Salvore. Nelle reti più meduse che pesci

Sono troppe le preoccupazioni del settore, il quale ha deciso di chiedere aiuto al Ministero competente

Un piccolo polpo cerca di scappare dalle meduse arrampicandosi sulla gamba del pescatore

Non va bene con la pesca. Per tre motivi, a causa dei quali quasi sicuramente il Ministero dell’Agricoltura, responsabile pure per il settore della pesca, prenderà dei provvedimenti o degli ammortizzatori sociali su esplicita richiesta delle associazioni di categoria. Purtroppo, le reti da posa, che servono per pescare le sogliole, da tempo sono ridotte a brandelli da un numero eccessivo di delfini. Inoltre, i motopescherecci a strascico non possono operare a causa di migliaia di grosse meduse che rompono il sacco della rete e ci sono pure granchi e altre meduse dette noci di mare che si mangiano le uova del pesce. Ora c’è solo da sperare che la bora, arrivata dopo lo scirocco, spazzi via le meduse e che in qualche modo si ritorni alla normalità.

 

Parimenti ai granchi blu, i pescatori ci hanno segnalato la presenza di meduse Cassiopea, molto grosse e non dannose: si tratta della medusa Cotylorhiza tuberculata, che può raggiunge i 30 centimetri di diametro. Dunque, è l’enorme quantità che disturba la pesca, non la specie: si tratta di una medusa che ha il caratteristico ombrello a forma di disco bianco, con una gobba rotonda e gialla al centro. È una specie pelagica endemica del Mare Mediterraneo, molto comune, anche se dalle nostre parti dovrebbe esserci da maggio a ottobre. La riproduzione delle meduse adulte avviene tipicamente tra agosto e ottobre. Pur essendo di grosse dimensioni, non è urticante.

Danilo Latin in una foto d’archivio

I problemi non mancano

Il presidente del Gruppo per la pesca sostenibile Danilo Latin ci ha detto che questa è una preoccupazione in più per i pescatori perché le giornate utili di pesca si sono ridotte a causa dei fenomeni meteo climatici: “Non possiamo pescare né con la bora, che sa essere molto insidiosa e durare parecchi giorni, né con lo scirocco o il libeccio. Le poche giornate utili sono condizionate dalle meduse o da qualche inconveniente legato alle operazioni di pesca. Per esempio, appena usciti, si può rompere la rete, poi ci sono altri problemi che possono influire sulla giornata di pesca riducendone il guadagno, ma aumentando le spese. Dunque, di preoccupazioni, ne abbiamo molte. Cerchiamo sempre di comunicare con i biologi marini per informarli di quanto succede in mare, se ci sono alghe o meduse non di casa nostra, ma questo aiuta poco. Ora l’enorme quantità di meduse impedisce di fatto la pesca perché le reti a strascico si riempiono subito, rendendole pesanti e, di fatto, bloccando la barca. Bisogna allora alzare la rete, svuotare il sacco e ritornare a casa. E, purtroppo per la pesca, sono anche ritornate, in grande quantità, le noci di mare, che non sono delle vere meduse, ma che si mangiano plancton e uova dei pesci. La loro enorme quantità (ce ne sono a milioni) impedisce di fatto alle reti di pescare.

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