Un incontro gastronomico tra gli amaretti, quelli orseresi e i Lazzaroni, alla Comunità degli Italiani di Orsera, con l’evento “Due storie, un patrimonio di sapori”. Si è così avuta la presentazione e degustazione degli amaretti (dolci) e… Amaretti (liquori). Praticamente, un gemellaggio tra i liquori, i biscotti amaretti originali Lazzaroni e quelli alle nocciole di Orsera. È iniziata così la “Settimana della cucina italiana nel mondo” nella giurisdizione del Consolato generale d’Italia a Fiume, rassegna promossa dal Ministero italiano agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale. Avviata nel 2016, la “Settimana della cucina italiana nel mondo” promuove e valorizza l’eccellenza e l’internazionalizzazione gastronomica del Bel Paese, i prodotti e le tradizioni dei territori, la tutela delle denominazioni protette, la sostenibilità dei processi produttivi e gli itinerari del gusto. Questa decima edizione è incentrata su “La cucina italiana tra cultura, salute e innovazione”, intesa quale mosaico di saperi e valori che raccontano la storia del rapporto con il cibo.

Gemellaggio tra delizie
Quello di Orsera è stato un incontro di storia, cultura, tradizione, gastronomia, gusto e sapere. Da una parte gli amaretti Lazzaroni, biscotti originali di Saronno, specialità dolciaria a base di mandorle, zucchero e albume, abbinati all’omonimo liquore, l’Amaretto Lazzaroni (nel quale i biscotti si intingono da un lato; dall’altro gli amaretti orseresi, a base di nocciole, zucchero e zucchero vanigliato, accoppiati al liquore Amaretto di Orsera. Entrambi i dolci sono il frutto di antiche ricette. I Lazzaroni di Saronno, biscotti secchi e friabili e tradizionalmente avvolti nella carta velina, risalgono al XVIII secolo, quando la famiglia Lazzaroni ne ha iniziato la produzione. Gli amaretti di Orsera si rifanno a una ricetta degli anni Trenta del secolo scorso, recuperata grazie all’impegno della Comunità degli Italiani e delle sue attiviste. Il liquore Amaretto di Orsera è frutto dell’ingegno e della sperimentazione di Marin Maras. Ma in un certo modo anche il liquore – come gli amaretti – affonda le radici nell’antica produzione della nocciola, sostanzialmente rallentata con l’esodo della popolazione italiana avvenuta nel Dopoguerra e messa definitivamente in crisi dal turismo e dall’abbandono delle tradizioni locali. Mentre i dolci Lazzaroni sono giunti pronti da Saronno, come pure il liquore, gli amaretti di Orsera sono stati preparati sul posto e serviti caldi dalle brave attiviste del sodalizio locale, accompagnati, naturalmente, dall’Amaretto di casa, prodotto (primo a Orsera e in Istria) da Marin Maras.

Promozione di un’eccellenza
L’evento è stato promosso dal sodalizio locale, in collaborazione con l’Ente turistico e il Comune di Orsera. Va rilevato che la Comunità degli Italiani e l’Ente turistico collaborano da tempo al recupero e alla promozione degli amaretti di Orsera e ad altre iniziative.
A introdurre l’incontro è stata la presidente della CI, Anita Petrović, che ha risaltato l’importanza dell’appuntamento per Orsera e il suo sodalizio, con quest’appuntamento che mette la cucina italiana al centro dell’attenzione internazionale. Nell’occasione ha portato i saluti della sindaca, Tina Slamar. La Console generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri, ha riassunto la realizzazione di quest’idea – dalla sua prima visita a Orsera, in cui ha degustato gli amaretti, ai contatti con la Paolo Lazzaroni&Figli Spa – che promuove l’eccellenza orserese. Ha salutato i presenti anche la vicepresidente della Regione istriana in quota CNI, Jessica Acquavita. Tra il pubblico pure il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva e la direttrice della nostra Casa editrice, Christiana Babić.

La direttrice dell’Ente turistico di Orsera, Klara Trošt Lesić, ha ricapitolato il percorso fatto finora nel rilancio degli amaretti e nella promozione dell’Amaretto. Su questa strada sono stati coinvolti, oltre alla Pro loco e alla Comunità degli Italiani, l’Istituto per l’Agricoltura e il turismo di Parenzo, il Museo etnografico dell’Istria di Pisino e Marin Maras, proprietario della distilleria Imagine Spirits di Marassi. Come emerso dalle indagini, quella di Orsera è la nocciola istriana lunga, la più diffusa, prodotta in piccole quantità e un tempo diffusa a Orsera, Visignano, Parenzo e Pisino. Per rivitalizzarne la produzione sono necessari l’educazione, la creazione di una collezione e di impianti specializzati, l’avvio di laboratori e di una produzione di tipo intensivo. Cose, queste, che a Orsera si stanno facendo o sono in fase di avvio. Gli amaretti di Orsera sono dovuti probabilmente alla passata diffusione della pianta ed erano particolarmente in uso nelle occasioni matrimoniali.

La ricetta tradizionale non è cambiata molto con la modernità, salvo l’introduzione dello zucchero vanigliato e la cottura, prima nei forni a legna o sotto la campana sul focolare, oggi nei forni elettrici. Il liquore si presenta con un gusto eccellente e intenso, con il 28 p.c. d’alcol. Gli amaretti e l’Amaretto vengono promossi quale marchio distintivo di Orsera. La manifestazione è proseguita con la degustazione dei prodotti e l’incontro di socializzazione, nel segno del patrimonio in loro celato.

Sempre nell’ambito della “Settimana della cucina italiana nel mondo”, oggi alla Comunità degli Italiani di Momiano, nell’ambito dei festeggiamenti dedicati al patrono San Martino, si svolgerà la gara di dolci “I migliori buzolai”.

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