Salvore. Nella rete un «mattone» di tritolo

Sono ancora molti i residuati bellici che si trovano lungo il corridoio marittimo che portava a Trieste

Una mina antinave trovata al largo di Salvore

Il mare continua a restituire, anche dopo 75 anni, residuati bellici o parti di questi. Il pescatore Moreno Ošić di Salvore, che in passato aveva già rinvenuto sia bombe d’areo che mine antinave, questa volta si è ritrovato nella rete quello che probabilmente è un “mattone” di tritolo.
Il ritrovamento è avvenuto a 4 miglia dalla costa, nel corridoio marittimo che portava a Trieste e che durante la Seconda guerra è stato molto trafficato sia da navi militari che da aerei tedeschi e angloamericani. Soprattutto sul finire della guerra, il Golfo di Trieste, che arriva fino a Salvore, era stato teatro di numerosi combattimenti aerei, ma anche navali. Lo dimostrano anche i numerosi relitti che ancora oggi si trovano sui fondali marini. Ogni tanto dei residuati bellici finiscono nelle reti a strascico, come bombe d’aereo, mine antinave o bombe di profondità. In passato erano stati trovati anche dei siluri, a testimonianza di un’intensa attività bellica.

Nelle reti pure una bomba aerea

Per impedire alle navi il transito nell’Alto Adriatico, sia durante la Prima che la Seconda guerra mondiale, sui fondali marini furono depositate e ancorate molte mine antinave. Una di queste provocò, l’8 agosto del 1914, l’affondamento della nave passeggeri austriaca Baron Gautsch, che finì in un campo minato cosiddetto “amico”, ossia approntato dallo stesso esercito austro-ungarico, a 7 miglia dalle Isole Brioni. E sul finire della guerra, affondò pure il dragamine Coriolanus, nave da guerra della Royal Navy britannica. Colò a picco il 5 maggio del 1945 al largo di Cittanova, mentre stava sminando il fondale.
I residuati bellici sono molto pericolosi anche quando sono a pezzi. Molto probabilmente l’esplosivo trovato ieri era inserito in una mina a forma cilindrica piena di tritolo di massa variabile tra i 50 e i 125 chilogrammi, con spolette d’innesco regolabili a tempo o a pressione idrostatica. Negli ultimi anni di residuati bellici i pescatori della zona ne hanno trovati molti e ogni volta la Polizia li ha prelevati per neutralizzarli. Un tempo venivano fatti brillare in mare, mentre oggi si usano tecniche meno invasive e meno pericolose per gli uomini e per la fauna marina.

Il “mattone” di tritolo finito nella rete del pescatore Moreno Ošić di Salvore

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