Salvore. Lo scalo portuale a buon punto, ora si pensa a una diga frangiflutti

L’investimento complessivo ammonta a 5,8 milioni di kune, di cui 4,8 sono fondi europei

La freccia indica il punto in cui bisognerebbe costruire una diga frangiflutti

Ci sarà un ritardo nell’ultimazione del nuovo scalo portuale di Salvore, costruito con i fondi dell’Unione europea. Un ritardo dovuto prima alle mareggiate e all’acqua alta e ora alle frequenti piogge. I lavori di costruzione del scalo sono comunque giunti nella fase finale: il nuovo molo a forma di “T“ è quasi finito, mentre sono ancora da eseguire i lavori di rifinitura e quelli portuali sulla terraferma, ossia alle infrastrutture elettriche, all’isola verde per lo smaltimento dei rifiuti, agli ormeggi e ai box per i pescatori.
Nel corso dei lavori al nuovo molo, i vecchi piloni di cemento armato sono stati demoliti con delle mini esplosioni controllate e quindi sono stati sostituiti con dei nuovi. Sui piloni di sostegno, conficcati nel terreno a più di 5 metri di profondità, sono stati sistemati gli elementi prefabbricati del molo. Tutti i lavori dovrebbero concludersi fra circa due settimane. In poco più di un anno, ossia dall’assegnazione dei fondi europei da parte del governo croato, dunque, il porto è già a buon punto. Questa è la regola, quando si parla di fondi UE, perché le tempistiche di realizzazione vanno rispettate, a meno che non si verifichino eventi estremi, come le mareggiate e l’acqua alta.
Un porto d’importanza strategica
La scorsa primavera, dopo la chiusura delle gare d’appalto, l’Autorità portuale aveva avviato i lavori di ammodernamento dello scalo, oggi base della guardia costiera e dunque d’importanza strategica per la Croazia. Un investimento annunciato già nell’agosto del 2018, dal governo del premier Andrej Plenković, nel corso di una riunione a Umago, quando il ministero dell’Agricoltura e della Pesca aveva assegnato a Salvore 5,1 milioni di kune derivanti dal programma operativo “Porti di pesca e borse del pesce”, previsto dall’Unione europea. Si tratta di un porto di pescatori, ma anche un nodo di confine, dove stazionano le motovedette della Guardia costiera croata. Col passare degli anni il porto è diventato troppo stretto per ospitare tutti, anche perché la flotta peschereccia è aumentata, con imbarcazioni sempre più grandi e veloci. Di conseguenza, cambiare è diventato d’obbligo, tanto più che il governo croato, dall’estate scorsa, ha inserito il porto di Salvore tra quelli considerati d’importanza strategica, proprio per le questioni legate al confine.

Il nuovo molo di Salvore

Condizioni meteo avverse
A confermare che i lavori procedono con qualche difficoltà è pure Doriano Labinjan, responsabile degli investimenti con i fondi europei presso l’Autorità portuale di Umago. “Il divieto dei lavori edili durante la stagione turistica e il maltempo che ultimamente non sta dando tregua, hanno prolungato il termine previsto per la fine dei lavori – ha dichiarato –. Il molo è praticamente finito, restano da completate le installazioni idriche ed elettriche e l’isola ecologica. Il porto sarà poi dotato della videosorveglianza e di impianto wireless per accedere a Internet. Con gli elementi prefabbricati, la costruzione di moli e impianti portuali è molto agevolata. In base alle gare d’appalto, i lavori sono stati assegnati alle ditte ‘Brolex’ di Buie e ‘BSK Comerce’ di Fiume. La prima si occupa dei lavori che riguardano l’installazione degli armadietti per i rifornimenti idrico ed elettrico, l’installazione della nuova illuminazione pubblica, la videosorveglianza, e il supporto informatico (wireless e software), mentre la dita fiumana è incaricata dei lavori di ricostruzione del vecchio molo e la costruzione dell’isola ecologica. L’ investimento complessivo (inclusa la sovraintendenza, il supporto del consulente per i progetti UE e simili) verrà a costare circa 5,8 milioni di kune (IVA inclusa). Tale importo sarà coperto per circa 4,8 milioni di kune dai fondi UE, dalla misura I.23./I.24. ‘Porti di pesca, punti di scarico del pesce, mercati del pesce e protezione dei porti’ da parte del Ministero dell’Agricoltura – Amministrazione della pesca; il rimanente milione sarà a carico della Regione istriana, della Città di Umago e dell’Amministrazione portuale di Umago – Cittanova”.
La nuova struttura portuale sarà adibita a spazio operativo per la manipolazione del pesce. Sarà dotata, tra l’altro, di 24 armadietti della corrente elettrica, 17 lampioni dell’illuminazione pubblica e di un efficace sistema di videosorveglianza. Parimenti sarà costruita una piccola oasi ecologica per lo smaltimento e la separazione dei rifiuti della pesca. Le nuove disposizioni dell’Unione europea a proposito di ecologia sono piuttosto rigorose e le barche non potranno più buttare i rifiuti in mare, nemmeno quelli biodegradabili.
Garantire la sicurezza
Per rendere tuttavia lo scalo più sicuro, ora si pensa, come auspicato dai pescatori, alla costruzione di una diga frangiflutti subito all’entrata sud nel porto. Tale diga consentirebbe comunque la libera circolazione delle correnti, visto che alla base sarebbe dotata di grossi tubi. Tale iniziativa è però legata a nuovi finanziamenti, che per ora non ci sono. Un’ultima considerazione, o meglio, un quesito: siccome l’acqua alta sommerge oramai tutti i porti della penisola, non sarebbe forse il caso di costruire in futuro i nuovi scali a un’altezza maggiore rispetto al livello del mare?

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