Turismo. Sotto il sole va tutto bene ma problemi e sfide non mancano

Nenad Velenik, direttore della Pro loco cittadina, analizza i primi sei mesi dell’anno

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Turismo. Sotto il sole va tutto bene ma problemi e sfide non mancano
Via Decumana invasa dai turisti. Foto: DENIS VISINTIN

La stagione turistica a Parenzo prosegue bene, confortata dagli straordinari risultati prestagionali, superiori a quelli dell’anno record 2019. Il settore però sta andando incontro a nuove sfide: i prezzi stanno salendo, la manodopera che da noi manca giunge dall’ex Jugoslavia, dall’est europeo e anche dall’Asia. In Ucraina è in corso una guerra, mentre il coronavirus fa registrare numeri elevati. Come riportato nei giorni scorsi, il 28 giugno la sola Parenzo aveva superato il milione di pernottamenti; tutto il Parentino, esclusa Orsera, 2 milioni. Di questo e delle prospettive per la stagione abbiamo parlato con Nenad Velenik, direttore dell’Ente turistico di Parenzo.

Nenad Velenik.
Foto: DENIS VISINTIN

In questa prima parte dell’anno si notano numerosissime targhe straniere a Parenzo, particolarmente da Pasqua a questa parte. In alcuni fine settimana in via Decumana sembrava di essere ritornati agli anni migliori del turismo parentino. Ristoratori, commercianti e altri del settore si sfregano le mani per la soddisfazione. Ci può riassumere l’andamento?
“Nel territorio di competenza dell’Ente turistico parentino dal 1.mo gennaio al 31 giugno sono stati registrati 232.000 arrivi e 1.058.000 pernottamenti, con un indice di 102 nel primo caso rispetto al 2019, di 100 nel secondo. I principali bacini d’emissione sono stati l’Austria, la Germania, la Croazia, la Slovenia e l’Italia. Nel mese di giugno gli arrivi sono stati 103.000, i pernottamenti 559.000. Rispetto al 2019, gli arrivi sono stati superiori del 5%, mentre il numero dei pernottamenti si è mantenuto sugli stessi livelli. Il 16 giugno abbiamo toccato i 23.000 ospiti giornalieri. Nei primi sei mesi, rispetto al 2019, gli alberghi hanno conseguito il 96% dei pernottamenti, le strutture private il 120%, quelle non commerciali il 95%. Se si procederà di questo passo, per Parenzo sarà un’ottima stagione. Gli eventi sportivi hanno influito sugli ottimi risultati prestagionali, andati ben al di là della media e in alcuni periodi superiori del 30% rispetto al 2019. Il posizionamento delle festività cattoliche di giugno ha favorito i risultati del mese, superiori del 4% rispetto a quelli del 2019; maggio, invece, è stato un po’ sottotono. Hanno predominano i mercati tedesco e austriaco, con enormi passi avanti in rapporto al 2019. L’incidenza tedesca è aumentata del 28%, quella austriaca dell’11%, il che ci dà vento in poppa, grazie anche alla collaborazione promozionale con l’Ente turistico regionale”.

Quest’andamento ha sorpreso tutti. Visti gli ottimi risultati finora conseguiti, che cosa ci attende nel futuro prossimo?
“Attualmente si stanno riempiendo i posti a disposizione per luglio e agosto e se le prenotazioni proseguiranno con la stessa intensità come finora, saremo alle soglia di un’altra ottima stagione turistica”.

Il coronavirus incombe ancora e in Ucraina si sta combattendo. Come si riflette la situazione internazionale sul mercato turistico croato?
“I mercati ucraino e russo negli ultimi anni occupavano tra il 5 e il 7% del complessivo mercato turistico della nostra destinazione turistica. Sono del parere che potremo compensare l’eventuale riduzione della presenza degli ospiti russi e ucraini con gli altri mercati”.

Osservando i listini prezzi si notano degli aumenti nei ristoranti, nei caffè bar, negli alberghi. Si ha l’impressione che non sempre la qualità equivalga al prezzo. Per certe fasce turistiche la destinazione turistica parentina appare cara?
“Parenzo è una destinazione automobilistica e l’aumento dei prezzi del carburante ha certamente influito sulla maggiore attenzione dei nostri ospiti, ma non ha necessariamente ridotto l’interesse. L’aumento del costo delle fonti energetiche ha comportato anche quello dei generi alimentari e dei servizi. Si ha l’impressione che dopo due anni di coronavirus gli ospiti siano pronti ad accantonare più soldi per i servizi forniti, servizi che d’altronde sono aumentati pure nei loro Paesi d’ origine”.

Si nota, quest’anno più che mai, la carenza di forza lavoro locale e nazionale e un numero maggiore di manodopera estera. Oltre a quella proveniente dal mercato ex jugoslavo, si notano presenze dell’est Europa, ma quest’anno anche dall’Asia. I camerieri croati vanno all’estero, attratti da migliori retribuzioni e chi li sostituisce è richiamato dallo stesso motivo. Però non sempre chi giunge qui a lavorare nel turismo ha la qualità e la preparazione necessarie. Ci sono casi in cui gli inservienti non conoscono nemmeno la lingua croata, figuriamoci le altre. Talvolta per le ordinazioni si deve aspettare che giunga chi queste lingue le conosce e i tempi s’allungano. Tutto ciò si riflette sulla qualità dei servizi, la soddisfazione o meno degli ospiti. Quali le vie d’uscita?
“La Croazia, come del resto l’Europa intera, si sta confrontando con la mancanza di forza lavoro di qualità e questo è un dato di fatto già da alcuni anni. In futuro dovremo rivolgerci alle nostre strutture e produrre una forza lavoro qualificata che esca dalle nostre scuole turistico-alberghiere, quale unica e corretta via da percorrere. Ovviamente, ogni impiego lavorativo deve essere adeguatamente remunerato”.

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