Tutela e promozione delle gru d’acacia

Il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca stanzia attraverso il FLAG «Pinna Nobilis» 446.220 kune per la salvaguardia delle tradizioni locali

Le gru d'acacia a Salvore

“Grue: tutela e promozione delle tradizionali gru in legno per imbarcazioni” è stato il tema della conferenza stampa svoltasi ieri in Municipio e promossa dalla municipalità in collaborazione con il Museo civico. Un argomento legato alla tradizione marinara di quest’area dell’Adriatico, che vanta pure la batana salvorina, piccola imbarcazione con una finestra di vetro sotto alla prora, diversa da quella tipica rovignese, ma molto efficace per la pesca con la lampara e con la lenza per i calamari, chiamata “puscia”. Barca che, in assenza di porti, veniva issata su delle gru in legno d’acacia, al riparo dalle mareggiate. Come spiegato ieri nel corso della conferenza stampa, alla quale hanno partecipato il sindaco Vili Bassanse, l’assessore all’Amministrazione cittadina Slaviša Šmalc e la direttrice del Museo civico Biljana Bojić, nonché Danilo Latin presidente del Gruppo d’azione locale per la pesca (FLAG) e Silvano Pelizzon, a nome dell’associazione “Batana salvorina”, l’importo totale dei finanziamenti per il progetto di tutela delle gru d’acacia ammonta a 446.220 kune, stanziate nell’ambito della sottomisura 2.3.1. Sostegno alle attività di promozione, commercializzazione e conservazione della tradizione e del patrimonio ittico e marittimo del territorio del FLAG, nel quadro d’attuazione della Strategia di sviluppo locale della pesca del FLAG “Pinna nobilis” per il periodo 2014 – 2020. Questo progetto è finanziato dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

Vili Bassanese, Slaviša Šmalc e Biljana Boijć all’incontro stampa

Conservare il patrimonio etnologico
Lo scopo del progetto “Grue” è quello d’identificare, preservare, valorizzare, promuovere e tramandare il patrimonio etnologico, marittimo e ittico di Umago, ovvero l’arte tradizionale di tutelare le barche con l’ausilio delle gru in legno d’acacia. Il progetto è destinato all’intera comunità con l’obiettivo di sensibilizzare la collettività in merito all’importanza del patrimonio culturale e del suo uso sostenibile, rafforzando al contempo il ruolo dei pescatori locali nei processi di conservazione del proprio patrimonio.
Il sindaco Vili Bassanese ha sottolineato che un tempo, più di cent’anni fa, soprattutto a Salvore e successivamente lungo tutta la costa umaghese, l’unico modo per salvare le barche dalle mareggiate fuori dai porti erano le gru. Fatto che si lega all’arte del fai da te, sia nel modo di costruire le piccole batane, che avevano circa 4 metri di lunghezza ed erano molto leggere perché costruite senza “corbe” in legno di rovere, che oggi stanno scomparendo con gli ultimi maestri d’ascia.

Una batana issata sulle gru in legno d’acacia

Biljina Bojić ha ricordato che oggi le gru si trovano solamente a Bassania, lungo la costa di Salvore e Umago e fino a Carigador e che per valorizzarle i mezzi ottenuti serviranno per fare delle pubblicazioni, probabilmente qualche documentario e dei laboratori di tipo virtuale. Successivamente queste gru, oggi messe a dura prova dal tempo, saranno anche restaurate, perché in certe zone cadono a pezzi.
Dunque Umago cerca di dare la giusta importanza alla tradizione marinara e a quella dei maestri d’ascia, che con pochi attrezzi a disposizione sapevano costruire una barca molto versatile, agilissima nella pesca con la lampara, adatta anche ai fondali molto bassi e ideale per la pesca dei calamari non soltanto con la lenza o “puscia”, ma anche con il pescafondo. In più di cent’anni ha sfamato molte famiglie, ma soprattutto ha fatto capire che prima del motore c’erano i remi in frassino, molto flessibili, con i quali la barca letteralmente scivolava sull’acqua. Da Umago a Salvore e viceversa, chi andava a “fogo”, prima dell’arrivo dei primi fuoribordo “Tomos”, lo faceva remando anche per tutta la notte.

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