Storielle dignanesi. Il passato a fumetti

L’Ente turistico locale ricorre a un singolare strumento per promuovere il territorio, disponibile in 4 lingue

Alla presentazione sono intervenuti pure gli autori

Le storielle dignanesi, patrimonio della tradizione orale, ora si possono leggere anche a fumetti. Il progetto è stato presentato ufficialmente sabato sera in piazza del Popolo, dinanzi alla sede dell’Ente turistico. Una presentazione sobria e semplice nel corso della quale la direttrice dell’Ente, Morena Smoljan Makragić, ha avuto modo di presentare anche l’équipe che ha partecipato alla creazione di questo singolare strumento di promozione del territorio. Redattore della pubblicazione è Vjeran Juhas, i disegni sono di Fran Strukan, Vili Paoletić, Enis Čišić Aleksa Gajić, Vjeran Juhas e Vibor Juhas. I testi sono della Pro loco.

 

”L’intento era di promuovere la pubblicazione l’anno scorso, ma poi la pandemia ha disposto diversamente. Così, in questo tempo in qualche modo guadagnato, abbiamo potuto arricchire il tutto con un’app mobile. La realtà aumentata consente di seguire il fumetto grazie all’app TaleUp in varie location cittadine. In parole povere, il lettore può diventare protagonista della storia”. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’azienda 360 Provideo. In sede d’incontro è stata annunciata una continuazione del progetto.

Entrare nella storia grazie alla realtà aumentata

A fare da cornice alla presentazione una mostra delle strisce, fuori e dentro la sede della Pro loco. E per dare all’evento un po’ di sapore, la birra scura della locale Fabrika bire e il vino Medea. I fumetti si possono leggere in croato, italiano, tedesco e inglese, ognuno in edizione separata.

Il Dignanese, nel suo cammino, ha raccolto un mare di storie. Quali sono state “fumettate”? Le strisce ci raccontano “Il cannone di legno di fico”, che scoppiato aveva fatto più danni in casa che ai destinatari della punizione. La “guerra” è quella secolare (immaginaria?) tra Dignano e Gallesano. La via più stretta, seconda storiella, è quella della cittavecchia dignanese, che nello specifico è stata la salvezza di un ladro magro e agile, che l’ha attraversata in un attimo, mentre il poliziotto sovrappeso ci è rimasto incagliato. Ne “I pali del Pian” si fa parola (o disegno) della singolare quanto impalpabile conta dei giorni della settimana: basta un colpo di vento a scombussolare tutto e far venire domenica in un attimo. Poi si va alla scoperta dell’origine del nome “boumbari”: una delle leggende vuole coinvolto l’imperatore Francesco Giuseppe. Peroi partecipa alla pubblicazione con la storia del suo prete, capace di togliere il malocchio (con l’ausilio di una gallina nera). Chiude la storia del campanile di Dignano e dell’impresa del tosaerba ante litteram.

Le Storielle dignanesi parlano quattro lingue

La pubblicazione in forma cartacea è reperibile nella sede della Pro loco.

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