Tradizione, musica e convivialità. Momiano brinda a San Martino

Il via alle danze con la benedizione del vino novello e lo spettacolo della Comunità degli Italiani

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Tradizione, musica e convivialità. Momiano brinda a San Martino

Il primo giorno dei festeggiamenti della sagra di San Martino a Momiano è stato inaugurato, come da tradizione, da uno dei momenti più sentiti e amati della comunità, la benedizione del Moscato novello, simbolo per eccellenza del territorio momianese e protagonista indiscusso della festa. Il profumo dolce del vino, appena spillato, sembrava già raccontare secoli di tradizione e fatica contadina, mentre il numeroso pubblico ha partecipato con rispetto e calore a questo momento tanto atteso. La sagra, che ogni anno celebra il vino novello, la cultura locale e soprattutto il senso di comunità è un rito collettivo, un abbraccio tra passato e presente, tra memoria e allegria.

Dopo la cerimonia di apertura, il pubblico si è lasciato avvolgere da uno spettacolo artistico-culturale curato con passione dalla Comunità degli Italiani di Momiano, autentico cuore pulsante della vita culturale del paese. A presentare la serata è stata Flavia Vigini Bellè, membro della presidenza del sodalizio, che ha augurato a tutti una buona festa patronale, ricordando come San Martino sia non solo il Santo del vino e della condivisione, ma anche patrono della località. Un doppio motivo di festa, dunque, suggellato dalla presenza istituzionale della vicesindaco di Buie in quota CNI Michela Altin e dalla presidente della CI momianese Arijana Brajko Gall.

La musica come filo d’unione

A dare inizio allo spettacolo, il coro misto della CI di Momiano, un gruppo attivo da ventisei anni, che ha emozionato il pubblico con tre brani intensi e suggestivi quali “L’ultima lettera”, “Nineta in gondola” e “In vino veritas”. Le loro voci, unite da anni di passione e amicizia, hanno riempito la sala di calore e nostalgia, come un brindisi collettivo alla bellezza della lingua e della musica.

A seguire, la scena è stata tutta per le voci in erba, i minicantanti del sodalizio, che con entusiasmo e spontaneità hanno portato sul palco la freschezza dell’infanzia interpretando “La canzoncina dell’amicizia”, “È arrivato l’autunno” e “Per San Martin”. Ogni nota, ogni sorriso e ogni applauso ha ricordato come la tradizione viva anche, e soprattutto, attraverso le nuove generazioni.

Non potevano mancare gli “Evergreen”, gruppo vocale della CI, che hanno presentato tre brani dal tono più maturo e melodico come “Na vita lontana”, Dammi un riccio” e “Ogni volta”. Tre esibizioni diverse, ma unite da un filo comune, quello dell’amore per la musica e per le proprie radici.

Tutti e tre i gruppi del sodalizio momianese sono diretti con maestria da Cristina Zubin, che ha saputo armonizzare voci ed emozioni in un mosaico sonoro di grande sensibilità.

Amicizia tra Comunità

Graditissimo ospite della serata è stato il coro “Arpa” della Comunità degli Italiani “Dott. Silvio Fortuna” di Visignano, nato nel 2001 e oggi diretto dalla Maestra Jovana Vučević. Da ventiquattro anni il coro “Arpa” si distingue per la profonda armonia e per l’amicizia che lega i membri, un sentimento che si riflette in ogni loro esibizione. Per l’occasione, hanno presentato un programma raffinato e coinvolgente con “Cuore e vento” (Marielli, Silvestre), “Con te partirò” (Malavasi, Quarantotto, arr. Vučević), “La nave” (Pedrini, Timoria) e “Torna” (Calastoria, de Marzi, arr. Ritossa, Bernobich). Le loro interpretazioni hanno attraversato emozioni e atmosfere diverse risvegliando ricordi tra i presenti.

La serata si è conclusa con uno scambio di doni tra i sodalizi e i dirigenti dei gruppi, gesto simbolico che ha suggellato l’amicizia e la collaborazione tra le Comunità.
Al pianterreno del sodalizio, la musica è poi ripresa con nuova energia grazie al “Trio Refošk”, accompagnando un incontro conviviale fatto di chiacchiere, risate e calici alzati. Il profumo del vino novello e le note della musica dal vivo hanno riempito la notte momianese, dando vita a quell’atmosfera di calore e appartenenza che solo San Martino sa evocare. Così, tra brindisi e canzoni, Momiano ha salutato l’inizio della sua sagra con il cuore pieno di gratitudine e la promessa di un fine settimana ricco di festa, cultura e gioia condivisa.

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