Terminati i lavori al porto di Salvore. Si pensa già alla banchina di Umago

A colloquio con Dorijano Labinjan, direttore dell’Autorità portuale. «I tempi li detta la pandemia»

La banchina Tondo si trova nel centro del porto di Umago

Anche se i lavori al nuovo molo di Salvore, costati complessivamente 5,8 milioni di kune, si sono appena conclusi, l’Autorità portuale di Umago-Cittanova ha già firmato un nuovo accordo per la ricostruzione di parte della banchina del porto di Umago. Si tratta della zona meglio conosciuta come “Tondo”, dove il moto ondoso e le correnti hanno corroso il fondale e reso instabile la banchina. Di entrambi gli investimenti abbiamo parlato con il nuovo direttore dell’Autorità portuale Doriano Labinjan.
Quale impatto ha avuto la pandemia sugli investimenti?
“I lavori al porto di Salvore sono conclusi, ma non abbiamo potuto inaugurare la struttura come volevamo, a causa dell’emergenza sanitaria. Nel corso dei lavori al nuovo molo, i vecchi piloni di cemento armato sono stati demoliti con delle esplosioni controllate e quindi sono stati sostituiti con dei nuovi. Sui piloni di sostegno, conficcati nel terreno a più di 5 metri di profondità, sono stati depositati gli elementi prefabbricati del molo. Dunque, in poco più di un anno dall’assegnazione dei fondi europei, da parte del governo croato, il porto è già praticamente finito. Cosa normale, quando si parla di fondi UE, perché le tempistiche di realizzazione vanno rispettate, a meno che non si verifichino eventi estremi, come le mareggiate e l’acqua alta”.
Quali i nuovi contenuti?
“La nuova struttura portuale, adibita a spazio operativo per la manipolazione del pesce, comprende il molo nuovo, 24 armadietti della corrente elettrica, 17 lampioni dell’illuminazione pubblica e un efficace sistema di video sorveglianza tramite Internet, importante per le barche che comunicano i dati sul pescato al Ministero dell’Agricoltura e della Pesca. Quindi è stata costruita una piccola oasi ecologica per lo smaltimento e la separazione dei rifiuti della pesca. Le nuove disposizioni dell’Unione Europea a proposito di ecologia sono piuttosto rigorose e le barche non potranno più riversare i rifiuti in mare come prima”.
Quanto è stato speso a Salvore?
“L’ investimento intero, compresa la sovrintendenza, il supporto del consulente per i progetti EU e altro, è costato circa 5,8 milioni di kune (IVA inclusa). L’ investimento indicato è stato coperto per circa 4,8 milioni di kune dai fondi UE dalla misura I.23./I.24.“Porti di pesca, punti di scarico del pesce, mercati del pesce e protezione dei porti“ da parte del Ministero dell’ agricoltura – Amministrazione della pesca. Il rimanente milione di kune è stato coperto dalla Regione istriana, dalla Città di Umago e dall’Amministrazione portuale Umago – Cittanova”.
E della banchina del porto di Umago cosa ci può anticipare?
“Considerata la situazione dettata dal Covid-19, ci siamo concentrati sulla preparazione dei nuovi investimenti. L’accordo per la ricostruzione di parte della banchina presso il ‘Tondo’ è stato già firmato con il Ministero del Mare, ma non sappiamo ancora quando e come saranno avviati i lavori”.

Doriano Labinjan

La banchina sta cedendo come successo al molo della dogana?
“Il moto ondoso e le correnti hanno provocato delle crepe alle fondamenta e la banchina è come un gruviera, dunque instabile. Logicamente, come in precedenza, useremo gli stessi materiali, come per esempio la pietra d’Istria, per i massi che saranno sostituiti. Ma di date d’inizio dei lavori non possiamo certo parlare, perché questo non dipende da noi. Concretamente, si tratta di proseguire il risanamento delle banchine come già fatto con il molo della dogana e la zona portuale presso all’albergo Kristal. I lavori in mare sono sempre complessi, perché bisogna operare molto sott’acqua, per fortificare le fondamenta prima della gettata del cemento e quindi completare il lavoro sopra la superficie, con i massi di pietra di Canfanaro.
Non va dimenticato che proprio ad Umago, nel 2008, è stato costruito anche il primo molo pescatori della Croazia con i fondi dell’Unione europea. Un investimento importante, che ha permesso l’utilizzo di un molo di 55 metri di lunghezza e 22 di larghezza, per le esigenze dei pescatori locali. I mezzi per la sua costruzione sono derivati in parte dal progetto PHARE dell’UE, datato 2005, nell’importo di 1,4 milioni di euro e in parte da fondi statali. Il progetto è stato elaborato dalla ditta Fluming di Fiume, mentre i lavori sono stati eseguiti dalla Sun Adria”.

Facebook Commenti