in quanto il cimitero figura tra i tanti progetti da finanziare con i mezzi del bilancio. Lo stesso progetto sarà inoltre candidato ai fondi del Ministero della Cultura, quale importante testimonianza storica da recuperare, soprattutto per quanto riguarda la salvaguardia delle tombe storiche.

Floriana Bassanese Radin

La vicesindaco Floriana Bassanese Radin, presidente della locale Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza”, che mantiene ottimi rapporti di collaborazione con la Famiglia umaghese di Trieste, da anni s’impegna per il recupero del cimitero di Sant’Andrea. Un camposanto storico, dove si pensa di ricostruire la cappella, oggi semidiroccata, risistemare le tombe storiche e creare un’area verde, principalmente per non dimenticare il passato di Umago.

Lapidi storiche da recuperare

Umago lo deve nel rispetto della propria storia, come sottolinea la vicesindaco Bassanese Radin. “L’assessorato cittadino all’Assetto territoriale e alla tutela ambientale – afferma – ha ripreso le attività riguardo al recupero e al ripristino del vecchio cimitero abbandonato di Sant’Andrea, che si trova fra la Tipografia e la Scuola elementare. Si tratta di un cimitero che ha una valenza importante per la memoria storica. La chiesa di Sant’Andrea dava il nome all’intera contrada. Nella chiesa a svolgere le funzioni religiose era l’omonima confraternita, della quale troviamo sicura menzione già nel 1490 (Scola Sancti Andree). Si trattava di un’associazione di pescatori avente per scopo di tributare al Santo culto pubblico e di procurare ai soci aiuti spirituali in vita e dopo la morte. Il piano urbanistico prevede la creazione di una zona verde nell’area del cimitero abbandonato e il recupero della chiesetta, oggi senza copertura perché l’intera struttura è crollata, su progetto dell’architetto Emil Jurcan della Cooperativa Praksa di Pola. Dunque un cimitero che di storia ne ha tanta: un ulteriore contributo alla secolarità del posto proviene dalla lapide della famiglia Smergo, risalente al 1613 e munita di stemma nobiliare”.
Il cimitero di Sant’Andrea è rimasto in funzione fino al 1890, quando nei pressi della chiesa campestre di San Damiano ne venne costruito uno nuovo, quello attuale, più volte ingrandito perché con gli anni le sepolture si sono moltiplicate.

Alcune tombe nel più completo stato d’abbandono

All’interno del cimitero di San Damiano, lungo le file di cipressi, tombe antiche e logorate dal tempo, troviamo monumenti tombali, lapidi ed epitaffi che rappresentano una testimonianza autentica della presenza storica, umana, culturale della popolazione italiana e istroveneta, una testimonianza che va tutelata con una normativa adeguata che ne impedisca il degrado e la sua scomparsa.
Sulla cappella del cimitero di San Damiano c’è una targa che ricorda tutti gli umaghesi sparsi per il mondo, ma non coloro che sono scomparsi nelle foibe o in situazioni misteriose prima e dopo la Seconda guerra mondiale, un argomento tabù da tanti decenni.
Ora il cimitero di Sant’Andrea potrebbe essere inserito tra i progetti da finanziare, ma anche questo dipenderà dal Bilancio, che come noto è fortemente condizionato dalla diminuzione delle entrate a causa del Covid-19, che ha ridotto fortemente le attività economiche in questo 2020.

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