“Il patrimonio del territorio del Comune di Santa Domenica: storia, cultura e identità”. È la versione italiana del titolo del convegno scientifico e culturale dell’associazione “Katedra Čakavskog sabora Labin”, Cattedra del Sabor ciacavo di Albona, che ieri si è tenuto per la prima volta. A ospitarlo, la sala riunioni della Casa sociale “Poldrugo Valentin”, in cui ha sede pure il Comune di Santa Domenica, che ha sostenuto l’evento.
“Le ricerche del passato del comune di Santa Domenica non sono iniziate con questo convegno, ma sono in corso ormai da decenni”, ha detto, salutando tutti i presenti, Irene Franković, sindaco di Santa Domenica, aggiungendo che a occuparsi dei vari temi legati allo sviluppo del territorio sono stati negli ultimi decenni, tra gli altri, il professor Tullio Vorano, il quale ha contribuito pure alla prima edizione del convegno in parola, Vedran Kos, dirigente del Museo popolare di Albona dal pensionamento di Vorano fino a poco tempo fa, come pure Marijan Milevoj, giornalista e autore di diversi volumi sul tema dell’Albonese, ma anche la storica Dijana Muškardin.
La Franković ha voluto ricordare la pubblicazione della prima monografia di Santa Domenica, edita dalla “Cattedra del Sabor ciacavo di Albona” e dal Comune, confermando di aver accolto con grande entusiasmo l’idea dello storico Deni Vlačić, presidente della stessa associazione, di avviare pure il convegno che ieri ha visto la sua prima edizione. “Anch’io ho una laurea in storia, per cui anche da questo punto di vista mi fa piacere che l’avvio di questo convegno sia avvenuto durante questo mio mandato di sindaco”, ha aggiunto la Franković.
Nella parte introduttiva del convegno, moderato da Daniel Mohorović, a rivolgersi ai presenti è stato pure Deni Vlačić, il quale ha voluto informare il pubblico che per il primo convegno sono state scelte 11 relazioni con i temi che, dal punto di vista dei periodi, spaziano dall’antichità fino ai giorni nostri, sono legati a una serie di campi e interessano varie parti del territorio del Comune preso in esame, ma anche un’area più vasta. Questo anche perché, ad esempio, come ha confermato Vorano nell’esporre la sua relazione sul tema dei proprietari degli immobili, ovvero dei contribuenti, nella Parrocchia di Santa Domenica nel 1726, per Dubrova una volta s’intendeva una zona molto più ampia di quella odierna, che si estendeva fino al territorio dell’odierna Torre Annunziata (Snašići).

Foto: Tanja Škopac
Le banche di una volta
Così era pure nel 1726, a quando risale la pubblicazione i cui dati sono stati analizzati e presentati ieri dal professor Vorano. Si tratta di uno dei volumi dal titolo “Libro delle Faccoltà d’Albona”, che contengono una lista delle proprietà di questo tipo nel territorio albonese e sono conservati nell’Archivio di Stato di Pisino. Il Libro, redatto dal notaio Giacomo Benedetti, è il primo documento compilato dopo la nuova suddivisione amministrativa e territoriale introdotta nel 1632 da Antonio Civrano, provveditore generale di Dalmazia e Albania, con la quale questi costituì, tra le altre, pure la Parrocchia di Santa Domenica.
“Dal Libro del 1726 traspare che la maggior parte degli abitanti si occupava dell’agricoltura. Rispetto ai primi Libri, in questo documento non fu registrato il numero di bestiame, per cui non sappiamo quanto era diffuso il bestiame in quel periodo, però sarà stato un buon numero perché in tutto il Comune di Albona la quantità del bestiame era stabile. Inoltre, notiamo che quasi l’80 p.c. degli edifici era molto semplice, in quanto costruiti con la tecnica di muri a secco e coperti con la paglia, mentre soltanto il 20 p.c. aveva i tetti con tegole”, ha confermato Vorano, secondo il quale in quell’epoca era diffusa per lo più un’economia domestica con poco terreno e molte famiglie albonesi, specialmente nobili e quelle più ricche, come pure le confraternite, la Chiesa in generale e il convento di San Francesco in particolare, avevano numerosi terreni nella zona della Parrocchia di Santa Domenica che venivano dati in affitto e per i quali si “davano o la decima o qualche altro contributo”. “Il materiale è molto interessante in quanto questo notaio pubblico, Giacomo Benedetti, fece in modo che si potesse vedere com’era distribuito il patrimonio in questa Parrocchia.”, ha concluso Vorano, dalla cui ricerca si evince che le confraternite del territorio non si occupavano soltanto della vita spirituale della popolazione, ma avevano pure la funzione di una sorta degli odierni istituti bancari, in quanto sono noti dei prestiti approvati a favore di un certo Šime Šumberac.

Foto: Tanja Škopac
Patrimonio mondiale
Il primo a esporre la propria relazione è stato lo storico Kristijan Žgaljardić, il quale ha parlato dell’area di Casali Sumberesi dalla tarda antichità fino al dominio di Napoleone, soffermandosi sul periodo dell’Alto medioevo, quando questa parte dell’Albonese iniziò a essere abitata dalla popolazione slava, ma anche sulla devastazione del territorio durante la Guerra degli Uscocchi, nella prima metà del XVII secolo, dopo la quale il territorio vide una ripresa appena verso la fine dello stesso secolo.
Parlando degli effetti che a livello locale si ebbero grazie alle politiche implementate dal 1947 al 1952 con lo scopo di alfabetizzare ed educare la popolazione, Deni Vlačić ha menzionato pure gli sforzi compiuti in quegli anni al fine di migliorare la situazione igienica nelle scuole, in particolare il decreto con il quale furono vietati, negli spazi delle scuole, eventi e riunioni durante i quali si consumava l’alcol. Vlačić ha letto pure un riassunto della relazione di Majda Milevoj Klapčić, direttrice della Biblioteca civica di Pisino, la quale ha scelto come tema la tradizione carnevalesca di Santa Domenica. L’inventore del tachimetro, brevettato nel 1888 con il nome di “velocimetro”, Josip Belušić, noto anche come Giuseppe Bellussich, nato nel territorio dell’odierno Comune di Santa Domenica nel 1847 e scomparso a Trieste, è stato il tema della relazione di Miranda Škalamera Verbanac. Quest’ultima ha sottolineato l’importanza del personaggio per il patrimonio mondiale e per la promozione turistica del territorio.
Nella prima parte del convegno si è presentato pure il professor Josip Šiklić, della Cattedra del Sabor ciacavo per la storia dell’Istria, di Pisino, con una relazione sul tema della situazione demografica nel territorio di Santa Domenica. Nella seconda parte del programma si sono avute le relazioni degli esperti Eva Melegi Matković, Danijel Tatić, Mladen Bastijanić, Olivera Tadić, come pure quella di Nerina Ševrlica Bolfan e Amneris Ružić Fornažar. Hanno partecipato all’organizzazione anche Bianca Dagostin, direttrice dell’Ente turistico di Santa Domenica, e Sanja Gregorinić Trumić, preside della Scuola elementare “Matija Vlačić”.
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